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Mary Shelley

Traduttore: N. Della Casa Porta
Editore: Giunti Editore
Anno edizione: 2007
Pagine: 316 p.
  • EAN: 9788809033924
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Recensioni dei clienti

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    kine

    10/03/2012 07.33.20

    Triste, dolce, terrificante, sensibile e bellissimo... Una delle cose che mi ha colpito di più, si capisce che nell 800 una delle arti più importanti fu la scrittura, è che, a differenza dei libri moderni, shelley usa una quantità di vocaboli infinita. Bravissima. Da leggere

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    Roberta

    05/01/2012 16.54.10

    Uno dei primo romanzi letti in età scolastica, e da allora ne conservo un bellissimo ricordo..Attuale e moderno nonostante sia stato scritto quasi duecento anni fà! Affascina, spaventa...e soprattutto commuove!! Da approfondire anche la storia della sua "creazione"..

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    elanhyer

    21/03/2011 09.28.27

    La trama è interessante, dannatamente realistica. Peccato per la versione che ho acquistato. Ho impiegato due settimane per finire quelle duecento pagine.

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    Palestrione

    02/10/2010 19.31.13

    "Frankenstein" è l'archetipo del romanzo gotico. Lo scienziato pazzo che poi sarà ripreso da Stevenson nello "Strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde" prende origine da qui. Al centro i temi tipici del Romanticismo: la lotta tra l'uomo e la natura e la sua inesorabile sconfitta. E anche Victor Frankenstein è uno sconfitto, in fondo. Crea un mostro orribile nell'aspetto ma dai sentimenti nobili, che cerca di farsi accettare dalla società, ma è allontanato per la sua bruttezza, sicché giura vendetta. Frankenstein è indirettamente colpevole degli omicidi della creatura prima messa al mondo e poi abbandonata. E' la società, dunque - sembra dire Mary Shelley - che rende l'uomo un assassino. Lo stesso accadeva nei "Miserabili". Però mentre lì c'era la possibilità di redenzione, con Jean Valjean che trova conforto in Cosette, qui non c'è alcuna possibilità di salvezza e il pessimismo romantico emerge come non mai in un finale straziante, con la creatura in lacrime sul corpo di chi l'ha messa al mondo.

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    Frankestein e Jules

    14/11/2008 11.55.37

    Questo racconto fu scritto nel 1916 da Mary Shelley in germania, nell' epoca del Romanticismo . Per me questo testo e molto interessante , perché affrontare la avventura del dottor Frankestein, e il suo orribile mostro suscita molta attenzione nel lettore .

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    Giampiero

    21/01/2008 12.58.01

    Per chi come me che ero abituato ai film una scoperta...Una storia avvincente e traboccante di sentimenti tra amore,odio, solitudine e speranze...Bellissimo!!

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    G.O.

    21/10/2007 05.51.17

    E' sicuramente un capolavoro del genere, e lo dice uno che non va matto per i classici. Sicuramente meglio de "Il giro di vite" e di "Dracula"

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    ale bedica

    31/08/2007 08.45.23

    Nel giugno 1816,Lord Byron,Mary Wollstonecraft,Percy Shelley ed il dottor Polidori,si trovavano a soggiornare sul lago di Ginevra.Costretti al chiuso da giorni di piogge torrenziali,esaurita la raccolta di storie dell'orrore degli scrittori romantici tedeschi contenute nella biblioteca della villa che li ospitava,decisero di sfidarsi scrivendo un racconto fantastico ciascuno.Byron compose 'A Fragment',Shelley 'The Assassin',Polidori scrisse 'The Vampire' e Mary,futura moglie di Shelley,dette vita faticosamente,ma con risultati decisamente superiori a tutti,a 'Frankenstein or a Modern Prometeus'.In questo capolavoro il professor Victor Frankenstein è una delle tante figure di uomini intellettuali e non,da Icaro a Prometeo,da Ulisse al capitano Achab,dal dottor Jekyll al dottor Moreau,che popolano la mitologia e la letteratura con la loro ansia di conoscenza e con il rifiuto di sottostare alle leggi che li costringono in un ambito limitato. Ma la bravura della Shelley è quella di contrapporre al Moderno Prometeo il mostro.Il suo mostro impersonifica il diverso che come tale non viene accettato nè dal suo creatore nè dalla società (se non quella che è priva di occhi) non ostante egli si presenti come un soggetto fondalmentalmente disponibile e privo di cattiveria.Solo dopo aver sperimentato sulla propria pelle la crudeltà dell'uomo,si vendicherà distruggendo tutti gli affetti di Victor.Paradossalmente,tuttavia,il più umano tra i due personaggi finisce per essere proprio il mostro,perchè Frankenstein appare vile,quando si sottrae alle proprie responsabilità,e senza umanità,quando subordina i sentimenti degli altri alla propria insana ansia di ricerca.

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