Il dolore perfetto

Ugo Riccarelli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 settembre 2005
Pagine: 325 p., Brossura
  • EAN: 9788804537618
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Descrizione
Premio Strega 2004. Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell'Ottocento, per insegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. E quella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nasceranno Annina e Achille. L'amore tra Annina e Cafiero è solo un momento dell'intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, che l'autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, di personaggi all'altezza dei grandi sommovimenti della storia.

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Recensioni dei clienti

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    maurizio ronchi

    29/06/2014 16:33:38

    Ho trovato il romanzo molto bello,come tutti quelli di Riccarelli,ottimo scrittore,che se ne andato troppo presto,mi dispiace leggere delle recensioni negative,ma è proprio questa la bellezza degli esseri umani:la diversita',un consiglio:provate a rileggerlo.grazie

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    Chiara

    15/05/2014 19:35:00

    Un bel libro, non c'è che dire: belle immagini pennellate con delicatezza e determinazione, dove forza, amore, destino e scelte di intersecano in una trama avvincente, ma è troppo tragico, troppi morti, troppa violenza.

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    Lina

    31/01/2014 07:28:59

    Amore, dolore, forza di continuare a combattere, nonostante le continue difficoltà..... Sia "Il dolore perfetto", sia "L'amore graffia il mondo" mi sono piaciuti moltissimo e mi hanno lasciato dentro tanta nostalgia.....

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    Sweeney

    20/12/2013 18:10:56

    Un supplizio mortale. Come arare un campo tirando l'aratro con un dito. Come mangiare assieme lasagne al forno, baccalà di secondo e una Sainthonoré come dolce. Un morto ogni dieci pagine. Personaggi affastellati senza alcun criterio, una saga multifamiliare senza alcun significato. Ripetitivo fino alla nausea. Inutile. Si vive bene anche senza averlo letto.

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    Renzo Montagnoli

    08/10/2013 12:34:10

    Il libro inizia con il momento della morte di Annina, che ha perso la memoria e la ritrova nel momento supremo, ricordandosi proprio della sua nascita, delinea in un arco di tempo brevissimo i due momenti salienti della vita di ogni essere umano: la sua comparsa sul mondo e la sua dipartita, due eventi che sono il recto e il verso di una stessa medaglia, la vita. È un destino, questo, che ci accomuna, ma è ciò che si è stati e si è fatto vivendo che lascia traccia di noi, e nelle storie di questo stupendo romanzo il ricordo è sempre presente, partendo, nella saga di due gruppi familiari, dall'Unità d'Italia per arrivare quasi ai giorni nostri, storie di individui che s'incrociano con la grande storia, che ne fanno parte, che contribuiscono a crearla. Alla famiglia del Maestro, ispirata da nobili ideali e da un profondo senso di libertà e di rispetto per la dignità di ogni uomo, si contrappone quella dei Bertorelli, commercianti di maiali, più inclini alla materialità, al guadagno e a un certo egoismo, piuttosto che alla solidarietà. Le vicende di queste due famiglie procedono parallele per un certo periodo di tempo, ma poi accade che, con un matrimonio, si incrocino, e sullo sfondo troviamo i grandi fatti, i moti popolari del 1900, le cannonate di Bava Beccaris, la prima guerra mondiale, l'epidemia di febbre spagnola, l'avvento del fascismo, il secondo grande conflitto, l'occupazione tedesca, la resistenza, il difficile dopoguerra. Riccarelli ha una grande delicatezza nello scrivere, frutto anche di una notevole sensibilità che si riflette nei tanti personaggi, nelle loro gioie, nei loro dolori. E al riguardo cos'è il dolore perfetto? È quello del Maestro che pensa alle ingiustizie del mondo oppure quello di quando va incontro alla morte con la forza solo dei suoi ideali, è quello di Rosa che accomuna la violenza insensibile sul maiale ammazzato a quella con cui il marito consuma il matrimonio, solo per fare degli esempi. Il dolore perfetto é un capolavoro.

