L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare (DCA) complesso e stratificato, di cui l'alterazione della percezione corporea rappresenta "soltanto" la conseguenza immediatamente visibile di un disagio radicato nel profondo. Come per tutti i disturbi alimentari (bulimia, binge eating, ortoressia...), essa non si riduce alla sola restrizione alimentare o alla perdita di peso: si tratta di una malattia psicologica sfaccettata, che trasforma un disagio interiore - fragilità, traumi, difficoltà relazionali – in un linguaggio corporeo.
Il corpo diventa il riflesso di ciò che c'è dentro. Il controllo del cibo, delle calorie, del peso non è un capriccio e non è vanità: è un tentativo di dare forma e ordine a un malessere. Monitorare con ossessività i cambiamenti corporei significa spesso provare a gestire il dolore, l’ansia, il senso di inadeguatezza.
La storia di ogni persona che soffre di disturbi alimentari mostra con evidenza che il corpo non è l’origine del problema, ma piuttosto la manifestazione conclusiva di una lunga catena di esperienze traumatiche e incisive. Sono malattie mentali e, come per ogni altra malattia, il primo passo per affrontarle è riconoscerle per ciò che sono e attribuire loro la giusta dignità e attenzione. La letteratura sull’anoressia contribuisce a superare stereotipi e semplificazioni, restituendo complessità a una realtà spesso raccontata in modo riduttivo. E soprattutto infonde speranza, perché, se riconosciuti e affiancati a un percorso terapeutico mirato, dai disturbi alimentari è possibile guarire.
I libri sul tema interessano chi cerca una definizione clinica chiara, ma anche chi vuole comprendere l’evoluzione storica del disturbo dalla fine dell’Ottocento alle attuali classificazioni psichiatriche. Una parte dei volumi ricostruisce le prime descrizioni di William Gull e Charles Lasègue nel 1873, collegandole alla nascita della psichiatria moderna e ai successivi criteri del DSM-5 e dell’ICD-11. Alcuni titoli approfondiscono i meccanismi psicologici e familiari, con analisi sistemiche e psicodinamiche sviluppate nel secondo Novecento. Sono presenti studi dedicati all’organizzazione dei servizi di cura, ai centri per i disturbi alimentari e alle linee guida del Servizio Sanitario Nazionale, offrendo un inquadramento istituzionale e terapeutico.