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Brochure della 428ma mostra del Cavallino, Venezia, 8 - 17 dicembre 1958, dedicata a Pio Semeghini. Testo di Raffaelo Levi su due facciate. Nota biografica. Fotoritratto dell'artista
Cm 17x12 (aperto / open 34x24 cm). . . Molto buono (Very Good). . . .Pio Semeghini ebbe una giovinezza agitata: mandato dal padre a Milano a fare il droghiere, vi rimase per poco tempo per recarsi in Svizzera, preso dalle nuove idee libertarie di Bakunin e di Malatesta. Ma presto rientrò in Italia, dove si dedicò dapprima, senza maestri, alla scultura. Fra il 1897 e il 1898 frequentò saltuariamente le Accademie di Firenze e di Modena e si dedicò alla pittura. L'anno dopo si trasferì a Parigi, dove soggiornò a più riprese fino al 1914. Qui si incontrò con Ardengo Soffici ed espose alla Galleria Chagot con Picasso verso il 1903-1904. Rientrato in Italia, abbandonò del tutto la scultura e dal 1912, fu, con Gino Rossi, l'animatore del Gruppo di Burano. Partecipò dal 1919 al 1923 alle principali mostre di Ca' Pesaro e fu tra gli animatori della Mostra dei Dissidenti alla Galleria Ceri Boralevi nel 1920. Restò a Venezia fino al 1927 quando passò per qualche anno a Lucca, e poi a Monza come insegnante di pittura. Ha partecipato a tutte le più importanti Mostre Nazionali comprese le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. Ha conseguito vari premi tra i quali: il Premio Bergamo, il Premio della Fondazione Fila ed il Premio Olivetti di Ivrea alla XXV Biennale di Venezia, il Pre mio Marzotto nel 1954 e il Premio Esso nel 1955. Per iniziativa del Comune di Verona nel 1956 si è tenuta una grande mostra personale. Nel 1958 ha esposto a Venezia alla Mostra dei Primi Espositori di Ca' Pesaro. Sue opere figurano nelle Gallerie d'Arte Moderna di Venezia, Roma, Torino e Firenze
<p>Brochure della 428ma mostra del Cavallino, Venezia, 8 - 17 dicembre 1958, dedicata a Pio Semeghini. Testo di<strong> Raffaelo Levi </strong>su due facciate. Nota biografica. Fotoritratto dell'artista</p> Cm 17x12 (aperto / open 34x24 cm). . . Molto buono (Very Good). . . . <p><em><strong>Pio Semeghini</strong> ebbe una giovinezza agitata: mandato dal padre a Milano a fare il droghiere, vi rimase per poco tempo per recarsi in Svizzera, preso dalle nuove idee libertarie di Bakunin e di Malatesta. Ma presto rientr&ograve; in Italia, dove si dedic&ograve; dapprima, senza maestri, alla scultura. Fra il 1897 e il 1898 frequent&ograve; saltuariamente le Accademie di Firenze e di Modena e si dedic&ograve; alla pittura. L'anno dopo si trasfer&igrave; a Parigi, dove soggiorn&ograve; a pi&ugrave; riprese fino al 1914. Qui si incontr&ograve; con <strong>Ardengo Soffici</strong> ed espose alla Galleria Chagot con <strong>Picasso</strong> verso il 1903-1904. Rientrato in Italia, abbandon&ograve; del tutto la scultura e dal 1912, fu, con <strong>Gino Rossi</strong>, l'animatore del <strong>Gruppo di Burano</strong>. Partecip&ograve; dal 1919 al 1923 alle principali mostre di Ca' Pesaro e fu tra gli animatori della <strong>Mostra dei Dissidenti</strong> alla Galleria Ceri Boralevi nel 1920. Rest&ograve; a Venezia fino al 1927 quando pass&ograve; per qualche anno a Lucca, e poi a Monza come insegnante di pittura. Ha partecipato a tutte le pi&ugrave; importanti Mostre Nazionali comprese le <strong>Biennali di Venezia</strong> e le <strong>Quadriennali di Roma</strong>. Ha conseguito vari premi tra i quali: il Premio Bergamo, il Premio della Fondazione Fila ed il Premio Olivetti di Ivrea alla XXV Biennale di Venezia, il Pre mio Marzotto nel 1954 e il Premio Esso nel 1955. Per iniziativa del Comune di
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