Traduttore: F. Cavagnoli
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 273 p., Brossura
  • EAN: 9788845920936
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Descrizione
Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs offre il racconto allucinato dell'inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della "roba" e il richiamo molesto della carne, braccato da polizia e spacciatori, Lee, il suo Doppio, trascorre le giornate in sordidi luoghi pervasi dai miasmi del corpo e dalle fobie della mente. Scavando nelle proprie ferite con l'acume della paranoia e un'acrobatica inventiva stilistica, Burroughs tratteggia un ritratto dell'America all'acido fenico, un ritratto cui la vita quotidiana ha tentato con gli anni di adeguarsi.

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Recensioni dei clienti

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    arturo

    18/01/2019 13:09:27

    Ho dato 5 stelle e non c'è molto da aggiungere. Consigliato solo a chi ha stomaco e mente aperta. Ho voluto inserire questa recensione più che altro perché trovo vergognosi alcuni dei commenti, ok che non è lettura per tutti ma definire questo straordinario capolavoro come una accozzaglia di cose schifose messi li a caso è un oltraggio. Almeno informatevi prima, la maggior parte degli scritti di W.S.B. sono scritti con il metodo del cut-up, sapete cosa vuol dire? Oltre ciò sapete come nasce questa splendida opera? erano dei foglietti sparsi per un appartamento da una persona in stato di delirio, grazie a Kerouac e la sua pazienza nel riordinarli è nato questo romanzo. Aggiungo che lo stesso Kerouac ma anche Ginsberg quando parlavano di W.S.B. lo definivano il maestro. Per cortesia abbiate rispetto per un enorme scrittore, padre della Beat Generation

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    Lauretta

    22/11/2018 17:41:35

    Uno dei pochi libri che non sono riuscita a terminare. Poco scorrevole. Ho avuto la costante sensazione di non riuscire a comprendere sino in fondo ciò che l'autore voleva comunicare. Non lo consiglierei.

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    Giuliana

    18/09/2018 17:00:24

    Non è un libro per tutti. È difficilissimo parlare di questo libro con chi non l'ha letto, un po' per la trama inesistente e un po' per il linguaggio delirante. Personalmente l'ho terminato a fatica e credo di non averlo capito fino in fondo, ma mi rendo conto che è unico nel suo genere e profondamente rivoluzionario per l'epoca in cui è stato scritto.

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    Giuseppe

    15/02/2018 00:06:08

    Romanzo complesso nel suo insieme ma visionario,fantascientifico e orrendamente delizioso come gli altri suoi testi. La capacità di mescolare fantascienza,luoghi esotici e omosessualità in un girotondo artificioso e imprevedibile dove accade di tutto. È sicuramente difficile dare senso ad una trama,ma vedetelo come un opera alternativa che già nell'epoca che fu pubblicato (quel lontano 1959) era un capolavoro underground della sottocultura chiusa tra tossici e omosessuali. Personalmente a mio parere rimane un libro interessante e unico. Che forse può essere spiegato e compreso come l'incubo onirico di un tossico emarginato a corto di droga e in stato di autodistruzione,con il timore di sentirsi controllato dalla polizia e la fuga in giro per il mondo dopo l'uccisione erronea della moglie,anch'essa tossica.

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    Elena

    24/05/2015 12:53:19

    Credo sia l'unico libro che non sono riuscita a finire. La tematica è davvero interessante ma l'ho trovato difficile e leggermente pesante.

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    HenryCharles

    12/05/2014 22:07:14

    Che Trip...pazzesco...purtroppo non credo di averlo appreso completamente. Libro da leggere con la consapevolezza di entrare in un vortice di delirio fino agli appunti finali di Burroughs dove il viaggio finisce.

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    Miss Page

    20/11/2013 16:56:15

    Do un'impressione parziale di questo libro in quanto non sono riuscita a finirlo. L'ho trovato molto difficile, l'autore non si fa comprendere e forse neanche vuole farlo. Eppure non mi capita speso di abbandonare dei libri prima della fine.

