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Wilbur Smith

Traduttore: S. Caraffini
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2014
Pagine: 512 p.

3 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura - Avventura storica

  • EAN: 9788830438729

In una recente intervista rilasciata al New York Times, il maestro indiscusso del brivido Stephen King ha parlato di Smith come del “miglior romanziere storico”.
In effetti Wilbur Smith, autore finora di trentacinque avvincenti bestseller che spaziano dall’Asia all’Africa e dall’antico Egitto ai giorni nostri è ormai universalmente riconosciuto come il “Maestro dell’avventura”. I suoi romanzi, tutti nati da una profonda conoscenza dei luoghi in cui sono ambientati contengono un mix sapiente di storia e fiction, passione e adrenalina, e danno luogo ad epiche mozzafiato colme di magia, mistero e intrigo.
Tra questi, forse la storia più avvincente e appassionante è, a detta di molti lettori, quella narrata ne Il dio del fiume, romanzo del ciclo egizio scritto dall’autore nel 1992. A più di vent’anni di distanza da quest’opera, Smith ritorna a descriverci la magia dell’Egitto con un’epopea straordinaria che vede anche il ritorno di un protagonista molto amato dai lettori: l’eunuco Taita. Sulle rive luccicanti del Nilo, il destino di un regno è nelle sue mani.
Nelle lussureggianti pianure d'Egitto, Taita, dapprima schiavo e ora uomo che regge nell’ombra le sorti dell’intero regno, deve confrontarsi con nuove, avvincenti, sfide. Non solo è lo stretto consigliere del Faraone Tamose, ma ora è anche custode delle sue due sorelle adolescenti, le splendide e raggianti Tehuti e Bekatha.
Non c’è più tempo da perdere per Taita ora che il regno non è in pace: la minaccia degli Hyksos, i nemici di sempre, incombe e per poterli schiacciare definitivamente il Faraone si rivolge al suo amico e stratega più fidato.
Il filosofo, poeta ed esperto stratega, ha un piano che vedrà l'Egitto distruggere l'esercito Hyksos e formare un'alleanza con Creta in una sola mossa. Ma ogni coalizione prevede un pegno in cambio e in questo caso il prezzo da pagare per Taita sarà altissimo.
Il consigliere del faraone si trova al centro di un vortice di passione, intrighi e pericoli. La sua missione per distruggere i nemici e formare un'alleanza con Creta lo conduce in un viaggio epico lungo il Nilo, per l'Arabia e la magica città di Babilonia, e attraverso il mare aperto, fino a Creta. Con il futuro dell'Egitto sulle spalle, Taita entra in un mondo dove il confine tra fedeltà e tradimento è torbido come le sabbie del deserto, i nemici malvagi aspettano nell'ombra e la morte si sofferma sui bordi delle tenebre. Saranno sacrificate molte vite e mille pericoli sempre pronti ad attenderlo.
Ma Taita non deve dimenticare di preservare innanzitutto la verginità della sorelle nubili del faraone, il cui splendore è un pericolo per il piano meticoloso del consigliere e per il futuro stesso del paese.
Scavando ancora una volta nella storia antica, Smith scrive un’opera corale pregna di azione. Tanti sono gli elementi realistici che fanno virare questo romanzo verso la storia: battaglie, strategie di guerra, sangue e grande attenzione ai luoghi e ai personaggi, tutti aspetti che soddisfano gli appassionati di storia. Smith è un abile tessitore, un maestro della narrativa storica che dopo averci trasportato ancora una volta nel sedicesimo secolo a.C, ci lascia con la certezza che questo non sarà l’ultimo romanzo della serie.

Recensioni dei clienti

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    Giovanni

    14/10/2016 15.35.17

    Uno dei libri più inutili che abbia mai letto. Praticamente privo di ogni riferimento storico, una specie di telenovela di bassissimo livello. Dialoghi ridicoli. Caratterizzazione dei personaggi altrettanto ridicola.

