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Recensioni I custodi dell'ascolto

I custodi dell'ascolto di Pier Luigi Curreli
Recensioni: 5/5
Settemila anni fa, una donna arrivata dal mare insegnò a una bambina sarda ad ascoltare un battito sepolto nella roccia. Da allora, madre dopo madre, qualcuno ha sempre saputo dove posare le mani per sentirlo. Dal Neolitico ai costruttori di nuraghi, una stirpe ininterrotta di custodi ha tramandato un segreto che nessun impero e nessuna siccità sono mai riusciti a spezzare: la Sardegna non dimentica. Nel presente, a Tokyo, il genetista Kenji Hashimoto incrocia per caso una tabella di frequenze alleliche e scopre che l'aplotipo matrilineare di una centenaria di Villasalto coincide al cento per cento con quello di una donna neolitica sepolta a Padru Jossu. Un codice genetico identico, sintonizzato sui quattordici Hertz di un abisso che i pescatori chiamano ancora, su vecchie carte nautiche, Calipso. A Cagliari, il cinismo accademico del professor Valerio Costa vacilla davanti a un'anomalia che sfida ogni suo modello di determinismo biologico — la stessa anomalia che la ricercatrice Marta insegue da anni tra i centenari delle sue valli natali, senza sapere che qualcun altro, dall'altra parte del mondo, ha appena trovato la metà mancante della sua domanda. Ma a Ginevra, quella stessa notte, la multinazionale Delmar comincia a cercare chi sia rimasto oggi a portare quel sangue. Non per ascoltarlo. Per possederlo I Custodi dell' Ascolto è un romanzo che scardina l'impianto tradizionale del romanzo storico italiano: un'indagine ipnotica sospesa tra archeologia materica ed epistemologia scientifica, dove paleogenetica e mito neolitico diventano la chiave — anche letteralmente caotica, nel senso dell'attrattore di Lorenz che il romanzo stesso utilizza come modello narrativo — per decifrare i traumi del presente. Per registro e ambizione, il libro si colloca nella linea di Benjamín Labatut e Ted Chiang: narrativa che usa il rigore della scienza reale come materiale letterario, non come sfondo. Dall'Età del Bronzo, dove il capomastro Ari impara a far parlare la pietra basaltica, fino ai moderni laboratori di biosicurezza BSL-4, Ichnussa: La transumanza nel collo di bottiglia è un techno-thriller dal ritmo serrato e dalla profonda anima identitaria. Un'opera in cui l'autore elabora una nuova architettura narrativa dove i riferimenti storici, scientifici e archeologici attingono fedelmente alla realtà, celebrando la Sardegna non solo come scenario geografico, ma come custode del codice segreto dell'evoluzione umana. Pier Luigi Curreli biologo, docente e giornalista pubblicista con una lunga carriera dedicata alle scienze della vita. Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Cagliari, ha approfondito i suoi studi con studi Post universitari in Microbiotica e Metagenomica e in biomatematica dei sistemi biologici complessi. Ha insegnato per 40 anni Biochimica, Biotecnologie e Genetica generale ed umana,. La sua lunga esperienza nella didattica, unita a una prolungata attività pubblicistica per importanti testate nazionali e regionali — tra cui L'Unione Sarda, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione e Cavallo Magazine — gli ha consentito di sviluppare uno stile narrativo unico, capace di coniugare il rigore scientifico a una divulgazione avvincente. )
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