Cambiare l'acqua ai fiori

Valérie Perrin

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Editore: E/O
Collana: Dal mondo
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 10 luglio 2019
Pagine: 476 p., Brossura
  • EAN: 9788833570990

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

«Per chi ama l'originalità e l'ironia intelligente della comédie française, sarà un piacere leggere "Cambiare l'acqua ai fiori" di Valérie Perrin» - Venerdì di Repubblica

«Una storia che con toni lievi preme sul cuore, Violette è una protagonista che fa bene e non somiglia a nessun'altra» - la Stampa

«Un libro sull'amore silenzioso. Un romanzo che vorresti non finisse mai» - Luciana Littizzetto

«Un romanzo avvincente, commovente e ironico la cui lezione universale è la bellezza della semplicità e l’eterna giovinezza in cui ci mantiene il sogno»

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.

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    Chiara

    27/09/2020 12:41:08

    All'inizio ho avuto qualche difficoltà a farmi coinvolgere, cimitero, lapidi e funerali...ma poi la storia mi ha presa per mano e devo dire che mi è piaciuto molto camminare insieme ai protagonisti. . Libro originale, con tanti spunti di riflessione, veramente brava l'autrice

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    Alessandra

    27/09/2020 09:38:40

    Libro molto sopravvalutato,banale nello stile e nei contenuti. Adatto a lettori alle prime armi

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    beba

    23/09/2020 14:41:27

    Carino scorre bene un po’ troppo stucchevole

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    babsibbz

    21/09/2020 10:25:11

    Sono apparsi i titoli di coda, ho chiuso il libro ed è finito il film. Sarò banale, commerciale forse, ma per me questo libro è stato prevalentemente visivo. Ho ammirato i paesaggi, ascoltato canzoni, sulla spiaggia della Calanche ho sentito il sale sulla pelle, ho partecipato delle ineluttabili sofferenze altrui, ho percepito miserie e grandezze dell’animo umano, sono entrata negli infiniti antri del cuore, ho accarezzato gatti, visto code scodinzolanti venirmi incontro, annusato il profumo dei fiori nel l’orto. Sono stata di nuovo mamma, mi si è dilaniato il cuore, provato tenerezza per piccole mani e risate innocenti...la morte è stata sempre presente, ma solo per esaltare l’unicità e la grandezza della vita

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    marcella

    20/09/2020 17:48:05

    Assolutamente sopravvalutato. Come stile si lascia leggere bene, ma ci sono degli eccessi di romanticismo che rendono il tutto stucchevole. Alcuni personaggi sono banali, altri poco credibili, le vicende narrate accumulano sfortune su sfortune - è vero che siamo in un cimitero, ma anche prima di arrivarci... Sembra un "Harmony" per intellettuali! Alla fine vuoi solo che si arrivi alla soluzione dell'intrigo - che cmq è deludente. Non lo consiglierei.

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    BARBAZUK

    15/09/2020 09:49:29

    Un tocco leggero e raffinato per una storia che di leggero e raffinato non avrebbe nulla. Le vicissitudini di una donna , cui il vento sembra soffiare sempre in senso contrario fin dal primo vagito,ma che con caparbietà resta aggrappata a quel minimo appiglio che le consente di non volare via. Ci si affeziona a Violette per quel suo essere donna che accoglie sempre, che sa offrire ad ognuno quel tè caldo o quel bicchierino di porto giusto al momento giusto, per essere una che sa ascoltare anche se avrebbe tanto da dire. Mi son goduta davvero queste pagine!

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    roberta

    13/09/2020 13:53:26

    Libro scritto molto bene , con una ambientazione insolita e varie storie che si intrecciano. Nonostante l'entusiasmo pressoché generale non mi ha convinto pienamente, descrive un mondo troppo romantico e solidale , assai diverso da quello reale . Vari flashback che sanno molto di cinematografico. Non sempre la vita prevale sulla morte e ci dà una seconda chance.

