Recensioni E adesso, pover'uomo?

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    05/08/2020 18:44:10

    Avevo già letto "Ognuno muore solo". Altro registro. La signora di Pinneberg (Emma) è piuttosto antipatica, all'inizio, supponente. Migliora mano mano che si dipana la vicenda, che è raccontata in maniera lieve, talvolta quasi umoristica. Che succederà, poi?

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    01/07/2020 19:53:36

    Bellissimo, e purtroppo poco conosciuto, anche perché il film che ne fu tratto non ebbe grande successo e fu misconosciuto dal romanziere. Ciuffetto rimane un personaggio unico. Le peripezie di una giovane coppia di sposati nella agonizzante Repubblica di Weimar prima dell'avvento del regime nazista. Uno di quei libri magici che rimangono nella memoria e che ogni tanto pretendono di essere riletti, conservando ad ogni lettura il fascino della prima volta.

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    30/05/2017 15:58:05

    Echi di Remarque e di Pratolini in questo semplice e bel romanzo di Fallada. Un piccolo uomo e la sua famiglia, precipitati nell'indigenza, testimoni disillusi di un mondo troppo crudele e dei suoi meccanismi spietati. Ma dalla miseria forse ci si risolleverà, almeno è questa la speranza (o l'illusione? ) del bel finale. Da leggere per riscoprire un Autore spesso dimenticato.

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    18/03/2017 17:46:09

    Ingredienti: una coppia di neosposini che si affacciano al mondo, le preoccupazioni per la casa, il lavoro e un figlio in arrivo, la Germania degli anni ’30 in piena crisi economica, una società che affama e incattivisce gli ultimi e i più deboli. Consigliato: a chi vuol capire le origini e le cause del nazismo, a chi ha a cuore i problemi sociali e il destino dei più umili.

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    09/03/2015 14:52:49

    Di una semplicità e di una scorrevolezza disarmanti. 560 pagine (anche se, si badi bene, nella versione pocket della Sellerio) lette in una manciata di giorni. Procedendo nella lettura ci si affeziona sempre di più ai due protagonisti, due esseri insignificanti che si dibattono fra i quotidiani problemi, comuni alla povera gente, in un periodo storico (la Germania dei primi anni '30, gli anni in cui si gettano le basi per l'avvento del Nazismo) che presenta inquietanti parallelismi con gli anni in cui viviamo (basti vedere ciò che sta succedendo in Grecia per rendersene conto). Non un capolavoro ai livelli di "Ognuno muore solo", ma certamente un'opera di grande spessore che, seppur permeata di un pessimismo di fondo, trasmette un messaggio di speranza: nella disperazione, nel grigiore di una vita di stenti, la famiglia rimane pur sempre un'àncora di salvataggio e un porto felice

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    21/05/2013 17:35:28

    leggetelo: vi affezionerete ai protagonisti, condividerete le loro aspirazioni, soffrirete per le loro delusioni, e alla fine del romanzo vi mancheranno. Un'opera di altissimo valore. Un grandissimo scrittore.

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    03/05/2013 11:11:28

    Libro che purtroppo riprende problematiche in cui la crisi economica ci ha ributtato dentro. Lo consiglio vivamente e non bisogna lasciarsi prendere dal pessimismo mentre lo leggiamo. Le ultime pagine, secondo me, donano un segnale per superare questi tristi momenti che stiamo vivendo.

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    28/01/2013 14:05:13

    Illuminante, in particolare se vi siete chiesti come abbia potuto radicarsi in Germania il nazismo. Da leggere anche l'altro di Fallada "Ognuno muore solo" che invece ci fa capire perché in Germania la resistenza al nazismo sia stata così debole.

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    27/11/2012 18:35:50

    Dopo aver letto Ognuno muore solo avevo molta voglia di leggere ancora un libro di Fallada, autore che non conoscevo fino a qualche mese fa ma che ora mi rammarico abbia scritto così poco. Anche questa sua opera è davvero graziosa e ben scritta, pur nella sua estrema semplicità. Ma attenzione.....semplice non vuol dire affatto banale. La storia è quella di una coppia che vive a stento, nella Repubblica di Weimar, quindi nel periodo immediatamente antecedente l'avvento del nazismo. Molte volte nel libro i protagonisti parlano di quello che potrebbero votare alle elezioni successive. Ed i personaggi del racconto racchiudono tutta la confusione che si respirava in quel particolare momento storico.....comunisti ultra convinti da una parte, con i relativi sindacati che iniziano a formarsi in modo radicato, e nazisti che sempre più si espandono, facendosi portatori di quella idea di sicurezza e giustizia che avrà poi fatto la loro fortuna. Johannes e Lämmchen si muovono in questo ambiente, da un licenziamento all'altro di lui finché non sarà lei a trovare un lavoro che li mantenga. I due sposini passano da una disavventura all'altra, da una catapecchia all'altra, ma non si abbattono mai, si fanno forza l'un l'altro e da questo ne derivano delle scene di una tenerezza unica. Qui non posso non dar ragione al commento precedente che definisce questo romanzo come un romanzo d'amore. Davvero un libro da leggere e su cui riflettere per capire come sia stato possibile che dalla Repubblica di Weimar si sia poi passati al nazismo. Guardando certi personaggi presenti nel racconto lo si può benissimo intuire.

