Si è suicidato il Che

Petros Markaris

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Traduttore: Andrea Di Gregorio
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 giugno 2006
Pagine: 422 p., Brossura
  • EAN: 9788845256721
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Si è suicidato il Che

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Gaia la libraia

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Tre suicidi spettacolari dell'alta società greca, in diretta televisiva, suscitano la curiosità del commissario Charìtos, ancora convalescente dopo l'ultima vittoriosa indagine. Scavando nel passato dei suicidi, questa sorta di Maigret greco scopre che i tre uomini appartenevano ad un gruppo terroristico avverso ai Colonelli, debellato perciò dai servizi segreti del regime. Dopo aver evitato il carcere, i tre erano riusciti a farsi strada nel mondo politico ed economico a colpi di tangenti e corruzione. Mentre la polizia e i giornalisti brancolano nel buio, il commissario Charìtos tenta di dipanare l'enigma che si cela dietro al concatenarsi dei suicidi pubblici, portando alla luce i segreti nascosti nel passato dei loro autori.
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    Fabio S.

    04/07/2019 14:55:16

    Affresco della raltà economica e sociale greca impeccabile, come sempre, condito con le ironiche e divertenti vicissitudini di Charitos e della sua famiglia. Peccato, però, che tutta la verve dell'inizio del romanzo, pian piano, si assopisca, perdendosi in un'indagine prolissa, ripetitiva e così condita di personalità e cognomi greci da perdersi in uno schema criminale troppo arzigogolato e stucchevole. Se il romanzo durasse la metà e lo schema investigativo si velocizzasse ne gudagnerebbe tutto il racconto, ma da metà in poi non basta il sempre spassoso commissario con la sua immensa umanità e i suoi piccoli limiti a reggere il tutto. Forse un parte dei limiti del giallo sta nell'ambientazione un po' lontana dagli schemi sociali italiani, ma devo ammettere che in altri romanzi di Markaris mi sono divertito lo stesso, ma godendomi, in più, un'indagine comprensibile e meno ripetitiva. Da leggere, lo stesso, per seguire la saga, convinti con ragionevolezza che il prossimo della serie sarà migliore. Consigliato a chi ama perdersi in indagini astruse e tra mille nomi greci; sconsigliato a chi ha amato, dei libri precedenti, una linearità investigativa chiara.

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    lovecchiomaurizio@gmail.com

    19/06/2019 20:18:59

    Realistica e drammatica descrizione della situazione economica e politica greca, contornata da più omicidi/suicidi che fanno impazzire il simpatico commissario greco abilmente condotto da un Markaris eccezionale.

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    silvia

    12/04/2017 14:33:45

    Terzo e ultimo romanzo che mai leggerò di Markaris, ho sospeso la lettura a metà, dopo un commento sessista che per nulla si addice al commissorio Charitos, non valeva la pena proseguire, non mi dava alcun piacere, è noioso seguire inutili cavilli che non portano a nulla di rilevante.

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    Clara

    23/08/2015 11:48:03

    Bel giallo, con storia/trama avvincente e coivolgente. Bella anche la descrizione della Grecia, con i suoi eterni problemi e le sue difficoltà di affrontare gli errori del passato. È il mio primo libro di questo autore, la figura del commissario è decisamente simpatica; bello il legame di complicità con figlia e fidanzato, meno bello quello con la moglie. Nel complesso comunque consigliato.

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    Laura

    06/07/2015 10:56:24

    Il commissario Charitos, capo della squadra omicidi, è in convalescenza, apatico, invecchiato di colpo e sottoposto alle cure assillanti della moglie Adriana, che approfitta del momento per avere il controllo assoluto del marito. A risvegliarlo dal suo torpore lo strano suicidio in diretta di un famoso imprenditore, a cui seguiranno quelli di un politico e di un giornalista. Perché tre personaggi noti devono togliersi la vita in pubblico, senza alcun motivo plausibile e in modo estremamente eclatante? E' questa la domanda che assilla il commissario greco e a cui tenta di dare una risposta nel corso delle sue indagini. Accanto al commissario il quasi genero Fanis, la figlia Caterina, il suo superiore Ghikas, il giornalista Sotiropoulos e la intraprendete Koula. In un Atene invasa dai cantieri per la preparazione delle Olimpiadi, tra il caldo infernale e gli ingorghi stradali, Charitos, dribblando le discussioni con la moglie Adriana, indispettita dal fatto che si sia sottratto alla noia e rimesso in gioco, cercherà di dipanare una matassa ingarbugliata le cui fila si perdono nel regime dei Colonnelli e nelle torture della terribile polizia politica, arrivando ad un finale che viene dal passato con un colpevole inaspettato. Tra quelli letti sicuramente il migliore della serie.

