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“O costor non saranno dalla morte vinti o ella gli ucciderà lieti”
Torniamo indietro nei secoli: immaginiamo per un attimo l’acciottolato di Firenze, il suono mortifero dei carri sul selciato, l’odore dei cadaveri impilati l’uno sull’altro. È il 1348, e la peste imperversa. In questo scenario tragico , Giovanni Boccaccio compie un’ impresa che ha del miracoloso e ci presenta dieci giovani – la brigata – che escono dalla città per fuggire non tanto dalla morte, quanto dai “disonesti essempli degli altri”, ovvero dall’orrore e dal degrado a cui la pestilenza ha condotto la società fiorentina. Quando poi, nel punto più alto della loro gioia, i dieci protagonisti sceglieranno di tornare a Firenze, essi affermeranno il trionfo della vita sulla morte. Il tempo trascorso dalla brigata nei giardini non è solo sopravvivere, ma anche e soprattutto “festevolmente viver” attraverso la parola narrativa e l’amor cortese, in un gioco di scambi e di storie che rifulge senza mai “trapassare in alcuno atto il segno della ragione”. Un’operazione controintuitiva, quella di Boccaccio, che nel cuore più buio della storia medievale ritaglia un’esaltazione della vita, della giovinezza e della forza che il raccontare imprime nei nostri animi, per abitare il mondo con perfetta letizia. Nel progetto di rinascita affidato al Decameron, la storia della brigata e i suoi cento racconti ci permettono di ritrovare quella che W.B. Yeats avrebbe chiamato una “multifigurata vita del mondo” , che restituisce al lettore l’idea della moltitudine, l’ineliminabile complessità che alberga dentro questa incredibile opera-mondo. Con la cura di Marco Veglia, la presente edizione , che costituisce una svolta nella lettura del Decameron, mette in luce per la prima volta in modo sistematico le implicazioni etiche, politiche, teologiche e giuridiche che attraversano tutto il libro, per riscoprire il significato profondo di ogni racconto (traendone “diletto” e “utile consiglio”) e leggere infine, in questo canto del cigno del Medioevo, i germogli della grande letteratura a venire.
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