Delitto e castigo - Fëdor Dostoevskij - copertina

Delitto e castigo

Fëdor Dostoevskij

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 settembre 2005
Pagine: 655 p.
  • EAN: 9788806177065
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Delitto e castigo

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"E' il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).
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  • User Icon

    Mar

    10/03/2019 13:46:59

    Il protagonista della storia, un giovane studente universitario, compie un omicidio. È questo il pretesto che il genio di Dostoevskij utilizza per affrontare un viaggio all’interno della mente umana e trattare gran parte delle sue sfaccettature. “Delitto e castigo” non è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, ma, al contrario, va gustato e apprezzato in tutta la sua interezza. Ciò non toglie che una volta iniziato, il romanzo tiene il lettore, curioso di apprendere ogni rivelazione contenuta al suo interno, incollato ad ogni singola pagina.

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    cira

    17/06/2016 15:02:09

    delitto e castigo di dostoevskij è un libro veramente importante lo scrittore ha messo in rilievo le profondità dell'cuore di un uomo l'eterne lotta tra le tenebre e la luce la menzogna è la verità dostoevskij ha fatto capire la natura umana e come si comporta. Io lo denifisco uno scenziato

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    Francesco

    28/08/2015 15:09:58

    Delitto e Castigo è il primo grande capolavoro di Dostoevskij, e benché scritto nel 1866, si ripropone ai giorni nostri in tutta la sua freschezza. Impossibile non rimanere abbagliati dalla profonda analisi psicologica di una gioventù inquieta e ambiziosa, rappresentata da Raskolnikov in tutti i suoi chiaroscuri: dalla velleità di ''uomo straordinario'', che concede alla sua coscienza di macchiarsi di atti orribili per cambiare il mondo e la storia, all'umiltà dell'amore ritrovato in seguito al riconoscimento della propria disgrazia e conquista allo stesso tempo di ''uomo ordinario''. Dostoevskij così sintetizza l'avventura dell'animo del giovane protagonista: ''Forse un tempo si era ritenuto un uomo cui fosse permesso più che agli altri solo e unicamente per l'intensità delle sue aspirazioni''. Da notare anche le conversazioni tra Raskolnikov e l'ispettore Porfirij, insuperabili.

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    gab

    04/11/2014 10:57:31

    Capolavoro assoluto, nonché del genere poliziesco. Simenon più di tutti saccheggerà a mani basse dall'indagine psicologica al centro questo romanzo. Ma nessuno riuscirà più con tale efficacia ad unire e compenetrare suspence, psicologia, religione, filosofia e sociologia; c'è un po' di tutto. Non in modo confuso e "pasticciato" alla Gadda ad esempio, ma il tutto fluisce in modo naturale. Dostoevskij come al solito è l'ispiratore di vari filoni letterari del Novecento con decenni di anticipo, e lo è in quasi ogni sua opera. Questa è forse la sua migliore, la più riuscita, poiché qui rispetto a molte altre vi è anche una certa sintesi, un equilibrio che non lascia spazio a momenti di noia inevitabili ad esempio nei Demoni.

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    Luigi

    23/09/2014 20:30:13

    Imprigionato dalle regole della società che lo vedrebbero studiare, fare sacrifici e lavorare duro per anni per ottenere un misero stipendiuccio, soffocato dall'amore della madre e della sorella che nutrono in lui grandi speranze, angustiato dalle condizioni indigenti in cui vive, il misantropo studente Raskolnikov decide di saltare le tappe uccidendo una vecchia usuraia (delitto), per fare i conti poi con il senso di colpa (castigo). Per dirla alla Freud Il SUPER-IO (ovvero la società costituita dai suoi elementi tradizionali: famiglia, lavoro, studio) stritola Raskolnikov (EGO), così la sua coscienza (ES), lo spinge - in maniera quasi inconsapevole - al delitto della vecchia usuraia e della giovane sorella che rappresentano in maniera kafkiana la morte della vera madre e sorella simbolo della tradizione e della società conformistica. Il giovane non si sente colpevole, perchè pensa di essere un grande uomo alla stregua di Napoleone e degli altri eroi che non prestano ascolto alla voce della propria coscienza e sacrificano migliaia di uomini versando fiumi di sangue per raggiungere i propri scopi. Se tanti innocenti muoiono in maniera ingiusta che male può fare l'eliminazione di un'usuraia? C'è a livello psicologico anche uno scontro tra determinismo fatalistico e meccanicistico e libero arbitrio, sembra infatti che l'omicidio sia quasi involontario, che sia la sua (in)coscienza a spingerlo, le condizioni ambientali, la società del tempo, ma alla fine -secondo la teoria agostiniana-è sempre l'uomo a scegliere tra il Bene o il Male. Nel romanzo compaiono una pletora di figure secondarie, tra cui la più importante è una sorta di doppio del protagonista tale Svidrigajilov, un essere abietto che insegue un suo perverso ideale. Di fronte al fallimento ci sono due alternative il nichilismo rappresentato dal suicidio, il pentimento che in chiave cristiana vede l'uomo affrontare il suo destino, passare attraverso la sofferenza e salvarsi grazie all'Amore. Capolavoro