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    william tell

    15/07/2013 01:30:29

    Uno dei miei libri preferiti in assoluto. Appunti sparsi su fogli uniti con la tecnica del cut-up, grazie all'aiuto di Kerouac che aiutando William lo rese Libro intitolandolo Pasto Nudo, per esprimere il momento dell'azione, l'attimo che si concentra sulla forchetta e non sulla tavola. Un libro che Burroughs non avrebbe mai voluto pubblicare, ma che si è rivelato l'inizio di una carriera e di una tetralogia surreale, subliminale, ipnotica. Genio, e altrettanto genio Cronenberg per aver portato sullo schermo uno scritto -quasi- senza trama facendolo leggermente combaciare.

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    PROT

    03/06/2013 17:34:25

    libro davvero difficile da giudicare, sicuramente le appendici dello stesso autore alla fine aiutano a comprendere un pò il tutto, anche se arrivare alla fine non è una passeggiata... uno degli aspetti che mi ha più colpito sono parole gergali e atti descritti in modo molto esplicito che essendo stati raccontati nel 1959 trovo di un'audacia notevole... inoltre complimenti ai traduttori, non deve essere stato un compito facile!

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    Corra

    24/03/2013 00:38:56

    Poco prima di leggere questo libro mi è capitato di vedere su sky arte un programma sulla beat e quello che mi ha colpito è come gli autori leggevano le loro opere: tutto d'un fiato, quasi senza rispettare punteggiatura. Ecco come secondo me andava letto pasto nudo, senza schemi senza punti e virgole, un delirio continuo, una corsa in auto senza freni e senza fanali.

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    marco

    06/12/2011 12:48:22

    Mi fa piacere che chi ha letto gli altri beat, non è riuscito a leggere Pasto Nudo. Infatti zio Bill non c'entra nulla con gli altri. Burroughs è l'unico vero genio in quel gruppo, con tutto il rispetto per Kerouac e Ginsbeg. L'avevano capito anche loro, tanto da considerarlo loro maestro. Questo libro oltre ad essere scritto con un leggero cut-up, tecnica rivoluzionaria e mai capita fino in fondo, capace di trasformare una struttura in ipertesto, è sia nei contenuti, che nella struttura, che nel ritmo, una trasposizione letteraria dei deliri della mente sotto eroina. Gli attacchi al potere visto come controllo attraverso la metafora ne fanno quasi un'opera visiva più che letteraria. Scrittura totale. Capolavoro senza se e senza ma. Definirli "i deliri di un tossico" è svilente oltre che ridicolo. Sono deliri di scrittura, quella fatta con l'anima e non con la storiella da bestseller.

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    carmine

    29/04/2011 01:32:42

    Il primo libro che mi porta ad abbandonare una lettura. Non mi permetto di sconsigliarlo, ma sicuramente non lo consiglierei! Ho sempre letto qualsiasi libro, anke quando lo trovavo noioso, ma questo per me è risultato davvero illegibile. Immagini sessuali gay, animali, e tant'altro buttate lì a casaccio. Va bene la mente di un tossico, ma dacci una trama, un filo da seguire! Leggo Kerouac con facilità, ma questo libro di Burroghs per me è stato illeggibile! Senza capo né coda.

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    francesco

    05/04/2010 23:08:18

    dico subito che questo libro non mi ha ne' del tutto convinto ne' lasciato entusiasta,forse sono approdato ad altri livelli di lettura,diversi da quello imposto dallo scrittore.ho trovato una parodia schiacciante e schizofrenica a meta' tra il grottesco e il volgare,di un delirium tremens di un apparente tossico.puo' sembrare il tentativo in nuce ,forse geniale,di creazione di un racconto allucinato,che vuole suggerire al lettore il trip letterario ammantato di spunti vagamente on the road. per me troppo sballato il rapporto con la societa', non se ne viene proprio a capo,tuttavia interessa il dramma dello sradicato,se tale si puo' definire,scandagliato in maniera tetrapiloctomica,da burroughs.

