Il canto ambrosiano è il repertorio musicale liturgico proprio della Chiesa milanese, sviluppato tra IV e IX secolo. È distinto dal canto gregoriano per struttura melodica, tradizione manoscritta e continuità locale.
Il canto ambrosiano è oggetto di studi musicologici che ne definiscono profilo melodico, sistemi modali e forme compositive. Alcuni titoli ricostruiscono la genesi del repertorio a partire dall’episcopato di Ambrogio di Milano (339–397), con attenzione all’innodia latina e alla funzione del canto antifonale nella liturgia tardoantica. Una parte dei volumi analizza la tradizione manoscritta tra VIII e XI secolo, esaminando i neumi milanesi e la loro differenza rispetto alla notazione gregoriana carolingia. Sono presenti studi paleografici sui codici conservati presso la Biblioteca Ambrosiana e ricerche sulla trasmissione orale precedente alla fissazione scritta.
Alcuni saggi dedicati alla prassi esecutiva approfondiscono elementi come antifone, responsori, salmodia e struttura melodica delle celebrazioni. La bibliografia sul tema iteressa a chi cerca strumenti critici per comprendere un repertorio specifico della storia della musica medievale, distinto per lessico, formule e organizzazione sonora.