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    Enzo

    11/09/2014 01:52:26

    Come capolavoro letterario, Delitto e Castigo è delittuosamente diseguale. L'incipit è debole, l'atmosfera forzatamente cupa, i dialoghi prolissi e pieni di fuffa, disattesa la promessa di dissezioni psicologiche, e la scena cruciale dell'assassinio povera di pathos. Pare che la maniera invalsa di giudicare un titano russo sia di compararlo agli altri della stessa cerchia, ebbene: lo stile di Dosto. è pratico, eccessivamente sbrigativo, sprovvisto del delizioso afflato che contraddistingue la prosa di Tolstoij o Cechov. Con la pura fabulazione Dosto. non ci sa fare, lo si evince quando si bevono le pagine nella speranza di sapere dove voglia andare a parare, il che non accade con gli autori sopracitati o, ad esempio, con Dickens che pur divagando e scrivendo di nulla esalta l'interesse e il piacere del lettore. Ma nel momento in cui Dosto. si decide a mettere in chiaro le sue intenzioni, ovvero appena dopo le 300 pagine, quei difetti che ingolfavano la lettura cedono il posto ad un turbine emozionale. Le dissertazioni metafisiche sulla legittimità del delitto da parte di una casta di individui "straordinari"(Nietzsche sarà sussultato leggendolo), il crimine come affermazione e superamento di se stessi, la complessa ambiguità di personaggi come Porfirij e Svidrigajlov, e le contorsioni della trama danno un'impennata sbalorditiva al romanzo che si lascia divorare con gusto fino alla fine. La domanda è: basta una bellissima metà a riscattare il romanzo per intero? Forse non del tutto... A mio parere Dosto. è un grande scrittore, ma non un artista.

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    Claudia

    27/07/2014 17:28:49

    Non ci sono parole. Dopo averlo letto è un turbinio febbrile di emozioni e sentimenti che l'Autore ha scatenato e fatto emergere dal profondo. Forse mai letto qualcosa di simile. Sublime.

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    fabio

    01/07/2014 15:35:13

    Non il miglior Dostoevskij. E' un capolavoro, ma a tratti l'ho trovato monotono e lento.

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    Reader94

    06/03/2014 10:06:14

    Libro che in alcuni punti, specie nella parte centrale, può richiedere più impegno e un po' di pazienza; tuttavia tutto viene ripagato man mano che ci si addentra nelle vicende e nell'animo del protagonista -Raskol'nikov. Nel finale, poi, esplode una carica spirituale che chiude la storia -e allo stesso tempo lascia aperto un piccolo scorcio al libero pensiero del lettore...

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    mara regonaschi

    31/01/2014 14:25:00

    "Bisogna pure che ogni uomo abbia qualche posto dove andare. Poiché ci sono momenti in cui assolutamente bisogna andare da qualche parte". "Per agire in maniera intelligente l'intelligenza non basta". E' intelligente andare da qualche parte a leggere questo libro! Superbo!

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    luisa

    12/01/2014 17:36:39

    sicuramente è un'edizione ben curata e particolareggiata sui personaggi. una storia che merita di essere letta almeno una volta. Tuttavia non posso dire che lo stile è scorrevole e ho faticato non poco a arrivare alla fine. Dirò uno sproposito ma a me è piaciuto molto ma molto di più umiliati e offesi

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    Arcimango

    06/12/2013 19:24:03

    Dostoevskij fruga in tutto l'animo dell'uomo, soprattutto negli angoli più nascosti, e mette sulla pagina tutto ciò che trova grazie a personaggi costruiti magistralmente che sono la personificazione di ogni impulso umano: il bene, il male, il sacrificio, la vergogna, la pusillanimità, il coraggio, la follia, la consapevolezza...

