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Il mio Carso - Scipio Slataper - ebook

Il mio Carso

Scipio Slataper

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Editore: epf
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Dimensioni: 162,55 KB
  • EAN: 9780244722906

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Gaia la libraia

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Il mio Carso è l'opera principale dello scrittore triestino Scipio Slataper. È l'unico romanzo scritto dall'autore, riprendendo anche brani pubblicati precedentemente, composto nel corso del 1911 durante un soggiorno nel paese carsico di Occisla e pubblicato l'anno successivo per le edizioni de La Voce.
L'opera viene concepita come un'autobiografia lirica e si articola in tre parti corrispondenti a tre periodi della vita del protagonista-autore: l'infanzia, la giovinezza e la maturità. Momenti chiave del simbolismo del libro sono la discesa a Trieste e la salita sul Secchieta, che corrispondono a momenti di svolta nella vita di Scipio. Il punto centrale dell'opera è la disperazione per il suicidio della donna amata (Anna-Gioietta) e per la morte della madre. Per Slataper l'atto del suicidio toglie valore e senso a qualunque atto umano. Nonostante questo, dopo un lungo dramma interiore, la conclusione è positiva e si concretizza nell'ultima, bellissima pagina in cui viene condensato il messaggio del libro: anche se non esistono più valori assoluti che possano giustificare e dare un senso alla vita e alle azioni degli uomini il protagonista sceglie di andare avanti ugualmente e di accettare l'esistenza così com'è in base ai principi del volontarismo etico. Gioietta ha fatto la sua scelta che non è in nessun modo da condannare, Scipio invece in maniera altrettanto legittima sceglie di «amare e lavorare».
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  • Scipio Slataper Cover

    (Trieste 1888 - monte Podgora 1915) scrittore italiano. Ancora liceale, fu introdotto negli ambienti irredentisti e socialisti di Trieste dal suo maestro e amico F. Pasini. Trasferitosi a Firenze nel 1908 per frequentare l’Istituto di studi superiori, cominciò a collaborare con le Lettere triestine a «La Voce», di cui (dopo un viaggio in Austria e in Germania fertile di esperienze umane e culturali) divenne segretario di redazione per pochi mesi, dal dicembre 1911 al marzo 1912. Lasciato l’incarico in seguito a uno scontro con Papini, scrisse novelle per ragazzi sul «Giornalino della domenica» di Vamba (L. Bertelli); intanto traduceva la Giuditta (1910, in collaborazione con M. Loewy) e il Diario (1912) di F. Hebbel, curava un’edizione dell’Epistolario di T. Tasso (1912) e portava a termine... Approfondisci
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