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    Giulia

    11/09/2020 14:25:48

    Altamente consigliato perché altamente poetico.Poetico non nel senso di distaccato dalla realtà;anzi,"Cambiare l’acqua ai fiori" è un romanzo estremamente radicato nella concretezza.Stiamo pur sempre parlando di una trama sviluppata intorno al personaggio di Violette,che ci appare inizialmente come una bella ed elegante signora che fa da guardiana ad un cimitero sperduto nelle campagne della Borgogna.Le prime pagine ci illudono,questo si può dire. Ci aspetteremmo un romanzo basato su qualche pettegolezzo – pure avvincente - di amanti, vedovi, figli in visita alle tombe dei propri cari sepolti a Brancion en Chalon (ai visitatori del cimitero viene spontaneo “confessarsi” con l’eterea e discreta guardiana);tutto ciò,fino all’entrata in scena del misterioso commissario marsigliese Julien,il quale avrà da raccontare vicende decisamente interessanti sul proprio passato familiare e qualcosa di inaspettato avrà da svelarci anche sul passato di Violette.Il fascino della scrittura dell’autrice Valérie Perrin passa anche attraverso questo:personaggi, molti e dalle storie apparentemente scollegate, in realtà frammenti di un’unica narrazione.Ogni cosa ha un significato,per quanto talvolta difficilmente comprensibile nella confusione del tempo presente e nulla,ma proprio nulla, è esclusivamente ciò che appare.Tutto ruota attorno alla vita e alla morte in questo romanzo, realmente e metaforicamente,ma con una apprezzabilissima inversione di senso che non scomoda visioni religiose o filosofiche dell’esistenza:semplicemente, è possibile che la morte generi vita. Oppure,che la morte si trasformi in vita;anche quando il suolo sembra essersi irrimediabilmente inaridito.E’ così che emerge,nelle ultime pagine,il senso di Cambiare l’acqua ai fiori,tramite l’amalgamarsi della dimensione passata e quella presente di Violette (un altro mondo) e dei personaggi che popolano la sua vita.Il tempo,così centrale nella nostra percezione della verità!In tanti scrivono di questa storia e fanno bene!

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    ivana

    10/09/2020 18:16:11

    Bellissimo....avrei voluto che il romanzo non finisse più. Mi ha emozionato, mi ha commosso, mi ha lasciato senza fiato. Ho amato Violette fin dalla prima pagina....questa donna forte come una roccia, coraggiosa, tenace, ma anche dolce, tenera, amorevole. Bellissimi poi gli epitaffi che intitolano ogni capitolo. Buona lettura!

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    graziella

    09/09/2020 13:38:37

    Bellissimo romanzo appena finito di leggere. Delicato, emozionante, convincente. L'amore lega i personaggi e loro ci parlano della vita e del dolore. Ma lo fanno in modo pacato, senza drammatizzare, così come dovremmo fare noi davanti a una disgrazia. Il cimitero così diventa un bellissimo giardino, oasi di pace per chi vuole raccogliersi in solitudine. L'orto fonte di ricchezza alimentare e di lavoro con le mani nella terra e nel rispetto della natura. Sascha il maestro, colui che cura i dolori dell'anima e del corpo, esce tridimensionale da quelle pagine: posso vederlo. Tutti i personaggi sono descritti in modo mirabile, ne senti anche l'odore. Veramente bello, mi ha lasciato tanta serenità.

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    Meraviglioso

    08/09/2020 14:51:07

    Questo libro mi è entrato nel cuore. Uno dei più belli letti ultimamente. Mi è dispiaciuto solo averlo finito, mi mancherà Violette. Nel libro vengono narrate due storie in parallelo ma è soprattutto la storia della vita di Violette a catturare l'attenzione. Violette è una donna carismatica, con un passato difficile con una vita ingiusta ma il tutto viene raccontato in maniera scorrevole. Pagina dopo pagina ti ritrovi a tratti a ridere per i personaggi bizzarri e particolari e a tratti a piangere. Una storia che non si dimentica. Sulla fiducia leggerò il secondo libro di questa autrice.

