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Joyce Carol Oates

Traduttore: G. Costigliola
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 670 p. , Brossura
  • EAN: 9788804590866

Recensioni dei clienti

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    Enrico

    01/07/2013 11.36.48

    Bellino. La storia non è eccezionale, abbastanza scontata: la ragazza con adolescenza difficile, un amrito violnto e poi... il principe azzurro. Il tema centrale, l'Olocausto, come sempre qundo è trattato tale argomento, rende il libro più interessante.

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    Meena

    17/09/2012 12.25.23

    semplicemente STRAORDINARIO!

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    Giuseppe Russo

    15/09/2012 15.55.55

    Il più europeo fra i recenti romanzi di JCO è anche uno sfogo autobiografico molto sincero. «The Gravedigger's Daughter» (finalista al National Book Critics Circle Award 2007) mette in scena personaggi estratti dalla vita dell'autrice, in particolare il bisnonno materno, che picchiò per anni la moglie, minacciò più volte la figlia e infine si suicidò nelle campagne dove aveva lavorato per tutta la vita. Il modo in cui l'inattesa componente ebraica entra in gioco ampliando l'identità della protagonista Rebecca viene distillato un po' per volta secondo moduli narrativi più mitteleuropei che angloamericani, ma proprio questo dimostra la straordinaria ampiezza stilistica dell'autrice, dalla quale ormai ci si può aspettare di tutto, vista la sua incredibile versatilità. Personalmente preferisco JCO quando è più cattiva e meno sentimentale, ma la ricostruzione del proprio ego sulla base di frammenti sparsi del passato non è un esercizio di stile di poco conto!

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    Chiara

    26/06/2010 09.59.03

    Una vicenda dolorosa e affascinante, quella raccontata dalla Oates nel romanzo, lo si potrebbe definire un racconto di formazione, con protagonista Rebecca, figlia di immigrati europei,alle prese con una difficile integrazione nel Nuovo Mondo, nella prima metà del secolo scorso. Costretta alla fuga , dopo aver perso i genitori in circostanze tragiche, Rebecca con il figlio percorre un cammino tortuoso che la porta tra varie località, emblema dell'"ebreo errante". Particolarmente riuscita , a mio avviso, è la sezione centrale del romanzo, nella quale la protagonista si crea una nuova identità e modella la sua personalità , il suo abbigliamento, le sue scelte su questo nuovo "io". Credo si possa definire un romanzo "al femminile", attraverso cui l'autrice intende esplorare l'universo emotivo e psicologico complesso di una donna duramente provata dalla vita e dalle relazioni con gli uomini.

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