Recensioni Un amore

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    19/08/2019 14:27:06

    Uno di quei libri che ti fanno continuare la lettura anche se forse vorresti smettere, perchè la vicenda del protagonista è sofferente, ridicola quasi, fa male vederlo così umiliato di fronte alla malizia vulnerabile della giovanissima Laide. Un viaggio nell'ossessione, nella psiche maschile e femminile, nella vita di personaggi che, alla fine, non sai se amare o odiare nelle loro ossessioni così umane e così prevedibili. In questo sta, per me, la grandezza di questo romanzo.

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    18/07/2019 17:20:44

    Ho amato questo libro. Per me é stato una bellissima finestra per comprendere l'animo maschile. Sono piouttosto rari questo genere di libri in cui c'é una naturalezza e una verità eclatanti.

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    18/07/2019 12:44:04

    Una storia senza tempo, sempre attuale con al centro un ‘amore’, non importa qualificarlo con un aggettivo (che non a caso non compare nel titolo). Di certo un evento comune, spunto di innumerevoli saggi letterari e poetici : lui, Antonio 49 anni, professionista stimato perde la testa per lei, Laide, prostituta di 20 anni, conosciuta in una casa di tolleranza. Una storia ampiamente prevedibile, con vissuti tragi-comici ed umilianti per lui che la propone e la vorrebbe come sua amante ‘fissa’ e che non rinuncia (non vuole, non riesce…) a questa intrigante ‘ragazzina’ dai trascorsi tenebrosi, che continua nelle sue tresche, nelle sue innumerevoli frequentazioni a pagamento di ‘clienti’ ed ‘amici’, frastornandolo con continue bugie e tradimenti. Una lotta impari, che vede il lettore dapprima schierato dalla parte di Antonio , povera vittima ; poi, procedendo nel racconto - quando vengono a galla le borghesi ipocrisie di lui che non potrà mai riconoscere pubblicamente una prostituta come propria fidanzata, compagna nella Milano anni ’60 – il lettore rimane incerto, sospende il giudizio, in attesa di un finale, che certamente è inatteso e sconcertante … Splendido libro, con introspezione profonda nell’anima dei protagonisti, scritto senza vincoli di punteggiatura ‘di getto’, quando necessario, quando il sentimento non può essere imbrigliato dalla ragione.

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    20/06/2019 14:05:56

    Un classico. da rileggere . il deserto rimane comunque irragiungibile

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    31/05/2019 13:21:02

    Inizialmente ero tentata di abbandonare la lettura, i primi capitoli sono stati tutt'altro che semplici. Poi qualcosa mi ha colpito nel profondo. Sarà stata la caratterizzazione dei personaggi con cui, nonostante tutto, si riesce a empatizzare a tal punto che risulta difficile criticare le loro decisioni, i loro comportamenti. Principalmente, però, gli elementi che mi hanno permesso di continuare la lettura del romanzo sono stati la grande capacità narrativa e lo stile di Buzzati, senza i quali la storia, da sola, non avrebbe raggiunto un livello così alto.

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    11/03/2019 21:20:29

    Fin dalle prime pagine ti prende e ti emoziona, coinvolgente. Scrittura molto piacevole, super consigliato.

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    11/03/2019 18:09:16

    Leggiamo in queste trecento pagine la psiche e i sentimenti di quest’uomo, rappresentante di una generazione borghese, con tutti i suoi stereotipi e pregiudizi nei confronti della categoria sociale delle prostitute. In questo romanzo non abbiamo una trama molto complicata, quello che colpisce il lettore è il percorso nei pensieri di Dorigo, il viaggio nella sua mente, nelle sue paure e ossessioni. Buzzati ha usato come tecnica narrativa quella del monologo interiore e attraverso questo monologo, in cui molti brani si susseguono quasi senza punteggiatura e si fa a volte fatica a seguire il discorso, riusciamo a conoscere Antonio Dorigo. E’ un romanzo sull’attrazione di un uomo maturo per la giovinezza, di un borghese colto per una giovane proletaria. Dietro la maschera di un amore così travagliato si nasconde il fascino e il timore del rappresentante di una generazione ormai lontana per il nuovo mondo che si stava creando.

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    10/03/2019 22:38:01

    La crisi di un uomo di cinquant'anni attraverso l'analisi della sua ossessione amorosa per una giovane prostituta milanese. Al netto delle considerazioni che oggi, nell'epoca dello smartphone potrebbero passare per reazionarie, mi è sembrato che l'autore toccasse toni e argomenti molto sentiti e veri. Credo, insomma, che nell'epoca in cui fu scritto, 1963, il suo tono debba aver spiazzato i lettori dell'autore del Deserto dei tartari, ma oggi, a distanza di tanti decenni e con costumi più evoluti, possiamo constatare che la dinamica dell'ossessione amorosa, con tutte le sue infinite varianti (gelosia, volontà di autodistruzione, perversione, masochismo, etc...) non ha avuto la benché minima evoluzione, e il tema rimane molto contemporaneo anche se, ormai, la differenza di classe tra l'uomo borghese e altolocato e la donna proletaria e disinibita è stata ampiamente soppiantata da altre, anche meno nobili, contrapposizioni. Lo consiglio.