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    Dario

    14/10/2013 14:49:46

    Un giovane ex-studente decide di uccidere una vecchia usuraia per dimostrare a se stesso di essere un uomo 'straordinario', uno di quelli che può porsi al di là del bene e del male. Il sacrificio di quella ricca e cattiva donna potrebbe giovare, secondo il giovane, a molte persone che vivono in miseria in una Pietroburgo dove gran parte dell'umanità cammina sull'orlo di un baratro economico e sociale. La vecchia usuraia vive con la sorella che sorprende il giovane subito dopo il delitto e viene a sua volta uccisa senza pietà. Pochi istanti dopo, mentre il giovane assasino è ancora all'interno della casa, due uomini si presentano ad un appuntamento con la vecchia e insospettiti dalla porta chiusa e dall'assenza della padrona di casa, corrono a chiamare aiuto. Il giovane, preso da una frenetica paura, riesce così a fuggire senza essere visto da nessuno dopo aver rubato pochi insignificanti oggetti. Tornato nella propria stanza cade svenuto in preda al delirio. Al suo risveglio viene travolto dal peso dell'orribile gesto commesso. Iniziano giorni tormentati durante i quali conoscerà la lealtà di un grande amico, salverà la sorella da un matrimonio sconveniente, aiuterà una famiglia in difficoltà economiche, troverà l'amore e aiutato da esso confesserà il proprio delitto senza tuttavia pentirsi del suo gesto. Condannato ai lavori forzati viene accompagnato in Siberia dalla donna amata e grazie a lei trova la forza per aspettare con fiducia un futuro di libertà. Libro immenso. Capolavoro immortale che presenta svariati livelli di lettura che chiunque può affrontare in base alla propria sensibilità e cultura. Dostoevskij era un genio e sapeva scrivere. I personaggi di questo romanzo sembrano essere vissuti veramente, i dialoghi bellissimi ed incredibilmente reali, l'intreccio buono e lo stile di scrittura unico e perfetto. Non do il punteggio pieno solo per 'rispetto' a libri che hanno strappato più emozioni dal mio cuore. Resta comunque un libro indispensabile.

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    Maria Luisa Valeri

    17/04/2013 11:35:31

    Il travaglio di un giovane studente, che si è macchiato di un doppio omicidio,ma al quale la vita offre un riscatto attraverso l'amore puro si Sonja, proposto da una delle più importanti "penne" dell'intera Storia della Letteratura, Dostoevskij.

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    Manuel

    19/11/2012 09:19:11

    L'avevo forse sopravvalutato prima di leggerlo. Di piacevole lettura ma moralista e cattolico, come l'autore. Poi la ministoria nella storia è un pò di troppo forse (quella della famiglia povera). E' geniale il fatto che sia stato scritto un secolo e mezzo fa e sia così attuale.

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    carlo

    09/10/2012 02:27:15

    questo libro va a toccare tutte le corde dell'anima di una persona. odio, amore, follia, fede, malvagità, bontà. in questo libro c'è tutto.

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    bardamu

    06/10/2012 18:31:51

    Che dire? Forse il libro più bello che abbia mai letto. Dopo 17 anni ricordo tutto di quelle atmosfere e di quei personaggi, sono rimaste dentro di me. Può bastare?

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    Luigi

    04/10/2012 14:56:15

    Che dire? Un libro irraggiungibile.Letto per la quarta volta.A 50 pagine dalla fine cominciano a attorcigliarmisi le budella e quando Rodja cade in ginocchio davanti a Sonja comincio a singhiozzare come un bambino.Grazie Dosto!

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    Vivi

    29/07/2012 17:52:15

    I gusti personali mi fanno propendere per uno stile narrativo più dinamico, ma ciò non mi impedisce di riconoscere in quest'opera un capolavoro intramontabile. Ciascuno dei personaggi principali non è fine a se stesso e non si limita a ruotare attorno a Raskòlnikov, il protagonista. Egli nutre la sua esasperante introspezione attingendo anche alla coscienza di ognuno di loro. La disperazione sfocia nel delirio, ma una nuova consapevolezza permette di scorgere la speranza.

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    Raffaele

    07/01/2012 16:23:32

    Praticamente scritto ieri, uno dei massimi capolavori letterari della storia.

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  • Fëdor Dostoevskij Cover

    Figlio di un medico, un aristocratico decaduto stravagante e dispotico, crebbe in un ambiente devoto e autoritario. Nel 1837 gli morì la madre, da tempo malata, e D. venne iscritto alla scuola del genio militare di Pietroburgo, istituto che frequentò controvoglia, essendo i suoi interessi già risolutamente indirizzati verso la letteratura (risalgono a quegli anni le sue prime letture importanti: Schiller, Balzac, Hugo, Hoffmann). Diplomatosi nel 1843, rinunciò alla carriera che il titolo gli apriva e, lottando con l’indigenza e con i disagi di una salute cagionevole, cominciò a scrivere: il suo primo libro, il romanzo Povera gente (1846), che ebbe gli elogi di critici come Belinskij e Nekrasov, rivela già l’attenzione pietosa di D. per... Approfondisci
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