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    pax

    08/09/2020 06:00:37

    Uno dei libri più carini letti negli ultimi anni. L’autrice è brava (non perfetta, ma brava) , la storia è commovente e ti prende fino all’ultima pagina. È un libro che da’ speranza, che ti mostra il mondo da un punto di vista insolito. Consigliato

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    fsca

    06/09/2020 12:30:51

    Un libro che non dimenticherò. Originale, delicato, un libro al quale ti affezioni da conservare e rileggere. Molto bello

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    Cinzia Cappelli

    05/09/2020 20:15:58

    Un romanzo che,per certi versi,ricorda "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery anche se "L'eleganza del riccio" è incentrato su Madame Michel e Paloma,mentre qui il palcoscenico è più ampio:un romanzo corale dove, comunque,la protagonista indiscussa resta Violette Toussaint. Un romanzo avvincente e scorrevole, ricco di citazioni da sottolineare, che coinvolge sin dalle prime pagine e che, con delicatezza, affronta la tematica della morte, qualcosa a cui non si può sfuggire, ma che fa parte della vita: se non ci fosse la morte,non ci sarebbe nemmeno la vita ed è proprio in virtù a morte che dobbiamo godere appieno il tempo che ci viene concesso. Un romanzo che ci insegna l'importanza delle scelte poiché tutto ciò che noi compiamo decide non solo il percorso della nostra esistenza ma anche di quella degli altri e che ci insegna a non giudicare dalle apparenze ma ad andare oltre, perché dietro ai comportamenti delle persone vi può essere altro da ciò che noi immaginiamo ci sia. Un'opera se vogliamo triste, ma di una tristezza dolce che arriva al cuore e che nel cuore rimane Perché se la morte è ineluttabile,l'amore è e resta comunque più forte di tutto.

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    Tomas

    04/09/2020 19:30:08

    Carino

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    Giulls

    03/09/2020 18:35:05

    Darei 3 stelline e mezzo. Il libro è carino, si legge bene e anche l'intreccio non è male. A tratti l'ho trovato un po lento, secondo me non merita tutta la pubblicità e l'entusiasmo che si porta dietro. Un libro che si lascia leggere e si lascia anche dimenticare

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    Aledifra

    30/08/2020 10:44:30

    Convinta dalle buone recensioni ho deciso di leggere questo romanzo anche se già dal titolo non mi avesse suscitato particolare interesse . E avrei fatto bene ad assecondare le mie sensazioni. Letto con grande fatica non posso che dare un giudizio negativo. Tripudio delle disgrazie e di eventi tragici che rendono la storia poco credibile e di una noia mortale. Non lo consiglio.

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    mntodaro

    30/08/2020 10:38:26

    Un romanzo costruito a tavolino senza nessuno spessore reale; scritto in modo sapiente per cogliere i punti di commozione collettiva che mettano d'accordo tutti. Valore letterario inesistente. Una storia per passare il tempo estivo e pentirsene poi, presenta anche dei momenti violenti discutibili e molto fastidiosi.

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    originale ma non eccezionale

    30/08/2020 03:12:11

    Senza infamia e senza lode, apparte l'originalità del tema

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    Gervy

    29/08/2020 17:34:58

    Ho letto il libro sulla scia dei giudizi molto positivi e alla fine devo ammettere che è decisamente sopravvalutato, lo considero uno di quei romanzi che va avanti soprattutto grazie al passaparola..perché benché sia scritto bene, risulta noioso e hai costantemente la sensazione che la storia “non decolli”. L’ho trovato inutilmente lungo e davvero poco appassionante, scontato e poco avvincente..

