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Direzione di sicuro mestiere ben piantata nel solco della tradizione:tuttavia spicca per un certo senso della teatralità e per una grande valorizzazione del canto,elemento,questo,divenuto assai più raro anche in personalità assai più pregnanti di Serafin,direttorialmente parlando(Muti per esempio).Dunque, per un opera come Trovatore,dove la parte orchestrale è meno determinante che in altre partiture(penso a Falstaff o Otello)ma non certo da ridurre ad umile ancella,un'ottima direzione.Bergonzi è magnifico e sfoggia un canto dal legato impeccabile,vivificato da un accento vario ma sempre davvero aristocratico:passi stupendi il"deserto sulla terra"(che dolcezza proviene da questo brano!),la cavatina del terz'atto,i duetti con Azucena.Certo la pira non squilla come altri illustri esempi(tra l'altro è priva del da capo come quasi tutte le cabalette,data la deprecabile prassi esecutiva dell'epoca)ma ragguardevoli sono i trilli e la scansione veemente impressa dall'accento(per tacere dei Do che in sè non sono affatto male,anzi,ma paragonati a quelli di un Corelli stanno un gradino sotto).La Cossotto è vocalmente strepitosa ma poco partecipe interpretativamente(la Sua Azucena sarà quella dell'incisione RCA):insomma una grandissima esecuzione ma non una pari interpretazione.Bastianini sfodera la propria fenomenale vocalità ed il suo inconfondibile timbro e inetrpretativamernte è un Conte nato(l'aria del second'atto è un capolavoro).La Stella regge il passo dal punto di vista vocale(soprattutto in basso)e nemmeno sul versante dell'interpretazione si trova a disagio:certo,non è proprio personalissima in ogni passo,ma è sempre credibile e specialmente fonda le ragioni della sua Leonora sulle ragioni del canto:il che non è poco(in sommo grado oggi).Vinco non è male ma abbiamo sentito di meglio.Davvero buona l'orchestra ma strepitoso il coro(sentire l'inizio del secono atto,il coro delle monache ed il Miserere).Di buon livello la registrazione,tecnicamente parlando.
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