Il ritiro sociale è una condizione di isolamento prolungato dalle relazioni e dagli impegni scolastici o lavorativi. In Giappone è stato descritto come hikikomori negli anni Novanta.
I saggi dedicati al ritiro sociale rispondono a intenti definitori, clinici e istituzionali. Alcuni titoli chiariscono la differenza tra isolamento volontario temporaneo e condizione persistente con compromissione funzionale, distinguendo il fenomeno da depressione e fobia sociale. Sono presenti ricerche che esaminano il ruolo della scuola, dei servizi territoriali e dei Dipartimenti di Salute Mentale nel Servizio Sanitario Nazionale, includendo protocolli di intervento multidisciplinare. Interessa a genitori, insegnanti e professionisti della salute mentale che cercano strumenti di comprensione e prevenzione.
Il tema è affrontato in psicologia clinica, psichiatria dell’adolescenza e sociologia dell’educazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità monitora gli indicatori di salute mentale giovanile, mentre l’Istituto Superiore di Sanità ha promosso studi esplorativi sul fenomeno in Italia. Un filone approfondisce le dinamiche familiari e il concetto di dipendenza relazionale, utilizzando termini come evitamento, ritiro scolastico e comorbilità ansioso-depressiva. Un altro si concentra su interventi psicoeducativi, terapia cognitivo-comportamentale e programmi di reinserimento sociale coordinati tra scuola e servizi sanitari.