La contestazione comprende movimenti, proteste e pratiche collettive che mettono in discussione istituzioni, rapporti di potere e modelli sociali. Dal Maggio francese del 1968 ai movimenti no-global, piazze e mobilitazioni hanno assunto forme e obiettivi differenti. I libri sulla contestazione permettono di ricostruire movimenti politici, studenteschi e sociali che hanno attraversato la seconda metà del Novecento e l’inizio del XXI secolo. Sono utili per chi vuole comprendere perché nascono le proteste, come si organizzano e quale rapporto instaurano con partiti, istituzioni, media e forze dell’ordine.
Alcuni titoli approfondiscono il Sessantotto, un evento emblematico della contestazione studentesca e sociale europea, dalle mobilitazioni universitarie alle lotte operaie, inserendo il caso italiano in una stagione internazionale di conflitto e trasformazione culturale. Una parte dei volumi analizza movimenti sociali, assemblee, collettivi e occupazioni, studiando le piazze come luoghi di partecipazione e costruzione dell’identità politica.
Sono presenti studi sul movimento no-global, sulle reti transnazionali e sulle proteste contro la globalizzazione economica. Altri saggi dedicati alla contestazione esaminano il G8 di Genova del 2001, gli scontri, la repressione e il dibattito pubblico successivo su ordine pubblico e diritti, distinguendo il movimento nel suo complesso dai gruppi indicati come black bloc.
La sociologia dei movimenti sociali studia mobilitazione, repertori della protesta, leadership, reti organizzative, partecipazione e costruzione delle identità collettive. Cortei, scioperi, occupazioni, disobbedienza civile e azione diretta consentono di analizzare continuità e differenze tra generazioni politiche. Gli studi di Charles Tilly e Sidney Tarrow offrono categorie importanti per interpretare azione collettiva e politica conflittuale. In Italia, le ricerche di Donatella della Porta approfondiscono movimenti sociali, protesta politica e policing delle manifestazioni.