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Glenn Cooper

Traduttore: V. Februari, A. Rincori
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2011
Pagine: 410 p. , Rilegato
  • EAN: 9788842916710

Un prezioso segreto è racchiuso fra le pagine di un antico manoscritto, miniato da un monaco nel tredicesimo secolo e rimasto sepolto da allora dentro le mura di un’abbazia medievale. Il libriccino dalla rilegatura curata e ornato con borchie argentate è illustrato con tanti disegni di piante, ed è vergato in un codice che ne rende misterioso il contenuto.
Il libro torna alla luce ai giorni nostri, proprio all’inizio del romanzo, in seguito ad un incendio che distrugge alcuni muri dell’abbazia.
Ma la storia al centro de "La mappa del destino" prende le mosse ancor prima del medioevo. Molto prima. Non lontano dall’abbazia, infatti, una caverna che è rimasta nascosta agli occhi del mondo è istoriata da splendidi graffiti.
Le pitture rupestri che ornano le dieci camere di cui si compone il complesso di grotte sono un tesoro di arte paleolitica, e raffigurano mandrie di bisonti in corsa, figure virili dal becco di uccello, le impronte di una mano disposte come una volta stellata... Nella decima camera (che dà il titolo originale al romanzo), ultima propaggine di un sito archeologico destinato a oscurare perfino quello di Lascaux per importanza e splendore, un artista preistorico ha lasciato una testimonianza del suo passaggio su questa terra: la pittura di un rigoglioso prato pieno d’erbe dai colori brillanti.
In quel giardino segreto, tracciato con pigmenti vegetali nel ventre roccioso della montagna, c’è forse la soluzione a un problema antico quanto l’uomo stesso, e il legame con il libro trovato nell’abbazia sta per emergere in tutto il suo dirompente potenziale.
Glenn Cooper torna all’attacco del romanzo di genere, attentando al primato di Dan Brown con la sua personale interpretazione del thriller a sfondo storico/archeologico. Il romanzo di Cooper viaggia su tre piani temporali e costruisce un ponte fra epoche storicamente distanti fra loro attraverso le alterne vicende del manoscritto e del segreto che custodisce, un mistero in grado di scatenare una lunga serie di eventi drammatici.
L’eroe del romanzo è Luc Simard, archeologo di fama e uomo affascinante. Luc sembra riassumere tutte le caratteristiche dell’eroe da romanzo d’avventura: irresistibile tombeur de femmes, ha un carattere volitivo e gode di un’autorevolezza che oltrepassa i confini del suo ambiente lavorativo.
Saremmo quasi tentati di averlo in antipatia, tanto appare perfetto all’inizio del racconto, ma mentre procediamo nella lettura del libro ne scopriamo anche le debolezze, e il personaggio acquista spessore. Luc non si è ancora ripreso dalle conseguenze di un amore finito, quello con Sara, esperta in paleobotanica che fa parte della sua troupe e con la quale Luc ha avuto una relazione, anni prima, interrotta a causa delle di lui infedeltà. Tra Luc e Sara, è chiaro sin dal principio, saranno scintille; e la diffidenza di lei non farà altro che rinfocolare una fiamma mai davvero spenta.
La storia fra Luc e Sara, però, è un contrappunto discreto alle catastrofi che si scatenano sulla squadra di archeologi sin dal momento in cui questi cominciano a lavorare nella caverna. Misteriosi incidenti, sparizioni, incendi, morti inspiegabili sembrano confermare che attorno al villaggio di Ruac grava una maledizione, proprio come quella che – si dice – colpì i partecipanti agli scavi e al ritrovamento della tomba di Tutankhamon, in Egitto.
Il piccolo paese di Ruac, teatro della vicenda, dispensa ai forestieri che si trovino a passarvi solo occhiate fredde e parole scostanti. È una comunità chiusa, che guarda con sospetto chiunque arrivi da fuori. Il sindaco Bonnet, è un uomo temuto e aggressivo. Con metodi brutali, e forte dell’appoggio dei suoi compaesani, Bonnet si erge a custode della tranquillità di Ruac, tenendo lontani i curiosi e scoraggiando ogni possibile contaminazione con il resto del mondo. Alternando l’ostilità pronta a trasformarsi in ferocia di un ambiente isolato, e i poteri occulti di strutture segretissime che osservano lo svolgersi degli eventi da dietro le quinte, Cooper è bravo a tenere alta la tensione.
La scrittura è precisa nel nominare le cose, e sa introdurci persino alla lingua parlata dagli archeologi senza troppe pedanterie; come d’altra parte riescono evocative le vicende dei monaci del dodicesimo secolo o quelle della comunità di uomini di Neanderthal protagonisti della parte preistorica del racconto. Semmai, un limite potrebbe essere trovato nella caratterizzazione di personaggi tutti un po’ scolpiti con l’accetta, characters che non conoscono sfumature o chiaroscuri e sacrificano la psicologia in favore di una trama ben oliata e ricca di colpi di scena. Ma questa, non c’è dubbio, è anche la forza di un romanzo come “La mappa del destino”. Non cerchiamo esitazioni, in un libro come questo, né dialoghi in punta di fioretto fra sofisticati gentlemen. Vogliamo essere presi e portati nel cuore dell’azione, con qualcosa di spaventoso ed eccitante da scoprire ad ogni giro di pagina.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Renzo

    26/03/2014 22.48.56

    La storia, di per se non è originale, ma è abbastanza scorrevole ed al solito è strutturata in diversi periodi storici che si intrecciano tra loro e che a mio avviso la fanno distinguere, inoltre, si vedono come protagonisti anche alcuni personaggi realmente esistiti. Forse è un po' macchinoso in qualche punto, comunque è un libro godibilissimo, sicuramente da leggere

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    alessandra

    12/02/2014 13.30.30

    Di tutti i libri di Cooper che ho letto questo è quello che mi è piaciuto di meno. La fine la si indovina prima che finisca il romanzo. Diciamo che non lo consiglierei al mio più caro amico.