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    rosanna

    30/08/2013 17:28:07

    ho appena finito di leggere questo bellissimo romanzo e sento una grande emozione nel ripercorrere con la memoria i passaggi,le descrizioni,i momenti forti e le rare oasi di serenità in un racconto pervaso tutto da questo incessante,straziante concetto di dolore perfetto che è il leit-motiv del racconto.Una folgorazione la prima pagina in cui viene descritto l'istante sublime della nascita di un figlio che per la madre è il culmine del dolore,ma di un dolore perfetto.Ho rivissuto quel momento meraviglioso,quando ho sentito il passaggio della testa di mio figlio che si affacciava alla vita accompagnato da un dolore indescrivibile,lacerante ma al tempo stesso assolutamente compiuto,perfetto e mi sono detta che solo un grande scrittore poteva intuire con tale sensibilità una esperienza riservata solo alle donne.Mi è capitato con Erri De Luca con il suo "Nel nome della madre" in cui descrive i sentimenti di Maria con una percezione femminile straordinaria.Di fronte a certi autori mi sento di dire solo ,e con grande umiltà, grazie di esistere.

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    Charlotte

    13/01/2012 12:58:02

    All'inizio credevo di aver trovato il mio autore preferito, alcune frasi veramente belle, emozionanti, vere...poi ho cominciato a leggerlo velocemente perchè la dinastia, e le assurde e infinite disavventure della stessa, non finiva più e non si arrivava da nessuna parte. Compaiono nomi mitologici e data la storia non potevano esser diversi. Non so se qualcuno se n'è accorto ma l'autore classifica il figlio della Mena e dell'Ulisse (l'Enea) come NIPOTE di Annina!!! ma che dice?!?! sarebbe FRATELLASTRO o al massimo CUGINO dato che Ulisse era suo padre e Mena sua zia!!! non vedevo l'ora di finire la lettura!

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    xyzeta

    11/09/2011 09:18:55

    Una noia mortale, più di una volta ho avuto la tentazione di abbandonarlo perché mi interessava poco sapere come andava a finire. E' un romanzo epico che concentra le vicende di personaggi per la maggior parte negativi o ben poco interessanti presentati come degli eroi e racconta un mondo insulso descritto come un paradiso terrestre. A questo punto mi chiedo: nel 2004 non era stato scritto nessun altro romanzo degno del premio Strega?

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    massimo77

    03/01/2011 16:41:49

    La cifra di questo bel libro è il raccontare e il ricordare, trama e ordito che legano insieme i fili delle storie di uomini e donne a formare il tessuto di una società e delle generazioni figlie delle stesse storie e della Storia che tutto e tutti avvolge e determina quasi ineludibilmente. L'incedere lento dei racconti e dei ricordi, grazie ad una scrittura piana e rotonda articolata in frasi ampie, accentua l'intensità dei passi che maggiormente coinvolgono l'emotività del lettore, trascinandolo inesorabilmente nel "dolore perfetto" che investe i personaggi. Un dolore che ferisce e uccide ma che funge da maestro per coloro che sono chiamati a continuare il "moto perpetuo" dell'esistenza nella reviviscenza del racconto e del ricordo e nella quotidiana lotta per la vita. Do il massimo del voto perché è un libro che fa riflettere e dà un insegnamento importante a chiunque voglia recepirlo e metterlo in atto.

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    massimo77

    03/01/2011 16:40:48

    La cifra di questo bel libro è il raccontare e il ricordare, trama e ordito che legano insieme i fili delle storie di uomini e donne a formare il tessuto di una società e delle generazioni figlie delle stesse storie e della Storia che tutto e tutti avvolge e determina quasi ineludibilmente. L'incedere lento dei racconti e dei ricordi, grazie ad una scrittura piana e rotonda articolata in frasi ampie, accentua l'intensità dei passi che maggiormente coinvolgono l'emotività del lettore, trascinandolo inesorabilmente nel "dolore perfetto" che investe i personaggi. Un dolore che ferisce e uccide ma che funge da maestro per coloro che sono chiamati a continuare il "moto perpetuo" dell'esistenza nella reviviscenza del racconto e del ricordo e nella quotidiana lotta per la vita. Do il massimo del voto perché è un libro che fa riflettere e dà un insegnamento importante a chiunque voglia recepirlo e metterlo in atto.

