Odd Jobs

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John Updike

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Dimensioni: 2,71 MB
  • EAN: 9780679645856

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Gaia la libraia

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To complement his work as a fiction writer, John Updike accepted any number of odd jobs—book reviews and introductions, speeches and tributes, a “few paragraphs” on baseball or beauty or Borges—and saw each as “an opportunity to learn something, or to extract from within some unsuspected wisdom.” In this, his largest collection of assorted prose, he brings generosity and insight to the works and lives of William Dean Howells, George Bernard Shaw, Philip Roth, Muriel Spark, and dozens more. Novels from outposts of postmodernism like Turkey, Albania, Israel, and Nigeria are reviewed, as are biographies of Cleopatra and Dorothy Parker. The more than a hundred considerations of books are flanked, on one side, by short stories, a playlet, and personal essays, and, on the other, by essays on his own oeuvre. Updike’s odd jobs would be any other writer’s chief work.

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  • John Updike Cover

    Scrittore statunitense. Entrato appena ventenne nella redazione del «New Yorker», vi pubblicò poesie (raccolte poi in Pali del telefono, The telephone poles, 1963) e racconti (La stessa porta, The same door, 1959) che della rivista newyorchese hanno la cifra stilistica: il nitido funambolismo verbale, i toni dell’ironia e della nostalgia. Il romanzo breve Festa all’ospizio (The poorhouse fair, 1959) e i felicissimi racconti di Le piume del piccione (Pigeon feathers, 1962) rivelano gli sviluppi di una scrittura personale, delicata e nervosa, tesa a rappresentare le lacerazioni del quotidiano, le epifanie dello sguardo infantile, le trasparenze della memoria. Frattanto, in Corri Coniglio (Rabbit run, 1960 - tradotto da Bruno Oddera per Mondadori nel 1961), il suo... Approfondisci
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