La bruttezza è una categoria estetica che attraversa filosofia, storia dell’arte e critica culturale. Dal Medioevo alla contemporaneità, il “brutto” è stato ridefinito come opposizione, provocazione o alternativa alla bellezza.
I libri sulla bruttezza raccolgono studi che chiariscono il significato del concetto e la sua evoluzione teorica. Opere come Storia della bruttezza curata da Umberto Eco ricostruiscono la genealogia occidentale del “brutto”, mettendo in relazione iconografia, testi letterari e filosofia estetica. Una parte dei volumi indaga il rapporto tra bruttezza e arti visive, analizzando la ridefinizione dei canoni nel Novecento, tra avanguardie storiche e sperimentazioni contemporanee. Qui il brutto diventa dispositivo critico e scelta linguistica.
Sono presenti studi che affrontano il tema in chiave sociale e identitaria. Si collega giudizio estetico, costruzione culturale e dinamiche di potere, mostrando come il concetto agisca nelle rappresentazioni del corpo e nelle norme collettive. La bibliografia sul tema interessa a chi vuole comprendere come i criteri estetici influenzino inclusione ed esclusione. Il catalogo comprende anche riflessioni filosofiche e narrative che mettono in discussione la polarità bello/brutto, utili per chi cerca strumenti teorici applicabili alla critica culturale e ai media studies.