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    gennaro

    28/08/2014 08:50:57

    Prima lettura di Petros Markaris ed ottima impressione finale. Storia molto ben congegnata, interessante ed avvincente. A tratti forse troppo romanzata, ma comunque di ottimo livello. I rapporti dei greci con le altre popolazioni balcaniche sono forse semplificati troppo, ma credo sia una scelta volta ad evitare di appesantire troppo la lettura. Credo proprio che leggerò dell'altro del bravo giallista ellenico.

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    Alecs

    31/08/2010 21:41:57

    Una conferma. Oltre all'interesse del giallo in sé, affascina la capacità di Markaris di dipingere in maniera impeccabile la Grecia e l'Atene dei giorni nostri. Nella cultura, nelle ambientazioni, nei caratteri. Merita.

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    fabio j.

    24/01/2009 23:52:36

    Un bel romanzo poliziesco con un ottimo protagonista. Interessanti anche gli aspetti politico-economici che l'autore fa emergere.

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    g.brustia

    30/10/2007 11:44:47

    Sempre all'altezza dei precedenti romanzi, forse solo un pò troppo lungo e meno incalzante nel ritmo. Comunque molto piacevole. Il commissario Charitos é entrato ormai a pieno titolo tra le figure di commissario che per umanità, ironia e intelligenza vorremmo esistessero davvero.

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    Claudia

    21/01/2007 20:13:34

    Sottile umorismo. Scrittura asciutta; trama e sviluppo finali non convenzionali. L'azzeccata collocazione di questo commissario greco (decisamente non un super - eroe!) nella dimensione lavoro/famiglia aggiunge all'umanità del simpatico personaggio. Attendo la traduzione per marzo 2007 di una nuova avventura del nostro. Gradevole.

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    lalli

    03/11/2006 09:46:29

    DECISAMENTE IL PIU' BEL LIBRO DI MARKARIS.ESEMPLARE NELLA DESCRIZIONE DI UNA GRE CIA IN PERENNE CONFLITTO TRA VECCHIO E NUOVO MA ANCHE NELLA TESSITURA NARRATIVA. INOLTRE E' UN GIALLO COMPLESSO E AVVINCENTE.UNICA NOTA:FOSSE ACCADUTA IN ITALIA UNA STORIA SIMILE NESSUNO SI SAREBBE SUICIDATO PERCHE' GLI SCANDALI SI DIMENTICANO IN DUE SETTIMANE!

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“… Favieros fa tre movimenti successivi: volge l’arma verso se stesso, si ficca la canna in bocca e preme il grilletto. Lo sparo si sente all’unisono con l’urlo della Komi.”

Ormai le Olimpiadi di Atene sono alle porte e mai un romanzo è stato più adatto di questo a introdurle nell’immaginario dei lettori, anche se qui il clima che si respira non è proprio quello della limpidezza sportiva. Sono proprio gli appalti collegati ai lavori necessari ad ospitare le più importanti gare sportive mondiali, immutate nel loro significato simbolico dall’antichità ai nostri tempi, a dare avvio alla vicenda gialla.

Protagonista è il “Maigret greco”, quel commissario Kostas Charitos già noto ai lettori italiani (Difesa a zona): uomo spiritoso, dalla semplicità disarmante, è da sempre ossessionato da Adriana, una moglie apprensiva che, cogliendo l’occasione della lunga convalescenza del marito reduce da una pallottola intercettata per difendere Elena Kousta (finisce così il romanzo precedente di Markaris), ha ormai il predominio su di lui. Della vita coniugale di Kostas dice l’autore: “pensavo al rapporto fra i miei genitori, due persone che si amavano molto ma che litigavano tutto il giorno”, del suo personaggio “vedevo anche me stesso, cioè commentavo attraverso di lui la Grecia”. Seduto davanti al televisore Charitos assiste così al suicidio in diretta di Favieros, ex giovane rivoluzionario, ora potente imprenditore che ha ottenuto appalti miliardari per le Olimpiadi. Quella gli sembra l’occasione d’oro per liberarsi dall’affetto apprensivo della moglie e rimettersi timidamente in pista. Dall’ospedale in cui si è recato per un controllo viene a conoscenza di altre morti: due curdi sono stati eliminati dalla stessa organizzazione che si era assunta la responsabilità morale del suicidio di Favieros. Ecco allora entrare in piena azione, liberatosi del ferreo controllo della moglie, il nostro commissario a chiarire una situazione che alle indagini ufficiali e alle inchieste giornalistiche sembrava assolutamente incomprensibile. Ma quello di Favieros non rimarrà l’unico sconvolgente suicidio pubblico: lo seguiranno un deputato e un giornalista famoso. Per tutti e tre era già stata scritta una bella biografia in attesa di essere stampata e l’editore era stato consigliato dal misterioso autore di non pubblicarla se non al momento opportuno.