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    Sergio Baldin

    17/07/2016 23.15.39

    Ho ed ho letto tutti i libri di Wilbur Smith e concordo in pieno con i lettori delusi perchè anche per me questo è in assoluto il peggiore, tanto da non sembrare scritto dall'autore, spesso assai apprezzato. Direi che è un pò tutta la serie ambientata in Egitto e con Taita ad essere al di sotto di tutto il resto della produzione di Smith, del quale ricordo in particolare il fascino dei romanzi delle serie con i Ballantyne ed i Courtney. In questo romanzo l'autocelebrazione di onnipotenza ed onniscienza di Taita è irritante e sono pochi gli scorci di trama un pò appassionante. Direi lugubre la parte a Creta e col supremo Minosse, come la mescolanza tra mitologia e personaggi storici, tanto da dar ancora più fumosità ed irrealtà alla trama. Credo che, come capitato a me, il nome dell'autore faccia comperare ad occhi chiusi. Ma spero che ciò non condizioni chi ancora non conosce Wilbur Smith, che rimane autore di tanti bei libri che val sempre la pena di leggere.

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    gino

    17/02/2016 19.29.08

    Forse esco fuori tema ma vorrei chiedere agli amici che hanno letto i libri sull'Egitto la sequenza di lettura (non di pubblicazione ma quella cronologica storica). Io ho letto i primi 4 e mi troverei con questa sequenza: DIO DEL FIUME FIGLI DEL NILO ALLE FONTI DEL NILO IL SETTIMO PAPIRO e spero siate d'accordo con me. Ho comprato ora IL DIO DEL DESERTO e che andrò a leggere ma non ho capito dove si colloca. Mi potete aiutare ? Grazie

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    Paolo56

    29/04/2015 16.55.55

    Concordo con gli altri lettori: questo romanzo ha deluso le aspettative e parecchio. Taita non è più un personaggio che si fa amare come nel romanzo "Il Dio del fiume". In questo lavoro appare come lui stesso un Dio e irrita pure la sua presunzione di assoluta superiorità, esaltata dalla narrazione in prima persona. Il voto è basso, con rammarico, pensando ai tanti bei romanzi scritti da Wilbur Smith. Non mi è piaciuto neppure l'accostamento a personaggi della mitologia greca: ho trovato stridente che le due principesse egizie siano andate in spose nientemeno che a Minosse.

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    simo75

    20/04/2015 08.59.12

    Per me, con questo libro, Smith si ricandida l'inconfondibile re dell'avventura. Ho avuto fame di leggerlo pagina dopo pagina, un Taita cresciuto, ancora più esperto, che ci racconta una parte della sua lunghissima vita, avvolte puo sembrare un po narcisista, ma a tutto c'è una spiegazione.....; per chi ha amato "Il Dio del Fiume, "Il settimo papiro" ecc... non puo perderselo!!!

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    elena.bazz

    10/03/2015 17.26.06

    Basta! Ci rinuncio! Mi sono sforzata di procedere nella lettura, ma è impossibile! La trama è noiosa, non coinvolge, non trasmette alcuna emozione, Taita è diventato un personaggio esagerato e per nulla credibile, ci sono troppe assurdità... insomma un libro pessimo, lontano anni luce da romanzi splendidi come "Il dio del fiume" o "Il settimo papiro".

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    roberto

    07/03/2015 11.23.34

    Libro di un noioso incredibile. Il Taita amato ed adorato nel dio del fiume si è trasfrmato in un personaggio arrogante, spocchioso a tratti addirittura irritante. Evitatene la lettura se avete amato i libri precedenti di Wilbur Smith in modo da conservare il ricordo del grande scrittore che era.

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    giovanni botta

    04/03/2015 15.34.18

    Il peggiore di tutti!!!! un feuilleton approssimativo e ridicolo dal punto di vista storico e geografico. Meglio che smetta di scrivere. Ritorneremo a leggere il dio del fiume, l'uccello di fuoco e altri splendidi romanzi.

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    gino

    14/02/2015 08.36.23

    Purtroppo non resta che un pallido riflesso di quello che e' stato uno dei personaggi più riusciti di Smith, Taita, il protagonista del Dio del fiume. Come quasi tutti i sequel il romanzo non e' all'altezza dell'originale anche se un voto intermedio lo merita a patto che si siano letti i precedenti. In caso contrario il voto sarebbe 1.

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    Giuseppe

    11/02/2015 23.56.01

    Parabola discendente di un ottimo scrittore di avventura. Un consiglio non leggete le sue ultime opere, ma le prime sono ancora entusiasmanti.

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    robis

    10/02/2015 14.27.24

    non è più il wilbur smith del passato qui è noioso senza trama, insignificante. Un libro senza anima ,vuoto.

