L’intelligenza vegetale è un ambito di ricerca che studia le capacità adattive, comunicative e decisionali delle piante. Si sviluppa tra biologia, ecologia e neuroscienze a partire dagli anni Duemila.
L’interesse per l’intelligenza vegetale nasce da una ridefinizione del concetto di intelligenza in ambito biologico. Alcuni titoli esplorano il tema in chiave definitoria e teorica, interrogandosi su cosa significhi “intelligenza” senza sistema nervoso, a partire dalle ricerche di Stefano Mancuso e del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze. La ricerca coinvolge botanica sperimentale, fisiologia vegetale ed ecologia comportamentale.
Una parte dei volumi analizza gli esperimenti su comunicazione chimica, memoria adattiva e percezione ambientale, con studi che discutono segnali elettrochimici, reti radicali e risposta agli stress. Un nodo centrale riguarda la nozione di cognizione distribuita, applicata ai sistemi radicali e alle reti micorriziche.Sono saggi dedicati a chi cerca un inquadramento scientifico aggiornato e comparativo. Sono presenti studi che affrontano il dibattito istituzionale e metodologico: l’uso del termine “neurobiologia vegetale” ha suscitato confronto nella comunità accademica internazionale. Questo filone interessa a chi vuole comprendere le posizioni di università, riviste scientifiche e società botaniche. Il confronto con le neuroscienze cognitive rimane metodologicamente controverso. Altri contributi si concentrano sulle implicazioni etiche ed ecologiche, collegando l’intelligenza vegetale ai temi della sostenibilità, dell’agroecologia e del rapporto tra l'uomo e il mondo vegetale.