Santa Rita da Cascia (1381–1457) fu una religiosa agostiniana umbra, venerata per la sua esperienza mistica e per la devozione alla Passione di Cristo. Canonizzata nel 1900, è tra le sante più popolari del cattolicesimo italiano.
Le pubblicazioni dedicate a Rita da Cascia intrecciano profilo biografico e contesto storico dell’Umbria tra tardo Medioevo e primo Rinascimento. Alcuni saggi ricostruiscono la vita dalla nascita a Roccaporena fino all’ingresso nel monastero di Santa Maria Maddalena a Cascia, esaminando fonti agiografiche e tradizione devozionale. Una parte dei volumi affronta il processo di beatificazione avviato nel XVII secolo e la canonizzazione proclamata da Leone XIII nel 1900, utile per chi studia le procedure della Chiesa cattolica e la Congregazione dei Riti. Sono presenti studi spirituali sulla simbologia della spina sulla fronte, sulla meditazione della Passione e sulla spiritualità agostiniana, con attenzione alla Regola di sant’Agostino. Questo ambito interessa a chi cerca libri su santità femminile, storia religiosa e pratiche devozionali.
La figura di Rita è legata alla categoria delle “cause impossibili”, formula devozionale consolidata tra Otto e Novecento. Il culto si sviluppò attorno al monastero di Cascia e al santuario moderno, divenuto meta di pellegrinaggi internazionali. Le fonti includono la Vita latina del XV secolo e testimonianze processuali conservate negli archivi ecclesiastici. Termini come stigmatizzazione, intercessione e culto popolare orientano ricerche in ambito di teologia spirituale, antropologia religiosa e storia delle istituzioni ecclesiastiche.