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    Roy

    31/01/2015 17.50.01

    Acquistato sperando di leggere un romanzo vero di W. Smith, in realtà un libro veramente brutto e a tratti noioso. Il personaggio di Taita è arrogante, presuntuoso e vanitoso. Assolutamente da non consigliare.

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    Alessandro

    26/01/2015 08.20.44

    Il dio del deserto è un libro povero con trama banale e poco originale. Carine le descrizione dei riti religiosi e propiziatori del popoli babilonesi e minoici...e

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    Roberta

    19/01/2015 10.06.54

    L'unico pregio di questo libro è stato quello di darmi la conferma definitiva che ormai Wilbur Smith è uno scrittore sul viale del tramonto e non ha più nulla da dare. Sempre che lo abbia scritto lui, questo libro..... perchè il dubbio mi è venuto più volte, leggendolo. Un'opera squisitamente commerciale il cui unico scopo è fare cassa, ma mi domando se davvero ne aveva bisogno, mi risulta che sia un uomo molto ricco, e allora perchè scrivere dei brutti romanzi con l'unico scopo di aumentare il patrimonio? Che tristezza.... Non penso che in futuro comprerò altri volumi di W.S., mentre non smetterò mai di leggere e di rileggere i CAPOLAVORI che ha scritto in passato quando era un vero scrittore e la sua vena creativa ci ha regalato autentiche meraviglie.

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    Mascia

    17/01/2015 13.19.46

    Da diversi anni segue Wilbur Smith, devo esser sincera un libro così brutto non l'aveva mai scritto. Vien da chiedersi...ma lo ha scritto lui? Non c'è nulla che possa farlo pensare. Le intense descizioni, i sentimenti e gli animi descritti in maniera palpabile, le emozioni....non c'è nulla! Una storia fin troppo scontata e noiosa, un protagonista insulso... arrivare alla fine è stata dura! Evitatevi una lettura pessima!

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    Antonio

    15/01/2015 14.06.01

    Non so se sono io che ricordo male, ma io un Wilbur Smith così brutto non l'avevo mai visto. Taita qui è prevedibile, preuntuoso, antipatico e vanitoso. La piattezza incombe anche nelle rare scene d'azione. Tutto diventa prevedible e perfetto, quando è Taita ad organizzare. Se non altro in questo libro ci spiega come mai l'eunuco più famoso della letteratura moderna sia così impeccabile. Salvo per un pelo il romanzo dal baratro perché comunque l'esperienza si vede, e qua e là qualche spunto buono c'è. Forse era meglio aspettare qualche altro anno e tirare fuori un'opera migliore.

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    Natale Musolino

    15/01/2015 12.05.12

    Sto leggendo il libro, non sono un recensore, ma da lettore dico che lo sbaglio primario di questo libro è stato di scriverlo in prima persona

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    Richard

    29/12/2014 19.01.39

    Il vero voto era 3,5 maessendo per natura uno che guarda al positivo ho arrotondato per eccesso :) Non è affatto un brutto libro, specie dopo la penosa caduta di Alle Fonti del Nilo. Si legge bene, è scorrevole, l'ultima parte poi è uno sprint finale! (forse un po troppo...) Tuttavia, questo autore da sempre fa scelte narrative che onestamente non sempre capisco. Quella dei semi-dei e della magia su tutte! Taita poi è a tratti veramente esagerato! Sa fare tutto, sa tutto, vede tutto, tutti i talenti e le abilità di sto mondo tutte lui e ha! Alcuni particolari della sua personalità sono un po forzate. Credo che smith poi abbia un po pasticciato con alcune incongruenze temporali nella trama (visto che mi sembra di capire che si colloca fra Il dio del Fiume e Figli del Nilo). Alcuni personaggi sono un po' forzati, altri troppo anonimi. Le principesse sono invece ottimi personaggi, anche Zaras se la cava Insomma , un buon libro non certo paragonabile al Dio de Fiume, ma meglio di Alle Fonti del Nilo.Diciamo...sullo stesso livello di Figli del Nilo!

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    Diego

    29/12/2014 16.57.59

    Seguo Wilbur da molti anni ma un libro così brutto non lo avevo mai letto. Dopo 22 anni Taita poteva ritornare ma in un romanzo scritto dal Wilbur Smith dei tempi migliori...

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    paolo

    28/12/2014 20.50.14

    purtroppo non è paragonabile ai precedenti,ma gli ultimi tre romanzi di WS danno l'idea di un autore sul viale del tramonto

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