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    09/03/2019 13:40:58

    Il romanzo narra di un ossessione, non tanto di un amore. Viene voglia di scuotere il protagonista per fargli capire che a tutto c'è un limite: si lascia trascinare nel ridicolo pur di mantenere le proprie illusioni. Bello ma di Buzzati ho preferito altro

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    09/03/2019 12:22:46

    Il romanzo narra di un ossessione, non tanto di un amore. Viene voglia di scuotere il protagonista per fargli capire che a tutto c'è un limite: si lascia trascinare nel ridicolo pur di mantenere le proprie illusioni! Bello anche se ho preferito altro di Buzzati

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    08/03/2019 11:31:15

    E' un libro che si discosta dalla produzione di Dino Buzzati, che abbandona il deserto dei Tartari per esplorare il deserto dei sentimenti umani. Un uomo maturo e rispettabile, molto solo, abituale frequentatore delle case chiuse, perde la testa per una giovanissima prostituta. Più lui s'innamora, più la ragazza è sfuggente.... Una vicenda amara, sicuramente autobiografica, l'autore è stato molto coraggioso nel raccontarla in anni in cui imperava un ipocrita moralismo. Ho portato i libri di Dino Buzzati come argomento alla maturità (parlo del 1980) e quando ho detto che avevo apprezzato questo libro ho suscitato reazioni sdegnate nella commissione: questa scelta mi ha penalizzato nel voto finale. Questo per dirvi quanto poco era stato compreso questo romanzo anche dopo molti anni dalla sua apparizione. Tuttavia sono felice di averlo letto e riletto e lo consiglio vivamente.

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    19/11/2018 13:44:42

    Nonostante la situazione che Buzzati affronta sia delicata, tormentata, strana e anche eticamente discutibile, non si può far altro che essere inghiottiti dalla storia e dalle emozioni. Bellissimo.

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    17/10/2018 10:43:58

    Il tormento e la sofferenza di Dino diventano anche del lettore. Scritto impeccabilmente, così dannatamente struggente, romanzo che rimane del cuore.

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    15/10/2018 18:53:24

    Assolutamente eccezionale come Buzzati riesca a raccontare con delicatezza un rapporto tormentato, crudele, cattivo. In punta di piedi, ma inesorabilmente, trascina il lettore in una spirale di desiderio, angoscia e vertigine. Ne deriva un senso di claustrofobia che ci attanaglia, in un legame tra personaggi e lettore che provoca angoscia e stordimento, solleticandoci al tempo stesso corde così profonde che con le ultime righe del libro ci rendiamo conto di quanto ha saputo renderci vivi.

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    23/09/2018 16:40:11

    Un libro alienante, magistrale, con una prosa impeccabile. Buzzati descrive, con una mano febbrile e ansiosa, i tormenti di un uomo innamoratosi di una prostituta. Consigliatissimo!

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    23/09/2018 11:55:31

    Un libro meraviglioso, mi ha ricordato in qualche modo "Lolita", ma penso sia addirittura più bello: passo dopo passo, Buzzati ci descrive ogni sfaccettatura possibile di un amore malato e ossessivo, ci mostra un uomo che si lascia trascinare e distruggere dai sentimenti nei confronti della giovane Laide. Una descrizione completa, sincera e fedele di cosa si prova vivendo una storia tormentata, resa attraverso una scrittura altrettanto tormentata e perciò efficace. Assolutamente da non perdere

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    18/09/2018 15:05:49

    Credo sia uno dei miei libri preferiti. Ossessioni, tormeni e paranoie sono gli ingredienti principali. Buzzati è un maestro nel caratterizzare i personaggi.

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    17/09/2018 22:01:43

    . Non c’è dubbio che Dino Buzzati scriva meravigliosamente, è maestro nella scrittura e nel far sentire partecipi i lettori delle angosce altrui. Più che l’amore, secondo me il tema del libro è il mondo borghese unito a quello della prostituzione in una Milano del 1960. Si perché secondo il mio modesto parere, come si evince alla fine del romanzo, Antonio Dorigo, architetto, non si innamora della giovane Laide, me ne diventa ossessionato, vuole possedere la sua persona morbosamente in tutti i sensi possibili. Si ammala della sua persona, non riesce a vivere senza sapere tutto di lei, le sue amicizie, i suoi trascorsi, le sue attività, la gente che le ruota intorno; da qui scaturisce forse quello che mi ha convinto meno del libro, ossia i frequenti flussi di coscienza del protagonista, o per meglio dire i flussi di paranoie continue, ossessive, malate e morbose che alla lunga mi hanno appesantito la lettura. Però il finale mi ha travolta, vengono svelate tutte le colpe dei protagonisti, da entrambi i lati e forse Antonio capisce che il suo comportamento non ha fatto sentire Laide la sua amata ma la sua puttana; e capisce anche che magari il suo comportamento è stato dettato da una vita di mancanze, di vuoti, di esperienze mai vissute e magari sempre invidiate ai coetanei e amici. Sicuramente leggerò altro dell'autore.