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La casa dove vive Violette è profumata. Sa di candele, tè, saponi, altre candele e altri romanzi. La casa di Violette si trova al limitare di un cimitero di cui Violette è guardiana. E no, questa storia non parla solo di morte, di donne che si strappano capelli sulla tomba e di una triste guardiana che passa la sua vita col capo chino sui fiori; è malinconico, sì, c’è da ammetterlo, ma tra le pagine si scorge una luce inaspettata. Si intravedono germogli che, crescendo tra le crepe di un terreno che si credeva arido, danno vita a un romanzo infinitamente toccante. Mai forzato. Mai ripetitivo. Con grande delicatezza Valérie Perrin, in questa pubblicazione per l’editore E/O, costruisce magistralmente un coro di voci tra cui risalta quella di Violette.

Ho cominciato malissimo. Sono nata con un parto in anonimato nelle Ardenne. Il giorno in cui sono venuta al mondo non ho pianto, così mi hanno appoggiato in un angolo come un pacco da 2,670 kg senza francobollo. Nata morta. Bambina senza vita e senza cognome. L’ostetrica doveva trovarmi in fretta un nome da scrivere sul modulo, e ha scelto Violette.

Scaldata dal tepore di un termosifone, Violette riprende vita e cresce. Passa un’infanzia in silenzio, convinta che meno darà fastidio, più possibilità avrà di non essere lasciata dall’ennesima famiglia affidataria. Cresce con la consistenza di un fantasma invisibile, finché un giorno i suoi occhi non si posano su Philippe. Bello da togliere il fiato. Avido di avere su di sé gli sguardi truccati delle donne. Ma questa volta è diverso. Questa volta anche Philippe ricambia lo sguardo. Perché lui, Violette, la desidera.

La mia ombra era sempre in quella di Philippe. Mi risucchiava, mi beveva, mi avviluppava, era di una sensualità pazzesca. Mi si squagliava in bocca come caramello, come zucchero filato. Ero perennemente in festa. Se ripenso a quel periodo mi vedo come al luna park.

Ma questa non è solo la storia del matrimonio infelice di Violette e Philippe. È la storia di Célia, la prima amica che Violette abbia mai avuto. È la storia di Luc e Françoise, la giovane zia dalla gonna troppo corta. È la storia di Sasha, guardiano e guaritore, il primo che riesce a far ridere una madre cui viene strappata la figlia. Ed è anche la storia di Julian, un poliziotto che da Marsiglia arriva alle porte del cimitero in cerca di risposte. Sarà che è un poliziotto, e un poliziotto deve portare dietro di sé una scia di misteri da risolvere, ma da quando compare nel romanzo, le pagine si popolano di domande. Le vite di tutti si intrecciano, si scontrano, si separano, facendo emergere urgenze fino ad allora sconosciute. Urgenze che il lettore beve, ubriacandosi, fino all’ultima pagina.

Chiudo il diario di Irène col cuore pesante, come si chiude un romanzo di cui ci si è innamorati, un romanzo amico da cui ci si separa a fatica, che vogliamo tenere accanto a noi, a portata di mano. […] Quando tornerò a casa lo metterò tra i libri che tengo preziosamente sulle mensole di camera mia.

Con calma, dunque, gustatevi ogni parola che – calibrata, affilata, precisa – dipinge un quadro popolato di personaggi vividi e reali. Una cartolina di uno squisito borgo francese.

Recensione di Federica Martina Iarrera

Principale, ma non unica voce narrante di questo insolito e commovente romanzo di Valérie Perrin – moglie del regista Claude Lelouch – alla sua seconda prova letteraria, è Violette Toussaint, abbandonata in fasce da una madre che non ha mai conosciuto. Un’infanzia passata migrando da una famiglia affidataria all’altra, Violette, non ancora diciottenne, ha trovato lavoro come barista. Sera dopo sera, serve colui che diventerà il suo futuro marito, il bellissimo e fatuo Philippe, finché costui, benché attorniato da una miriade di ammiratrici alle quali pare incapace di resistere, non si accorgerà di lei. Travolti da una passione struggente, andranno a vivere insieme nella monocamera che Philippe, unico figlio di una coppia benestante di dirigenti delle poste, ha ricevuto in dono dai genitori. Genitori che mai accetteranno la sua unione con Violette, considerandola una poco di buono, inadeguata al loro adorato e splendido Philippe. E non cambieranno idea neppure quando lei resterà incinta dando poi alla luce una bambina: Léonine.

