Il welfare aziendale è l’insieme di beni e servizi erogati dall’impresa a favore dei dipendenti, in forma integrativa rispetto alla retribuzione. In Italia assume rilievo normativo dopo la Legge di Stabilità 2016.
Il welfare aziendale si colloca tra diritto del lavoro, politiche sociali e gestione delle risorse umane. I libri su questo tema rispondono a un intento definitorio, chiarendo differenze tra welfare pubblico e welfare contrattuale, ma intercettano anche un interesse istituzionale legato alla contrattazione collettiva e alla fiscalità. Alcuni titoli approfondiscono l’evoluzione normativa italiana, con riferimenti alla Legge 208/2015 e ai successivi interventi dell’Agenzia delle Entrate, utile per chi deve progettare piani conformi alla disciplina vigente. Una parte dei volumi analizza l’organizzazione dei flexible benefit all’interno delle imprese, distinguendo tra premi di risultato convertibili e servizi di conciliazione vita-lavoro. Sono presenti studi dedicati all’impatto economico e alla produttività, con attenzione a PMI e grandi gruppi. Interessa a chi opera nelle direzioni HR, ai consulenti del lavoro e a chi studia modelli di secondo welfare.
Il tema dialoga con la sociologia del lavoro e l’economia pubblica. Il concetto di secondo welfare è stato elaborato nel dibattito accademico italiano dopo il 2010. La contrattazione collettiva nazionale e aziendale svolge un ruolo centrale nella definizione dei benefit. Le piattaforme digitali di gestione benefit hanno modificato i processi amministrativi. Un filone rilevante riguarda la fiscalità agevolata dei premi di risultato e la loro conversione in servizi. La normativa distingue tra fringe benefit e flexible benefit, con soglie periodicamente aggiornate. Un altro ambito riguarda la valutazione dell’impatto organizzativo in termini di engagement e retention. Termini come corporate wellbeing, people strategy e total reward ricorrono nella manualistica specialistica. L’integrazione con politiche ESG amplia il perimetro strategico del welfare aziendale.