Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un disturbo mentale caratterizzato da pensieri ossessivi e intrusivi e da compulsioni ripetitive.
Il DOC si definisce per la presenza di pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e indesiderati (ossessioni) e di comportamenti o rituali mentali ripetitivi (compulsioni) messi in atto per ridurre l’ansia. L’American Psychiatric Association ne ha ridefinito il quadro nel DSM-5 (2013), distinguendolo dai disturbi d’ansia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo include nell’ICD-11 tra i disturbi ossessivo-compulsivi e correlati.
Una parte della saggistica clinica approfondisce i modelli cognitivi e comportamentali, con attenzione alla terapia cognitivo-comportamentale e all’esposizione con prevenzione della risposta (ERP). Altri studi esaminano le basi neurobiologiche, citando il ruolo dei circuiti cortico-striato-talamo-corticali. Sono presenti manuali e testi divulgativi che spiegano criteri diagnostici, comorbilità e impatto sulla qualità della vita, utili per chi cerca strumenti di comprensione affidabili.
Il dibattito scientifico considera anche le varianti tematiche, come il DOC da contaminazione o da controllo, e le differenze tra ossessioni pure e rituali osservabili. La letteratura internazionale, da Sigmund Freud alle ricerche contemporanee, ha contribuito a ridefinire nel tempo interpretazioni e trattamenti. I saggi dedicati al DOC affrontano dunque aspetti clinici, storici e teorici, offrendo un quadro aggiornato del disturbo senza sovrapporlo a semplici tratti di personalità. Se riconosciuto e correttamente trattato, il DOC può essere gestito e superato, senza che definisca o domini la vita del soggetto che ne soffre.