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    Blonde91

    23/12/2009 12:53:04

    impossibile dare ordine al delirio dell'eroina e dello yagé. burroughs spiattella sul foglio le immagini che i suoi occhi allucinati proiettano nella sua mente distorta, e spesso ti risulta incomprensibile capire cosa esse siano e che legame ci sia tra loro (sempre che ci sia, un legame), un'accozzaglia di riflessioni, descrizioni, sesso gay, sesso sadomaso, mostri di fantasia, mostri reali, espressioni bizzare. un calderone che ribolle di paranoia e trasgressione, appartenente a un uomo che ha vissuto il suo tempo da un'alra prospettiva, ovvero quella della beat generation. il top per gli amanti del weird...

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    Elio

    27/11/2009 21:54:50

    Vaggio in una mente allucinata e paranoica,ma forse paradossalmente lucida più che mai. è un romanzo pesante,anche un capolavoro che puo cambiare il modo di rappotarsi ad un libro. Burroughs si vive,non si spiega.

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    DANIELE

    10/09/2009 13:42:50

    Semplicemente velleitario e illeggibile. Genio o spazzatura? Non arrivo a definirlo spazzatura ma i geni sono altri.

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    incaro

    09/09/2009 11:43:37

    un libro del genere può essere definito capolavoro o spazzatura, senza che nessuna delle due definizioni possa essere di fatto contraddetta. E' un'accozzaglia di vicende senza capo ne coda? sì. Contiene immagini potenti, inquietanti e sovversive? sì. Quello che discuto è una certa morale di fondo che poco si addice alle immagini evocate; per dire, le 120 giornate di sodoma è molto più lucido e radicale di questo guazzabuglio incoerente di deliri. delusione

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    Eloina

    29/05/2009 17:33:16

    Sublime? Metafisico? Estatico? Dionisiaco? No, molto di piu'. Meravigliosamente indefinibile. La devastazione di sè stessi lontano dalle regole della società è l'unica vera libertà. La distruzione e la sovversione sono insite nella nostra democrazia corrotta che le chiama con voce da sirena. L'anarchia (intesa come unica ineffabile disciplina del disfacimento)è l'unica ipotesi di normalità. Perdersi come forma di vita, altro che non scopo, è una consacrazione. La celebrazione della decomposizione di un paradigma. Del mondo. Come iniziare a scrivere dopo aver ucciso la moglie... Immenso.

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    roberta

    16/05/2009 10:27:52

    Premesso che: -questo testo e`uno spaccato sull'esperienza devastante della tossicodipendenza, -non sono riuscita a terminarlo e quindi... -non sono in grado di scrivere una recensione vera e propria, metto per iscritto le domande che la lettura mi ha scatenato. La lontananza da ogni senso di misura e` liberta`? Non c'e` distruzione e sovversione? Anarchia incontrollabile puo` essere scopo? E`liberta` quella di scegliere di non avere scopi nella vita? Non e` vegetare (senza offesa per il REGNO VEGETALE)? Per finire, ho comunque notato la differenza di valutazione tra l'edizione del 2001 e l'attuale.

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    SanoDiMente

    11/06/2008 14:54:45

    Il testo si rivela alla fine dando un senso al faticoso viaggio compiuto dal lettore nei meandri della mente allucinata e delirante di un tossicodipendente. Geniale e innovativo, shockante e sconvolgente per la crudezza e l'apparente mancanza di una qualsiasi coerenza, se non quella autorefernziale che trova l' autore stesso nella descrizione delle visioni al limite dell'irrealtà che si accavallano nella sua testa. E' un libro caleidoscopico, si può leggere dall'inizio alla fine o dalla fine all'inizio, lo si può aprire a caso e leggerne solo alcune pagine per poi leggerne altre non consecutive. Puoi addirittura accostare a caso alcuni brani o perfino alcune parole e il testo rimarrà lo stesso. Sono stato tentato di abbandonarlo più volte durante la lettura, ma alla fine ho compreso l'opera monumentale di Borroughs e ho apprezzato "il pasto nudo" come il capolavoro che anticipa il delirio sinteticamente indotto del secolo scorso

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