La cultura woke indica un insieme di sensibilità e pratiche legate all’attenzione verso discriminazioni, disuguaglianze e inclusione sociale, affermatosi nel dibattito pubblico contemporaneo. Il termine ha assunto significati diversi nel corso degli anni, diventando oggetto di confronto politico e culturale soprattutto dagli anni 2010. Il termine politicamente corretto, spesso accostato a quello di cultura woke, precede la diffusione della parola woke e compare nel dibattito pubblico già nel XX secolo.
I testi sulla cultura woke interessano a chi desidera comprendere l’evoluzione dei conflitti culturali nelle democrazie contemporanee e il rapporto tra identità, linguaggio e potere. Tra i saggi dedicati a questo tema trovano spazio ricostruzioni storiche dell’origine del termine woke nelle comunità afroamericane e della sua diffusione nei movimenti per i diritti civili. Le università statunitensi hanno rappresentato uno dei principali luoghi di elaborazione del dibattito contemporaneo. Alcuni titoli analizzano il politicamente corretto come fenomeno linguistico e culturale, esaminando il modo in cui istituzioni, media e università affrontano questioni legate alla rappresentazione delle minoranze. Una parte dei volumi approfondisce l’organizzazione dei campus, delle imprese e delle amministrazioni pubbliche, studiando politiche di diversità, equità e inclusione. Sono presenti anche opere critiche che discutono temi come la libertà di espressione, la censura sociale, la cancel culture e la polarizzazione politica. Il tema risulta utile per chi vuole orientarsi tra interpretazioni spesso contrapposte e comprendere le basi teoriche dei principali argomenti in campo.