La ludopatia è un disturbo comportamentale caratterizzato da gioco d’azzardo persistente e problematico. È riconosciuta come Gambling Disorder nel DSM-5, pubblicato dall’American Psychiatric Association nel 2013.
I saggi dedicati alla ludopatia rispondono a intenti definitori, clinici e istituzionali. Alcuni titoli chiariscono la differenza tra gioco ricreativo e dipendenza patologica, illustrando criteri diagnostici, craving e perdita di controllo. Una parte dei volumi propone strumenti operativi per la presa in carico, con riferimento alla terapia cognitivo-comportamentale e ai programmi dei Servizi per le Dipendenze (SerD) del Servizio Sanitario Nazionale. Sono presenti studi che analizzano la regolazione del settore, dalle norme italiane sul gioco pubblico alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di salute mentale. Interessa a chi cerca comprensione clinica del fenomeno, ma anche a educatori, amministratori locali e operatori sociali.
Il tema è affrontato in psicologia clinica, psichiatria e sanità pubblica. L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato monitoraggi epidemiologici sulla diffusione del gioco d’azzardo problematico in Italia. L’International Classification of Diseases (ICD-11), adottata dall’OMS nel 2019, include il disturbo da gioco tra le condizioni legate ai comportamenti di dipendenza. L’espansione delle piattaforme online dopo il 2008 ha modificato modalità di accesso e profilo di rischio.
Un filone approfondisce comorbilità con depressione e disturbi da uso di sostanze, utilizzando concetti come impulsività e disregolazione emotiva. Un altro si concentra su prevenzione e politiche pubbliche, includendo limiti alla pubblicità, autoesclusione e tracciabilità delle giocate. Termini come gioco d’azzardo patologico, dipendenza comportamentale e riduzione del danno orientano la ricerca specialistica e l’esplorazione tematica.