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Canale Mussolini. Parte prima - Antonio Pennacchi - copertina

Canale Mussolini. Parte prima

Antonio Pennacchi

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Illustratore: S. Cardinali
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Edizione: 1
Anno edizione: 2019
Formato: Tascabile
In commercio dal: 23 gennaio 2019
Pagine: 464 p.
  • EAN: 9788804711230
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Canale Mussolini. Parte prima

Antonio Pennacchi

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Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
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    viola

    14/04/2019 16:33:01

    Sono ferrarese e lavoro nel Polesine. I miei nonni erano mezzadri poverissimi come i Peruzzi. Per me questo libro è come leggere del mio passato,come se ripercorresse le mie radici,raccontato però con il dialetto dei miei colleghi. Insomma per me è stato uno spasso. Mi ha fatto ridere e commuovere. Non so se anche a chi non è di queste zone possa fare lo stesso effetto. In ogni caso lo consiglio,anche per avere un quadro leggero ma utile della storia di quegli anni..perché in fondo ognuno ga le so razon.

  • User Icon

    cristallo

    11/03/2019 09:33:20

    Bellissimo. Un cult. Da leggere. Bella l'idea della narrazione: un dialogo in cui la voce narrante risponde a domande che non sono riportate, ma che possiamo intuire dalle risposte. Interessante anche l'idea di utilizzare dialoghi in dialetto veneto, comprensibilissimi e molto efficaci per immedesimarsi nei personaggi. Le vicende dalla famiglia Peruzzi sono reali, vicine, appassionanti, talvolta divertenti; condite coi dettagli storici del primo e secondo dopoguerra italiano che appasionano e non appesantiscono affatto la lettura, anzi. Solo nella parte finale i dettagli storici si moltiplicano e prendono il sopravvento per trasmettere a noi posteri le emozioni delle ultime gionate della fine della seconda guerra mondiale in Italia, soprattutto nella zona Agro Pontina.

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    And the Oscar goes to ….

    01/03/2019 20:58:41

    Sono sempre stato alla larga da questo libro per antipatia istintiva nei confronti dell'autore. Tanto mi irrita vedere Pennacchi con quel cappello in testa, soprattutto alle trasmissioni a cui partecipa, tanto mi è piaciuto il libro. Veramente bello! Aggiungo che "Ognuno gà le so razòn" e "Maledéti i Zorzi Vila".

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    aledifra

    29/06/2016 10:00:06

    Mi spiace dissociarmi dai precedenti commenti positivi ma, purtroppo, questo libro non mi ha conquistata. Le troppe descrizioni e le numerose divagazioni non mi hanno fatto apprezzare fino in fondo il racconto che ho trovato, a tratti, noioso.

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    ezio

    25/04/2016 09:01:58

    stile scorrevole, ma per niente banale. talmente ben strutturato che le lunghe digressioni non fanno mai perdere il filo del discroso. per quanto riguarda i contenuti, le vicende della famiglia peruzzi si intrecciano magistralmente con quelle storiche e cio' consente all'autore di esprimere li proprio punto di vista senza trasformare il romanzo in un saggio.

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    Claudio De Liberato

    12/04/2016 14:12:27

    Non esito a definire questo libro geniale, un libro che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero leggere, geniale sia per i contenuti che per lo stile. Pennacchi si è veramente inventato un capolavoro, originale, senza precedenti, è riuscito, con una narrazione divertente, intelligente ed avvincente, a narrare 40 anni della storia italiana, rendendola mille volte più interessante che in un libro di storia. Mille fatti ed aneddoti che hanno fatto la storia e che rimangono impressi. Altro grande pregio del libro, visto il periodo storico narrato, è il mantenersi distante dal giudizio ideologico, che avrebbe banalizzato tutto. La condanna delle atrocità cui ci ha portato il fascismo c'è tutta, ma c'è anche in sottofondo la spiegazione di come si è potuto arrivare a tutto ciò, di come la gente comune si sia trovata invischiata ed irretita da un meccanismo che ha portato poi alla catastrofe, ma che al momento è venuto quasi naturale. Un libro che andrebbe adottato nelle scuole.

