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<p>ottime condizioni. ISBN.: 9788833915852</p> <p>ST1183G</p> . 287. . Molto buono (Very Good). . . .
Il viaggio che Gino Segrè, fisico teorico all'Università della Pennsylvania e discendente di una famiglia di fisici, compreso uno zio premio Nobel, ci propone attraverso la storia della temperatura, è gradevole e ricco di insegnamenti. Anzi, più che un viaggio, si tratta di una passeggiata, frutto della condivisione con la moglie, Bettina Yaffe Hoerlin, alla quale il libro è dedicato: "Nel corso di innumerevoli passeggiate, io le descrivevo l'argomento che stavo pensando di affrontare, e lei mi costringeva ogni volta a trasformare la lezione accademica in un racconto". E ci è riuscita benissimo.
Segrè mette subito il lettore a proprio agio, con un'introduzione in cui presenta se stesso e il suo mestiere di fisico con modestia e semplicità. Ora che si è entrati in confidenza si può affrontare il primo capitolo, denso di calore umano: "37 gradi". Perché dalla Groenlandia al Sahara questa è la temperatura costante del nostro corpo? Un adattamento che massimizza la funzionalità delle reazioni biochimiche e l'attività cerebrale. Pagine dove fisiologia, evoluzione, biometeorologia, chiariscono la funzione dei nostri due milioni di ghiandole sudoripare o del grasso isolante di foche e pinguini (da qui l'illustrazione di copertina). E perché ci viene la febbre? Se ne sa ancora pochino, "forse l'aumento della temperatura durante un malanno è semplicemente un modo per stimolare il nostro corpo a incrementare la produzione di hsp", proteine da shock da calore scoperte nel moscerino della frutta.
Già da queste prime pagine si percepisce l'abilità di Segrè nel fare connessioni. Rami diversi della scienza recitano sullo sfondo della temperatura, grandezza fisica sfuggente e compresa tardivamente: "Se dovessi usare la temperatura come parametro per una storia della civiltà, citerei i fuochi sempre più caldi prodotti dagli uomini man mano che si trasformavano da cacciatori-raccoglitori in abitanti di villaggi e fabbricanti di utensili", e puntuale giunge la descrizione dei focolari dell'età della pietra, dei forni per cuocere argilla e fondere minerali, fino all'era nucleare. Il secondo capitolo sviluppa un punto centrale dell'argomento, la storia della misura termica: scale e termometri attraverso l'opera di Galileo, Fahrenheit e Celsius. Questo forse è l'unico passaggio del libro che appare un po' sbrigativo, non sono citati Rèaumur e Rankine e si sente la mancanza di qualche pagina dedicata alla tecnologia del termometro (a liquido, a lamina bimetallica, a gas, e a tutti i moderni strumenti elettronici, fino ai radiometri satellitari all'infrarosso che misurano la temperatura terrestre dallo spazio, e aiutano i militari a vedere al buio, o ancora, all'ingegnoso metodo dei coni pirometrici, minerali che fondono a precise temperature usati nei forni ceramici, ideati da Hermann Seger, chimico e ceramista tedesco ottocentesco). Un suggerimento per arricchire la prossima edizione.
Più appagante la trattazione della storia della termodinamica, con giganti come Boyle, Watt, Joule, Carnot, Thomson, Boltzmann. L'attualità non poteva mancare, con una sintesi sul riscaldamento globale tra effetto serra, protocollo di Kyoto, correnti oceaniche, storia delle glaciazioni, con il bel quadretto sul dimenticato James Croll. Però, quando si parla di carote glaciali, Segré dimentica un altro importante metodo per la misura della temperatura del passato: il rapporto isotopico tra ossigeno 16 e ossigeno 18. Quanto alla concentrazione di CO2, era 360 ppm nel 1995, l'aggiornamento alle attuali 380 ppm sarebbe stato opportuno.
Nel capitolo La vita in condizioni estreme ci si tuffa negli scuri abissi marini a incontrare bollenti bocche idrotermali: una descrizione inconsueta e appassionante su organismi che prosperano a temperature apparentemente incompatibili con la vita, i termofili, da cui il titolo dell'edizione italiana (quella originale americana era A Matter of Degrees ). Segré ci accompagna nel sommergibile Alvin, e viaggia anche negli abissi del tempo, domandandosi se questi organismi "estremofili" non siano stati forse gli unici esseri a garantire la continuità della vita durante i periodi bui della terra, quando glaciazioni o impatti meteoritici causavano in superficie estinzioni di massa. Riemergiamo dall'oceano non senza un cenno alla storia delle esplorazioni subacquee, legata all'invenzione della "batisfera" che Segrè attribuisce ai newyorchesi Beebe e Barton verso il 1920: in realtà il primato va al negletto ed eccentrico poeta piemontese Pietro Corzetto Vignot (1850-1921), che già nel 1896 costruì e collaudò la "sfera metidrica" nel mare di Lerici, dilapidando tutti i suoi averi. Un'informazione locale finita nel dimenticatoio, a Segré il compito di farla presente agli americani, sempre nella prossima edizione.
Dalla terra ci spostiamo sul sole, facendo conoscenza con Gamow, Rutherford, Bethe, e pure con il neutrino: in questa sezione - si vede che è argomento in cui Segrè ha grande competenza - ci si trova a vagare con naturalezza tra stelle e buchi neri. Nelle ultime pagine, in compagnia di Faraday, Kamerlingh Onnes, Einstein e altri pezzi grossi della scienza, mentre ci spiega come si è giunti a fabbricare in laboratorio un freddo vicinissimo allo zero assoluto, Segré ha il merito di far capire anche al lettore più refrattario che cosa sia la fisica quantistica. Ora che la curiosità è attivata e le connessioni sono state fatte, l'ampia bibliografia ragionata permetterà a chi vuole di proseguire la passeggiata verso altre mete.
Luca Mercalli
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