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    17/09/2018 20:23:20

    Un amore è un romanzo di Dino Buzzati nel quale ci è raccontata la storia di Antonio Dorigo, un cinquantenne che scopre per la prima volta un sentimento logorante, sofferente e vitale come l'amore. Innamoratosi di Lidia, una ragazzina abituata a vendere il proprio corpo, sa di non avere più scelta, non potrai mai rinunciare alla vita che sembra ha cominciato a scorrergli nelle vene, sebbene la stessa sia causa si continua sofferenza. Quello che unisce i due protagonisti non è l’amore che tutti ci aspettiamo, bensì una passione logorante e asfissiante che assorbe e spazza via l’intera esistenza di Antonio Dorigo, fino ad annullarlo e umiliarlo.È un amore a senso unico, disperato e pone il lettore di fronte alla consapevolezza che la vita è anche fatta di sconfitte e accettazione, e che la morte incombe come una grande e inesorabile torre nera. Continua positivamente la mia riscoperta di questo grande autore italiano. Consigliatissimo!

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    Eva
    06/09/2018 12:46:43

    Libro molto bello, ci si immerge completamente nei tormenti dell'innamoramento, nell'ossessione e nella disperazione dell'amore non corrisposto. Buzzati sa descrivere magistralmente le sensazioni e gli stati d'animo. Libro struggente, fotografia nostalgica di una Milano passata

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    25/05/2018 09:35:14

    Un romanzo particolarissimo all'interno della produzione buzzatiana, che riesce a cogliere sfumature sentimentali e psicologiche impensabili. Capolavoro di un genio del Novecento.

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    14/07/2017 21:28:04

    "Un mattino del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina." (p. 3) Fin dall'incipit, un Buzzati anomalo: luogo, tempo, personaggi definiti e realistici. Dimenticatevi il realismo magico, il paradosso, il mistero delle sue opere più note. Quello di "Un amore" è l'altro-Buzzati e la telefonata alla signora Ermelina è il primo passo del protagonista, un rispettabile e creativo professionista, verso l'abisso, è l'inizio di una discesa agli Inferi nella quale Virgilio è Laide, una giovane prostituita banalmente irresistibile e perversamente (im)prevedibile, e l'Ade è una Milano grigiamente tentacolare e notturna, capace di trascinare verso il basso della perversione, del finto perbenismo borghese e verso l'alto vertiginoso dell'amore. Pensato sul finire degli anni Cinquanta e pubblicato nel 1963, "Un amore" è senza tempo e, se i telefoni del romanzo non fossero a margherita, ma degli smartphone, potrebbe dirsi pubblicato stamane. Magistrale il capitolo XXXII, un racconto nel racconto, quasi imbarazzante la bravura nell'uso del monologo interiore che si fa flusso di coscienza rarefacendo la punteggiatura, lirico e dolente nelle scene notturne come nel miglior noir, lucidissimo nell'analisi dei meccanismi e delle nevrosi della comunicazione telefonica e non solo tra innamorati. E sullo sfondo, sempre, la città, nella quale si mescolano "in un solo fiato il respiro del ricco e del pezzente, della prostituta e della suora, dell'atleta e del malato di cancro" (p. 256). Consigliato sarebbe riduttivo, ottima terapia di riabilitazione per chiunque abbia detto che "Il deserto dei Tartari" è noioso...

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    28/11/2016 23:56:02

    Un libro meraviglioso! Dico solo che Buzzati ci delizia di una sensibilità concessa a pochi mortali.Da leggere e rileggere e se possibile,coglierne la meraviglia.

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    19/07/2016 00:59:03

    Narra la storia di uno stimato professionista, quasi cinquantenne che perde, letteralmente, la testa per una giovanissima prostituta. E' ambientato nella Milano degli anni '60. Senza svelarne la trama... desidero solo puntualizzare sulla stupefacente descrizione del flusso incontenibile delle emozioni recondite di un sentimento vigoroso e devastante come l'amore: l'attrazione, la passione, l'ansia, il desiderio, la gelosia, la rabbia... le parti descrittive della trepidazione sono superbe, l'afflato amoroso è molto realistico, i personaggi sono "autentici"... Buzzati in questo romanzo narra l'astratto e il concreto (al contempo...) e lo fa magistralmente. Ne consiglio vivamente la lettura.

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