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Steve Earle

Traduttore: M. Gozzi
Editore: Mondadori
Collana: Strade blu
Anno edizione: 2012
Pagine: 249 p. , Brossura
  • EAN: 9788804619970

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    Giuseppe Iannozzi

    18/01/2014 20.59.18

    Non uscirò vivo da questo mondo non è un semplice romanzo, è poesia in prosa. Steve Earle racconta la storia di Doc Ebersole e del suo amico Hank con stile graffiante, umanamente scorretto e proprio per questo ricco d'una vitalità più unica che rara. Steve Earle racconta e lo fa con piglio unico e inimitabile ricco di vitalità, lo stesso che è concentrato nelle sue canzoni. Non uscirò vivo da questo mondo di Steve Earle è una storia sulla piccolezza, sulla grandezza dell'umanità, sul superamento del dolore e del rimorso, ma è soprattutto la storia d'una redenzione che ha del miracoloso, perché sì, i miracoli sono possibili e dipendono dall'uomo, dalle persone che frequentiamo e amiamo. Un Capolavoro, come sempre più di rado accade di leggere di questi tempi. Steve Earle è superbo narratore, che nulla ha da invidiare a John Steinbeck e William Faulkner, a William S. Burroughs e Allen Ginsberg. Una unica doverosa raccomandazione: il romanzo di Earle non è una puntigliosa biografia, non intende affatto svelare le circostanze della misteriosa morte di Hank Williams. Non è questo che si è proposto l'autore; e chi non l'ha capito, peccato per lui, perché forse manca di un po' tanta umanità prima che di spirito critico.

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    Luca

    27/10/2012 10.33.35

    Dopo una serie di racconti, Earle, più famoso come cantautore, uno dei migliori al mondo, arriva al suo primo romanzo. Più che la storia, che a tratti s'incaglia e ristagna, sono i personaggi a rendere unico questo romanzo di vite perdute, di confini d'America o di Messico, di confini fra il morale e l'immorale. Il junkie Doc, l'angelo salvifico Graciela, il gigante Manny e, soprattutto, lo spettro magnifico di Hank Williams, che si allunga sulla spalla di Doc come fosse la sua "scimmia", restano a illuminare le strade perdute di San Antonio. Non è un capolavoro, è un libro da "sentire" e da saper ascoltare. Le ossa di Hank Williams tintinnano ancora su quelle maledette "lost highways" e Steve Earle lo sa e lo racconta.

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