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    Gianfranco

    11/01/2016 16:33:52

    Ho letto con grande coinvolgimento questo bel romanzo storico. Esso è ambientato in parte nel Polesine e sopratutto in Agro Pontino. La scrittura è piuttosto scorrevole e Pennacchi riesce a miscelare con molta abilità le vicende familiari dei Peruzzi, con un pezzo di storia dell'Italia. Mette in luce alcuni aspetti del periodo fascista che personalmente non conoscevo, e mi ha anche stimolato ad approfondire il periodo relativo alla guerra di Abissinia e alla nefasta alleanza con il fuhrer.

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    Michele

    03/01/2016 11:22:25

    Grande romanzo, ricco e straripante, in grado di raccontare con grande facilità un capitolo importante/angosciante della nostra storia. Opera ponderosa che scorre come un fiume(o canale) e travolge tutto e tutti. Bei personaggi, bello stile, bella storia...da leggere!

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    francesco

    11/05/2015 13:26:11

    Sono del bassopolesine, di madre ferrarese; i miei avi paterni furono mezzadri, mentre mio nonno e mio padre(che hanno combattutto la prima e la seconda guerra mondiale)finalmente divennero proprietari del loro podere: CHE EMOZIONI nel leggere il libro e rivivere i vecchi racconti di mio nonno e di mia madre. Il valore del contenuto storico è innegabile. La vicenda dei personaggi è molto verosimile, mentre il finale volutamente di fantasia è vera poesia. Gran bel libro. PS: ho anche un cugino prete!

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    Marco76

    27/04/2014 10:19:14

    Che bello! un vero capolavoro, ben scritto e di facile lettura erano anni he non leggvo un romanzo storico di questa caratura. BEN FATTO!!!

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    Simone

    21/02/2014 12:54:53

    Bellissimo, da leggere. Una storia davvero ben scritta, che si svolge lungo tutti gli eventi della prima metà del '900 italiano. I personaggi sono carismatici e ben delineati: Pericle, L'Armida, Temistocle, La Nonna, Paride. Quello che più mi ha colpito è il linguaggio volutamente basso e semplice con il quale la voce narrante racconta gli eventi storici che via via avvengono. Finale a sorpresa. Gran libro!

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    Carla

    24/01/2014 10:25:02

    Davvero un buon libro. Un pezzo di storia italiana raccontata con intelligenza, ironia, arguzia. Godibilissimo, non annoia mai. I personaggi bucano le pagine, sono reali, te li senti accanto e ti fanno venire voglia di non arrenderti mai, davanti a nulla ...

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    Patrizia

    13/12/2013 22:50:58

    Ma perchè mette in bocca ai protagonisti un dialetto veneto, facendoli originare da terre ferraresi? Il voto è relativo quasi esclusivamente al grandissimo contributo storico. Però tutto l'insieme è TROPPO, è ESAGERATO, secondo me; per cui mi sono ritrovata in parecchi passaggi a sbuffare, in sostanza mi ha stufata varie volte, ho faticato a procedere. Infatti l'avevo comprato diverso tempo fa, l'avevo iniziato e l'avevo abbandonato. Ora l'ho voluto riprendere, ma è stato faticoso arrivare alla fine. L'autore avrebbe potuto distribuire lo stesso materiale in tre libri! Ma forse fondamentalmente il problema sta nel fatto che non c'è mai un picco, un'ascesa, una discesa. Mi permetto di precisare che i cappelletti ferraresi non si fanno come li fa la nonna della storia. Non c'è davvero alcun personaggio di rilievo, anche i maggiori si uniformano fra loro. Ciò che mi è piaciuto sono i sentimenti di unità familiare.

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    Paola

    01/09/2013 14:57:05

    Superate le prime 100 pagine diventa decisamente più scorrevole. Bella saga familiare ricca di retroscena e con importanti aneddoti storici.

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    Mico Imperiali

    19/08/2013 18:20:37

    Capolavoro ! Aiuta a capire la nascita e la diffusione del fascismo meglio di cento libri di storia. Epopea familiare, romanzo estremamente avvincente.