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    27/08/2012 12:56:22

    Scritto e ambientato nel periodo più difficile della Germania di Weimar, ricorda molto da vicino la letteratura americana della Grande Depressione, ma - in modo ancora più impressionante - il delicato momento che l'Europa sta oggi vivendo. E ciò che colpisce non sono gli effetti, bensì le cause: allora, come oggi, "i responsabili dell'economia hanno potuto rimanere se stessi, pur avendo compiuto mille errori, e la gente che sta in basso viene umiliata e calpestata, pur avendo fatto sempre il proprio dovere...". Grande lezione di Storia e di umanità. PS: un plauso particolare alla magistrale traduzione di Mario Rubino, che ha restituito grande dignità al testo, rispettandone in pieno i contenuti e riportando a perfezione il clima dell'epoca.

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    30/11/2009 17:51:00

    Ammettiamolo: ci sono stati un paio di momenti in cui ho avuto la tentazione di appellarmi ai sacrosanti diritti del lettore di Pennac e per lo meno di saltare le pagine per raggiungere un punto in cui la narrazione procedesse in maniera piu’rapida. Poi ho resistito e ho letto tutto. Il romanzo e’stato scritto nel ’32, non si puo’certo pretendere che abbia la scorrevolezza di Dan Brown. Ma (per fortuna) ha anche tutt’altro spessore. I due protagonisti passano attraverso una serie infinita di problemi finanziari – Johannes viene licenziato piu’volte e Lammchen trovera’lavoro solo alla fine del romanzo per mantenere il marito e il bimbo che nel frattempo hanno avuto – e da una casa in affitto, a una stanza che concede loro la memorabile mamma di lui, grossolana tenutaria di un bordello berlinese, a un magazzino sopra il laboratorio di un ebanista, a una microscopica baracca alle porte di Berlino. I soldi si estinguono, il cibo viene razionato, ogni spesa ponderata al millesimo. Ma mentre Johannes spesso si lascia andare a crisi di pessimismo e rassegnazione, dopo dure giornate di vessazioni nel suo lavoro da impiegato, Lammchen invece, giorno dopo giorno, diventa da fresca sposa bambina (tenerissime la pagine in cui annacqua la minestra di piselli perche’non sa regolare di acqua o quando mangia tutto il salmone crudo appena comprato per una voglia improvvisa), la forza della coppia, sempre pronta a confortare e incoraggiare il marito nel perseguire l’onesta’ e la mitezza. E’uno splendido romanzo d’Amore – con la A maiuscola – che non scende mai a melensaggini (e come si poteva essere sdolcinati in quegli anni?) ma che lo rappresenta come dev’essere davvero: solido, intenso e passionale, cosi’da controbattere qualunque avversita’. E si’, viene piu’volte da chiedersi, esattamente come succedeva leggendo Tempo di vivere, tempo di morire di Remarque, come diavolo, da persone come i Pinneberg, abbiano potuto nascere le SS.

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    08/01/2009 19:01:05

    Amara Hans Fallada è facile soprattutto dopo aver letto "Ognuno muore solo" definito da Primo Levi - uno dei più bei libri sulla resistenza tedesca contro il Nazismo -. La storia narrata in questo romanzo, scritta nel 1932 indica il prossimo futuro che lo stato tedesco dovrà vivere, un popolo non pronto ad essere martoriato e mortificato dalla ferocia, dalla violenza e dalla volgarità. E' comunque di un'attualità impressionante, la Germania sta vivendo un periodo di grande crisi economica, i lavoratori minacciati dai datori di lavoro di licenziamento se non riescono a raggiungere le vendite prefissate (oggi li chiamano budget!!), il popolo diviso nettamente in Ricchi e Poveri ed infine un'ultima analogia: Un uomo solo governava la nazione..........................

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