La bibliofilia è l’amore per i libri come oggetti culturali e materiali; la bibliomania ne rappresenta la forma eccessiva o compulsiva. Tra XVI e XIX secolo queste pratiche si strutturano in collezionismo organizzato e riflessione bibliografica.
Interessa a chi vede nel libro non solo un testo, ma un’esperienza affettiva e materiale. Alcuni titoli ricostruiscono in chiave storica la nascita dell’amor librorum europeo, distinguendo tra bibliofilia consapevole e bibliomania, termine diffuso nell’Ottocento anche in senso critico. Una parte dei volumi analizza l’assetto istituzionale del patrimonio librario. Sono presenti studi dedicati alla dimensione culturale e psicologica della passione per i libri, con saggi che indagano accumulazione, collezionismo tematico e costruzione dell’identità attraverso la biblioteca privata.
Accanto all’approccio storico e antropologico, compaiono manuali per riconoscere prime edizioni, tirature limitate e varianti tipografiche. Tra XIX e XX secolo si consolidano criteri descrittivi e pratiche catalografiche. Il mercato antiquario diventa un settore specializzato dell’economia culturale.