Recensioni Malina

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    11/08/2017 07:39:30

    Per niente semplice nell'andamento delle pagine, altalenante, irregolare, impreciso, ma un libro alla fine di una forza sconvolgente. Come in un'irrequietudine stilistica forse riflesso di quella interna, un sovrapporsi di registri lontani e insieme legati si danno il cambio nel ventre della storia, da uno schema teatrale alla favola pura, da un tema d'amore scavato con mani di tradizione all'improvvisa comparsa di una nota musicale a stringere in un commento forse l'impossibilita' della parola. Opera complessa, articolata, ma di fascino indiscutibile. L'agire, l'essere agiti, la rassegnazione agli eventi, alle fatalita' che disarmano, in un terzetto che si snoda via via come spogliandosi della propria stessa voce. Uno sparire pian piano fra le crepe del se', un dissolversi sotto gli incastri di un Io (narratore senza none della storia) e i suoi tanti livelli di sconforto, di verita', di alienazione. Saggio di introspezione raffinato quanto ostico in certe amare feritoie, ma opera di una sensibilita' stritolante, confessione e nudita' totali. Una donna chiamata da due uomini, due coscienze di se stessa, due spigoli della stessa frattura, dove ogni uscita infine non puo' che essere un gemito di gioia appena germogliato, una carezza in un riflesso mancato, un sogno, null'altro. A tratti irrespirabile come una crisi di nervo, a tratti luminosissimo come una passione esaudita. Spirito meraviglioso Ingeborg, da scoprire e adorare comunque.

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    12/07/2009 19:26:52

    E’ uno di quei libri di cui si sente che sono grandi, e che sono scritti da una grandissima. Però, devo essere sincero, io non sono riuscito ad appassionarmi, l’ho concluso solo per sfida verso me stesso, mi ha stancato e, confesso quello che forse è un mio grosso limite, l’ho capito poco. Giornate di noia e di stenti.

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    18/01/2002 11:38:46

    Grande romanzo d'avanguardia. Non voglio rivelare nulla, perché il bello è proprio carpirne il significato profondo addentrandosi nella lettura, che deve essere personalissima. Uno stile talvolta concitato che si abbina a una straordinaria capacità di introspezione psicologica. Fu l'ultima opera che la Bachmann scrisse.

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