La saggistica su Venezia copre un arco tematico ampio, che va dalla storia medievale e rinascimentale della Serenissima fino alle trasformazioni urbane contemporanee. Interessa a chi vuole approfondire la storia politica italiana ed europea, ma anche a lettori attratti dall'architettura gotica e bizantina della città o dalla sua posizione come crocevia culturale tra Oriente e Occidente.
Alcuni titoli ricostruiscono il funzionamento istituzionale della Repubblica: il sistema del Maggior Consiglio, il ruolo del Doge, i meccanismi oligarchici che garantirono stabilità per secoli. Una parte dei volumi affronta l'economia della Serenissima — le rotte commerciali verso il Levante, il monopolio delle spezie, i rapporti con i mercanti tedeschi nel Fondaco dei Tedeschi. Sono presenti studi dedicati all'arte veneziana come sistema produttivo autonomo, con analisi delle botteghe pittoriche da Giovanni Bellini a Tiziano e Tintoretto.
La storiografia veneziana ha prodotto scuole interpretative distinte: la tradizione anglosassone, rappresentata da studiosi come
John Julius Norwich, ha privilegiato la narrazione storica accessibile; quella italiana ha spesso privilegiato l'analisi archivistica e istituzionale. La caduta della Repubblica nel
1797, quando
Napoleone Bonaparte cedette
Venezia all'Austria con il
Trattato di Campoformio, è l'evento più analizzato come snodo tra storia moderna e contemporanea. L'
Archivio di Stato di Venezia conserva una delle raccolte documentarie medievali più complete d'Europa, fonte primaria per gran parte della ricerca storica sulla
Serenissima.