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    Walter

    11/02/2014 17.25.17

    Libro avvincente e ricco di spunti storici. Anche se a tre quarti del testo già si intuisce la conclusione mi sento di dare il massimo dei voti.

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    marco77

    23/09/2013 16.54.55

    meno brillante dei primi due, ma glenn cooper e' sempre una garanzia. storia molto intrigante e misteriosa, e come sempre accade nei suoi libri ottima la misteriosita' dei monaci come contorno. grande

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    Gondrano

    09/04/2013 14.59.40

    Dopo due ottimi romanzi, Cooper floppa e sforna un libro che, come si dice, "non sà né di me né di te". Molto tranquillamente evitabile.

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    EMANUELA

    11/02/2013 16.14.20

    il libro mi ha incuriosito: era il promo di rollins e non mi ha deluso. e' stato avvincente, la storia ben scritta anche se in qualche passaggio un pò contorta. la trama diversa dai soliti libri "medioevali". credo che leggerò anche gli altri di quest'autore.

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    Fra

    16/01/2013 15.38.22

    Credo che il libro mi sarebbe piaciuto di piu' se lo avessi letto per primo. Invece ho letto il libro dopo -la biblioteca dei morti- e -il libro delle anime- e pertanto l'ho trovato un po' meno brillante. Non male, ma non il migliore

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    Roberto

    15/11/2012 12.56.48

    Non male. Di certo non è un capolavoro ma la capacità narrativa di Cooper permette una rapida e fluente lettura del romanzo. Qualche colpo di scena è prevedibile ma nell'insieme si tratta di una buona storia che comunque prende il lettore e non crea particolari intoppi. Senza fama e senza gloria.

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    Flora

    24/10/2012 08.21.01

    Veramente noioso. Sono riuscita ad arrivare alla fine solo perché in fin dei conti è scritto in modo gradevole ma la storia l'ho trovata lenta e per niente appassionante. I personaggi insipidi e scontati. Lo sconsiglio.

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    Annalisa

    16/09/2012 16.23.35

    Buon libro ma il mio giudizio e' ripetitivo....idee geniali ma carenza nella narrazione....

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    Raffy

    14/09/2012 11.26.25

    Cooper ha una fantasia nell'inventarsi delle storie che lascia increduli. Detto questo, amo il suo modo di scrivere e di raccontare, ma questa volta il libro parte un po' troppo lento. L'inizio è ostico e fa un po' noia. Poi si riprende e naturalmente nel crescendo finale ti fa venire sempre di più voglia di arrivare alla conclusione. Certo la Biblioteca dei morti è inarrivabile, ma si lascia leggere e alla fine non delude completamente che non è mica poco.

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    Riccardo

    13/09/2012 10.29.05

    Partendo dal fatto che ho adorato i due libri con protagonista will piper sono rimasto sonoramente deluso da quest' opera che dall'inizio alla fine rimane lento e monotono e solo in qualche riga si riprende per poi ricadere sulla noia. Lo sconsiglio!

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    elena maria

    11/09/2012 23.27.25

    Avvincente, come sempre non baanale e ben scritto. Consigliatissimo!

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    Gondrano

    09/08/2012 09.04.13

    Dopo due ottimi romanzi, Cooper floppa e sforna un libro che non sa di niente. Storia poco interessante, molti momenti di noia, scrittura meno fluida che in passato, finale melenso e scontato. Tranquillamente evitabile.

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    Marco_77

    10/07/2012 10.18.58

    Altro buon libro di Cooper, come i precedenti azione, fantascienza e storia si intrecciano alla perfezione dando vita ad un libro che si fa leggere senza annoiare mai....consigliato!!!

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    Elisabetta

    08/07/2012 18.54.30

    Ancora una volta Cooper non si smentisce anche se il romanzo non è all'altezza dei precedenti!

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    dan

    22/05/2012 11.51.37

    Cooper sa scrivere. Ma mi pare stia già cominciando a raschiare il barile. Al terzo romanzo mi pare un pò presto. Si lascia leggere ma nulla a che vedere con i precedenti. Voto: 5 1/2 - rimandato al prossimo romanzo.

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    marmar

    19/03/2012 22.35.08

    Storiella che si fa leggere, ma coinvolge poco o niente. Cooper gioca con l'assurdo, se nei primi due (anzi, solo nel primo) gli è andata bene, qui comincia già a girargli storta. Già dimenticato. 2 e 1/2.

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    Francesco

    11/03/2012 17.49.54

    Come i precedenti lavori molto bello anche se forse ha perso qualcosa...ma sicuramente un libro godibilissimo e fico da non perdere! Veramente bravo non perdeò nessun lavoro di questo bravo romanziere fantastico

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    Limbo

    03/03/2012 02.44.35

    Dopo aver letto gli altri tre ho esaurito il ciclo dei libri di cooper con questo. Avvincente originale e ben costruito fino a tre quarti della storia. Con rammarico affermo che il finale e le delucidazioni scentifiche sono prolissi ed e' un peccato. Il libro comunque ti tira dentro con tutte le scarpe in una storia originale con numerosi colpi di scena . Consigliato anche se gli do 3

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