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Come si fa una rivoluzione socialista? Perche' e' necessaria? Ma soprattutto, chi la deve fare? Rispondendo a queste domande, Lenin ha - ahime' - cambiato il corso della storia. Ma la sua Russia divento' piu' povera, insicura, repressa. L'idea leninista infatti era che si potesse creare una societa' giusta solo mediante una dittatura spietata. La repressione, il terrore, l'assenza di principi morali erano necessari. Lodi al professor Robert Service che lo mette in chiaro: mai vi fu barlume liberal/libertario nel suo pensiero. Rideva dei diritti individuali e del pluralismo, per non parlare della democrazia. Se ad un certo punto blocco' il sequestro dei cereali ai contadini era perche' le rivolte stavano scuotendo il paese; qualsiasi soffio di liberta' lo rendeva pazzo d'ira perche' era contro il precetto della rivoluzione: una dittatura monopartitica, assoluta e trascendentale. Forse le pagine piu' gravi sono quelle sulla formazione della CEKA, la polizia segreta che nacque come garante della rivoluzione ma che poi si specializzo' in attacchi arbitrari e omicidi. Fa rabbrividire, infine, il disprezzo che Lenin provava per i russi, che lui metteva al fondo di una ideale classifica dei popoli; disorganizzati e ignoranti com'erano, rappresentavano il contrario dei tedeschi. Fu alla fine un teorico mediocre: i suoi ragionamenti erano ideologici e spesso vuoti. Vedeva solo quello che voleva vedere. Svoltava a U in continuazione solo perche' pochissimi provavano a contraddirlo. Alcune intuizioni le ebbe, certo: capi' che la Grande Guerra avrebbe spazzato via i Romanov, ma di geopolitica non ne capiva niente. La sconfitta contro la Polonia ne fu la piu' grande dimostrazione. Insomma, ad una Russia in preda al cancro fece seguire la sua metastasi, quella di un esaltato che diede vita al piu' grande esperimento di vendetta sociale della storia. Era un mostro, ne' piu' ne' meno di Stalin. Dubbio: ma se lo zar non gli avesse ammazzato il fratello, ce lo saremmo risparmiato?
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