Il femminicidio è l’uccisione di una donna in quanto donna, spesso maturata in contesti di violenza domestica o relazionale. Il termine si afferma nel dibattito pubblico internazionale tra XX e XXI secolo.
Il femminicidio viene analizzato come categoria giuridica, fenomeno sociale e questione politica globale. Una parte dei volumi ricostruisce la definizione del termine a partire dagli studi di Diana Russell negli anni Settanta e dalla diffusione in America Latina, con riferimento ai casi di Ciudad Juárez in Messico. Alcuni titoli approfondiscono il quadro normativo, esaminando le legislazioni nazionali e le convenzioni internazionali come la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa del 2011, mettendo a confronto modelli istituzionali di prevenzione e tutela. Sono presenti studi che indagano i dati statistici, le dinamiche della violenza di genere e il ruolo delle forze dell’ordine e dei servizi sociali, intercettando un interesse organizzativo e politico-sociale.
Interessa a chi cerca saggi dedicati a diritto penale, politiche pubbliche e studi di genere, ma anche a chi vuole comprendere l’evoluzione culturale del concetto nel dibattito mediatico contemporaneo. La nozione di femminicidio si colloca negli studi di criminologia, sociologia della famiglia e diritto internazionale. L’ONU e l’UN Women utilizzano indicatori specifici per monitorare gli omicidi legati alla violenza di genere. In Italia, l’introduzione della legge n. 119 del 2013 ha rafforzato le misure contro la violenza domestica. Il dibattito si intreccia con i movimenti femministi e con campagne come “Non Una di Meno”.