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Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Rizzoli
Collana: Scala stranieri
Anno edizione: 2011
Pagine: 489 p., Rilegato
  • EAN: 9788817042161
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Recensioni dei clienti

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    Sebastian

    03/07/2017 12.50.50

    Confermo le qualità dell´autore quali capacità di scrittura e cultura, nonchè per aver sentito il bisogno di dover rendere in tutta la sua ferocia la crudeltà della guerra e le sue conseguenze, sia interne al conflitto/i che posteriori. Detto questo, però, devo anche dire che il libro non mi é piaciuto: la catena dei pensieri disordinati angosciosi lirici a volte é, secondo me, una sequela di citazioni e nozioni (alcune molto interessanti, altre reperibili facilmente) che alla lunga stanca perchè, sempre secondo me, la scrittura diviene gioco autoreferenziale per far sfoggio della propria cultura. Molto lontano dal "caos dei pensieri" elaborato da Faulkner, per esempio, e molto lontano anche dalla splendida scrittura assolutamente non nozionistica di Céline. Interessante la trovata della frase unica lunga 500 pagine e la volontà e il desiderio di far correre il lettore in lungo e in largo sul Mediterraneo in diverse epoche e contesti, ma quando l´ho finito l´ho semplicemente chiuso e riposto sul mio scaffale.

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    Sandra

    07/04/2017 16.35.58

    Avrei tanto voluto leggerlo, ma la versione ebook ha un problema tecnico e blocca il Tolino a pagina 131. Fin lì splendido. Tocca ricomprarlo di carta, ma certamente ne vale la pena.

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    Ugo

    16/01/2015 10.11.12

    Torrenziale, vorticoso, impietoso, crudele, ispirato, doloroso. Tutto questo ed altro ancora; in una sola parola : magnifico.

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    Falco

    21/03/2014 08.01.53

    Un gran libro! poco da aggiungere ai commenti pubblicati se non che è un viaggio imperdibile in compagnia di uno scrittore che ci regala una cultura sterminata e una scrittura stupefacente.

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    ANDREA VANNINI

    10/12/2013 17.32.22

    A Zona il massimo dei voti. Imperdibile. Si abbandona con dispiacere, è vero, ed il perché è semplice: è un romanzo bellissimo, fatto di miriadi di storie appassionate che si intersecano al ritmo forsennato dei pensieri e dei ricordi di una vita così intensa. Disapprovo Mirkovic, il protagonista, destrorso e fascistoide, così lontano dal mio essere, ma allo stesso tempo lo comprendo, lo trovo accattivante nella sua miseria e solitudine. Simpatico pure perché inevitabile ed incolpevole frutto di un mondo di violenza. Poi, e prima di tutto, tanta ammirazione per la cultura, la conoscenza storica smisurata che Enard dimostra. E' più che raro imbattersi in storie e scrittori di così alto spessore.

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    mattia

    22/05/2011 21.29.33

    confermo e rilancio l'opinione già espressa da valerio si tratta di un libro notevole, difficile da situare, un po' tra il viaggio fino in fondo alla notte di celine per il tema e l'ulisse di un famoso irlandese per la forma si legge d'un fiato, nonostante la lunghezza e lo stile un libro decisamente moderno

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    valerio

    26/03/2011 08.32.49

    È un libro straordinario. Fuori dall'ordinario, perché è sostanzialmente costruito con un unico periodo, senza punti, senza interruzioni, senza maiuscole, lungo 500 pagine; uniche pause le 23 soste alla fine dei capitoli. Ma fuori dall'ordinario anche per la qualità della scrittura, intensa, scorrevole e avvincente. Il ritmo del treno sui binari scandisce il ritmo dei pensieri e dei ricordi del protagonista, che si rincorrono in modo disordinato, ossessivo e avvolgente, conducendo il lettore in un viaggio nello spazio e nel tempo, nel quale la luce vivida dei ricordi fa da contrappunto all'immutabile buio della notte all'esterno del convoglio, così come il loro libero e tortuoso intreccio, nel tempo e nello spazio, fa da contrappunto all'interminabile e obbligata linea retta dei binari, fra Milano e Roma. È un libro asciutto e crudo, epico e lirico. È un libro straordinario, che consiglio di leggere, superando i timori iniziali. Al suo termine, si abbandonerà con dispiacere.

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