La guerra ibrida è una strategia di conflitto che integra strumenti militari, pressione economica, cyberattacchi e campagne di disinformazione. Il concetto si consolida nel dibattito strategico occidentale dopo il 2006 e assume centralità con la crisi ucraina del 2014.
Chi cerca libri su guerra ibrida spesso intende comprendere cosa distingua questa nozione dalla guerra convenzionale e dalla guerra asimmetrica. I saggi dedicati al tema affrontano l’aspetto teorico, richiamando le elaborazioni di Frank G. Hoffman e il lessico adottato in ambito NATO. Una parte dei volumi analizza l’evoluzione storica delle dottrine dopo il vertice del Galles del 2014, con attenzione ai meccanismi di deterrenza e risposta coordinata. Sono presenti studi sull’architettura istituzionale della sicurezza euro-atlantica, includendo NATO e Unione Europea, e sui dispositivi di resilienza civile. Alcuni titoli approfondiscono la dimensione economica, esaminando il ruolo delle sanzioni internazionali come strumento di pressione strategica, adottate ad esempio dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti contro la Federazione Russa dopo l'annessione della Crimea nel 2014. Il tema attraversa relazioni internazionali, diritto internazionale ed economia politica. Un filone rilevante riguarda le sanzioni economiche come componente della competizione ibrida, con analisi su embargo finanziari, restrizioni tecnologiche e controllo delle esportazioni.