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<p>Serie ''Musei e Gallerie di Milano'' - Volume rilegato in piena tela editoriale bianca con sovraccoperta e custodia rigida figurate, 457 pagine profusamente illustrate con catalogo in nero e a colori. Sommario consultabile nelle nostre immagini. Esemplare in perfette condizioni -- L'origine delle raccolte che costituiscono la Pinacoteca di Brera &egrave; legata storicamente alla fondazione nel 1776 da parte di Maria Teresa d'Austria dell'Accademia di Belle Arti che ebbe la sua sede nel palazzo delle Scienze, gi&agrave; Collegio dei Gesuiti, e che fu dotata di un ristretto numero di opere, soprattutto disegni, stampe e gessi, ritenuti necessari quali modelli per l'insegnamento. Ai primi dell'Ottocento questa esigua raccolta ebbe un rapidissimo incremento tanto che nel giro di pochi anni si form&ograve; quello che &egrave; il nucleo consistente attorno al quale si &egrave; costituita la pinacoteca. A partire dal 1805, infatti, vi vennero depositati i dipinti provenienti dalle chiese soppresse. della Lombardia e dei diversi dipartimenti del Regno Italico. Questo incremento venne sostenuto anche da alcune importanti acquisizioni da collezioni private ed enti pubblici come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello e la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini. Nel corso dell'Ottocento continuarono a confluire nelle sale della pinacoteca, nel frattempo aperta al pubblico, opere di altissimo valore provenienti da scambi con altri musei, da collezioni private e da donazioni e lasciti. Tra questi ultimi di particolare rilevanza quello di Pietro Oggioni nel 1855 che comprendeva l'Incoronazione della Vergine del Crivelli, l'Assunzione del Lotto e due Vedute del Canal Grande del Guardi. Questa tradizione &egrave; continuata anche di recente con la donazione Jesi nel 1976 e il deposito Jucker, nello stesso anno, di opere di arte contemporanea. Nel 1882 la pinacoteca si staccava totalmente dall'Accademia per diventare museo di Stato. Ad una fase ini
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