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    Medicus48

    02/06/2013 16:54:33

    Finalmente uno strega che vale! Molto bello, una storia di una famiglia in un racconto d'una parte di storia d' Italia . Non do 5 perché' riservato ai capolavori. Da leggere sicuramente.

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    michele

    11/02/2013 20:53:58

    Mi aspettavo di più. A tratti la lettura è appesantita da troppi ghirigori e dal compiacimento dell'autore per la sua bravura. Alcuni personaggi lasciano il segno, altri sono più tiepidi. Nel complesso una lettura gradevole. in dubbio tra il 3 e il 4, scelgo il 3 per quel pizzico di delusione delle aspettative, avendo vinto lo Strega

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    Diego

    25/10/2012 20:24:13

    Storia di una famiglia contadina del Polesine che a mio avviso non lascia di certo un ricordo indelebile. Ho trovato però un importante lato positivo nel racconto, in quanto tratta una parte della Storia Patria dimenticata dai più: la bonifica e successiva colonizzazione dell'Agro Pontino. Preso in prestito in biblioteca: ottima idea.

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    virginio

    15/09/2012 14:13:14

    Se si è appassionati di storia allora Canale Mussolini è un ottimo romanzo proprio perché al termine della lettura si avranno tutta una serie di nuove conoscenze, ma al di là dello storico mi è apparso un romanzo pieno di umanità e vita vissuta. Alle volte pesante nella lettura, ma indubbiamente da leggere.

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    beniaminoz.

    30/08/2012 15:46:02

    Per fame. Lo abbiamo fatto solo per fare. In queste parole di Pennacchi vi è il senso, il contenuto, la morale e lo scopo di questa storica avventura italiana che viene narrata nel libro. Sotto il dogma allora imperante del 'Credere, Obbedire, Combattere'. Per me che vivo in quelle zone non è difficile, attraverso la lettura, riconoscere luoghi, vicende, città e soprattutto, con i 'ringraziamenti finali' attraverso i 'cognomi' l'amico, il padre, gli zii o altri parenti di lontani compagni di scuola. Un libro che coinvolge anche per questo. Leggerlo oltre che un viaggio nella storia è anche la narrazione di una vita di un padre o di un parente prossimo. I valori di cui, pur nella immensa ingenuità dei protagonisti, testimonia di una integratà morale dei protagonisti oggi sconosciuta. Peccato minimo che gli può essere perdonata.Mai, però, un cattivo insegnamento, ma un 'tirare a campare' in mezzo a mille sofferenze e difficoltà (la guerra,la malaria, la fame, la povertà, il bisogno, i sacrifici, il lavoro, l'ignoranza, ecc.). La saga della famiglia Peruzzi, con tutti i suoi protagonisti, giunge fino ai nostri giorni. Per trovare un Paese radicalmente cambiato. Il 'Paese dei marocchi' come usa dire anche l'autore dove il dogma imperante è un altro, al quale tutti controvoglia cercano di adeguarsi: Soldi, Sesso e Potere. Ma dove oltre non esiste alcun valore condivisibile. Ottima lettura. Da completare, però, con la conoscenza personale dell'autore.

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  • Antonio Pennacchi Cover

    Operaio in fabbrica a turni di notte fino a cinquant'anni, ha pubblicato tre romanzi con Donzelli: Mammut (1994), Palude (1995) e Una nuvola rossa (1998). Per Mondadori ha pubblicato Il fasciocomunista (2003, premio Napoli) da cui è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico e Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni (2006). È autore anche di Fascio e martello. Viaggio per le città del Duce (Laterza 2008). Nel 2010 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Canale Mussolini edito da Mondadori, che nel 2011 ha ripubblicato anche il suo romanzo d'esordio, Mammut. Sempre per Mondadori esce nel 2015 Canale Mussolini. Parte seconda.Collabora a «Limes»; suoi scritti sono apparsi su «Nuovi Argomenti», «Micromega» e... Approfondisci
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