Il nuovo villaggio olimpico ateniese (ancora non terminato) fa da location di alcune pagine e di alcune indagini, e anche questo non può non suscitare curiosità nel lettore.

Infine, insieme alla verità, saranno molti anche gli scheletri che usciranno allo scoperto, dopo essere stati accuratamente chiusi per tanti e tanti anni in illustri armadi.

Guidato dalla solita ironia il Charitos rappresenta davvero l’investigatore “alternativo” rispetto al modello americano: non bello, non giovane, poco affascinante, ma intelligente, spiritoso e grande osservatore dei comportamenti umani e della loro psiche. Guidato da un profondo senso etico, non è un moralista: insomma è proprio un bel modello di uomo europeo.

A cura di Wuz.it


Le prime pagine del romanzo:

1

La gatta siede davanti a me, sulla panchina di fronte, e mi guarda. Tutti i pomeriggi me la ritrovo qua, a controllarmi. I primi giorni mi guardava con sospetto, pronta a darsela a gambe non appena avessi fatto la mossa di avvicinarla. Ma da quando si è convinta che di lei non mi importava nulla, ha smesso di interessarsi a me e non è più venuta meno al suo contegno per causa mia. E così abbiamo sviluppato una relazione di buon vicinato. Lei non cerca mai di conquistare la mia panchina e io, le poche volte che arrivo prima di lei, rispetto la sua e gliela lascio libera. È una gatta dei tetti, ma non ha il tradizionale mantello arancione dei gatti dei tetti di razza. Il suo pelo è grigionero, spinato, come i completi che indossiamo ai balli della polizia o ai funerali. Ai matrimoni, ci vestiamo di nero.
Adriana siede al mio fianco e lavora a maglia. Da quella sera fatale in cui ho avuto la brillante idea di offrire il petto per salvare Elena Kousta dalla pallottola del figliastro, Makis, la mia vita è cambiata radicalmente.
Tanto per cominciare ho passato otto ore in sala operatoria, quindi un mese e mezzo all'ospedale e ho ancora davanti a me i due terzi del mio congedo di convalescenza trimestrale. I miei rapporti con la squadra omicidi si sono interrotti fino a nuovo ordine. Io non sono andato a trovarli neanche una volta da quando sono tornato a casa. I miei due assistenti, Vlasòpoulos e Dermitzakis, dapprincipio venivano a trovarmi ogni due giorni, quindi hanno smesso le visite per limitarsi alle telefonate, finché hanno interrotto ogni contatto. Ghikas è venuto in ospedale solo una volta, insieme al segretario generale del ministero, che non mi sopporta ma che quel giorno era tutto sorrisi ed elogi per mio coraggio. Alla fine, Adriana ha assunto il comando generale della mia esistenza e io mi limito a trascinarmi dalla casa ai giardini pubblici e dalla camera da letto al soggiorno, come un palestinese che abbia i movimenti limitati dagli israeliani. "Che ci mangiamo stasera?"
Non che mi interessi. Non ho ricuperato l'appetito e ogni boccone mi resta in gola. Ne parlo perché mi aiuta a rompere la monotonia.
"Ti ho preparato la gallina lessa e una minestrina con le stelline."
"Ancora gallina? L'ho mangiata anche l'altro ieri."
"Ti fa bene."
"Ma non me ne ha già fatto abbastanza, Adriana? Ho avuto una ferita perforante al petto, non un'ulcera perforante allo stomaco."
"Ti dà forza, lascia fare a me," taglia corto, senza neanche fare lo sforzo di sollevare lo sguardo dal lavoro a maglia.
Sospiro e ritorno con nostalgia ai giorni in cui, nel reparto di terapia intensiva, i miei passavano a porgermi i loro omaggi un'ora la mattina e un'ora il pomeriggio e per il resto mi lasciavano in pace. In quei nove giorni, circondato da un muro e da due tende bianche, vivevo due volte al giorno la stessa cerimonia.
La prima a fare il suo ingresso era Adriana.
  • Petros Markaris Cover

    Petros Markaris è nato a Istanbul nel 1937. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature, tra cui L’eternità e un giorno, Palma d’Oro a Cannes nel 1998.In Italia ha pubblicato con Bompiani e La nave di Teseo. Tra le sue pubblicazioni: Ultime della notte (2000), Difesa a zona (2001), Si è suicidato il Che (2004), La lunga estate calda del commissario Charitos (2007), La balia (2009), Prestiti scaduti (2011), L'esattore (2012), Resa dei conti. La nuova indagine del commissario Charitos (2013) e Titoli di coda (2015), Il tempo dell'ipocrisia. Un nuovo caso per il commissario Kostas Charitos (2019). Ricordiamo anche la raccolta di racconti I labirinti di Atene (2008) e l’autobiografia Io e Kostas Charitos (2010). Approfondisci
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