Con la nascita della piccola, Philippe, che non ha mai combinato alcunché nella vita, accetterà di diventare casellante presso la stazioncina ferroviaria di Malgrange-sur-Nancy e si trasferirà lì con Violette. Ma sarà lei, alla fine, a occuparsi di tutto: figlia, casa, passaggio a livello. Perché Philippe, in testa, ha solo la sua motocicletta, i videogiochi e le donne, tutte le donne possibili.

Eppure, sebbene delusa nel suo sogno di amore e futuro, Violette non si arrende. Si prende cura di sua figlia con profondo amore e devozione, impara di nuovo a leggere e nonostante la presenza/assenza di Philippe, trova una sua dimensione di serenità e appagamento nella vita faticosa e monotona di casellante. Questo finché un evento terribile non sconvolgerà l’esistenza non solo di Violette, ma di molti altri comprimari della vicenda. Philippe e Violette lasceranno la stazione ferroviaria e diventeranno i guardiani del cimitero di Brancion-en-Chalon.

In realtà è da qui che il racconto ha inizio con una serie ininterrotta di flashback e digressioni che, come i rami di un albero frondoso, arricchiscono la storia principale narrata da Violette in prima persona, con le voci di Célia, Iréne Fayolle, Sasha, Luc e Françoise Pelletier e dello stesso Philippe che rivelerà, pagina dopo pagina, una natura ben diversa da quella iniziale. Ciascun personaggio, con le sue memorie di dolori, passioni, momenti di pura felicità e indicibile disperazione, racconterà in terza persona, nelle parole di Violette o attraverso un diario la propria vita.

E se di primo acchito un cimitero può sembrare un luogo improponibile dove ambientare un romanzo, la Perrin riesce con rara maestria a renderlo addirittura gradevole e di sicuro interessante e speciale. Proprio qui e grazie a Sasha, il precedente guardiano, Violette imparerà di nuovo a vivere, a prendersi cura di un orto, dei fiori, delle tombe abbandonate e a trasformare la propria casa in un luogo di pace e accoglienza per i parenti dei defunti e i tanti animali abbandonati dei dintorni. Accompagnata per tutto il racconto dal libro di John Irving ‘Le regole della Casa del sidro’, Violette tornerà a innamorarsi, a ritrovare la speranza e a vedere un futuro proprio in un luogo, il cimitero di Brancion-en-Chalon, dove il futuro ha fine per tanti.

Cambiare l’acqua ai fiori è un romanzo, ma presenta, come si accorgerà chi vorrà leggerlo, anche un risvolto giallo la cui soluzione ci aspetta solo alla fine, inattesa e terribile come solo la vita vera talvolta riesce a essere.

La Perrin scrive e descrive ogni accadimento con garbo e senza compiacersi né del bene né del male che i suoi personaggi compiono, creando figure piene, dense e indimenticabili e raccontandoci quante diverse facce possa mostrare l’amore e come la vita stessa e pure la morte riservino infinite sorprese a chi abbia voglia di ascoltare e capire.

  • Valérie Perrin Cover

    Valérie Perrin ha lavorato a lungo come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Il suo romanzo d'esordio, Il quaderno dell'amore perduto, è stato pubblicato in Italia da Nord nel 2016. Nel 2019 Cambiare l'acqua ai fiori viene pubblicato in Italia da E/O. Approfondisci
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