I saggi dedicati alla radiestesia si distribuiscono su un ventaglio ampio, che va dalla ricostruzione storica alla manualistica operativa. Utile per chi si avvicina al tema senza presupposti, la letteratura offre prima di tutto un quadro definitorio: la distinzione tra rabdomanza — orientata alla ricerca idrica — e radiestesia in senso più ampio, che include la ricerca con il pendolo e l'interpretazione di presunte emanazioni terrestri o corporee.
Alcuni titoli ricostruiscono la diffusione della pratica nell'Europa del XVI e XVII secolo, quando la bacchetta del rabdomante era utilizzata nelle miniere tedesche e documentata da Georgius Agricola nel De Re Metallica (1556). Una parte della produzione saggistica riguarda il versante istituzionale: federazioni nazionali come la Federazione Italiana di Radiestesia e analoghe organizzazioni francesi e tedesche hanno prodotto pubblicazioni tecniche e codici etici interni. Sono presenti anche studi che collocano la radiestesia nel più ampio campo della parapsicologia e delle scienze anomale, con riferimento ai test condotti da ricercatori universitari tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento.
La radiestesia è stata oggetto di indagine sperimentale in ambito accademico, con risultati prevalentemente negativi rispetto alle ipotesi di efficacia. Lo studio più citato resta quello coordinato da Hans-Dieter Betz per conto del Ministero federale tedesco per la Ricerca e la Tecnologia, condotto tra il 1987 e il 1988 su oltre cinquecento soggetti: i risultati non confermarono capacità di rilevamento superiori al caso. La tradizione francese ha prodotto una propria scuola teorica, legata al concetto di onde di forma e alla figura di Léon Chaumery, attivo nella prima metà del Novecento. Il pendolo come strumento di radiestesia mentale — distinto dalla bacchetta fisica — ha generato una letteratura autonoma, orientata alla diagnosi energetica e alla geobiologia.
Sul piano terminologico, la letteratura tecnica distingue tra radiestesia fisica — movimento involontario degli strumenti, interpretato come risposta ideomotoria — e radiestesia mentale, in cui lo strumento è considerato un amplificatore di percezione extrasensoriale. La geobiologia, disciplina affine che studia l'influenza del territorio sull'organismo umano, condivide con la radiestesia parte del lessico e degli strumenti, e ha prodotto una saggistica propria a partire dagli anni Ottanta. Alcuni autori, tra cui Christopher Bird con The Divining Hand (1979), hanno tentato sintesi storiche e geografiche della pratica a scala globale. La ricerca interna può essere approfondita con termini come dowsing, water witching, onde bioenergetiche, effetto ideomotorio.