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    jugiu

    07/12/2010 12:08:53

    Da leggere perchè ti lascia dei pensieri anche profondi, ma ho fatto fatica ad andare avanti: a tratti noioso e pesante.

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    Dominique

    20/03/2010 12:12:31

    Mi ha fatto riflettere moltissimo sull'importanza di raccontare le storie, non solo quelle di Andersen o dei Grimm, ma le storie della propria infanzia, fatte di luoghi precisi e personaggi reali, storie che possono prendere mille forme, colori e odori nell'anima dei nostri figli, creando altre storie o leggende. Raccontare è diventata oggi una cosa astratta e complicata, tanto è facile e comodo sostituire "le storie" con il mutismo assordante della televisione. Se scritto male o bene, influenzato da Marquez o no, rimane una questiona soggettiva e credo abbastanza relativa. Lascia riflettere ed emoziona, per me è ciò che conta.

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    alegia68

    06/05/2009 09:12:22

    Non ho ancora terminato di leggerlo( mi mancano le ultime 50 pag.) e senz'altro lo terminerò, però vorrei dare lo stesso il mio parere...Se è vero che l'avvio del romanzo è piuttosto promettente, poi però, pagina dopo pagina,è cresciuta pian piano una delusione, una disaffezione a tutto l'intreccio, a tratti davvero ben scritto ma poi sempre più spesso prolisso,carico di elementi e descrizioni poetiche che si fanno "pesanti". Cresce la noia e l'obiettivo di avvincere il lettore non viene centrato: peccato !

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    viola

    28/04/2009 11:01:39

    ho avuto conferma leggendo gli altri commenti che "il dolore perfetto" riporta in parte lo stile di marquez in cent'anni di solitudine. cambia l'ambientazione ma non la passione delle donne che popolano questa storia così dolorosa, così perfetta. Uno spaccato di un'italia che possiamo conoscere solo attraverso il racconto dei nostri nonni. Avrei voluto scriverlo io un romanzo così con le storie della mia famiglia...ovviamente la maestria di riccarelli non è acqua! e sono felice di averlo letto perchè è un racconto che ci riguarda tutti, che scorre nel nostro sangue, nella nostra cultura, nella tormentata storia della nostra amata-odiata italia.

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    Elisa

    20/04/2009 09:54:42

    Provai a leggere questo romanzo anni fa, ma avevo come un blocco e non riuscii a terminarlo. L'ho riletto in questi giorno e ne sono stata conquistata. E' una bellissima saga familiare, il racconto delle vicende parallele di due diverse famiglie, destinate ad incrociarsi attraverso due personaggi meravigliosi: Cafiero e Annetta. Mi è piaciuto moltissimo, intendo proseguire con la lettura di Riccarelli.

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    Michela

    19/04/2009 19:33:23

    Già durante la lettura mi chiedevo spesso come abbia fatto a vincere lo Strega! E' chiaro che l'autore sente forte la suggestione di Marquez (autore che amo alla follia) e che abbia tentato di portare il "realismo magico" in Italia, ma è altrettanto chiaro che l'operazione non gli è riuscita. Non è possibile accostare fatti e personaggi storici (Bakunin, Bava Beccaris, Adua, le guerre mondiali, ecc) al primo Sole che svanisce dopo il bagno o a Rosa che scompare seguendo il medico dei giocattoli! Vogliamo poi parlare della sfortuna?! I Malavoglia sembrano baciati dalla dea bendata a confronto di questa famiglia! Inoltre il romanzo non è per nulla organico. Può essere una scelta dell'autore dilatare alcuni momenti ed essere più sintetico in altri, ma il lettore non deve avvertire il senso di fastidio che ho avvertito io per questa disomogeneità. Mi ha pure infastidito lo sfasamento temporale, per cui la nascita dei gemelli Bertorelli per molte pagine mi è sembrata quasi contemporanea alla storia d'amore tra il maestro e la vedova Bartoli. Altro particolare assurdo: un aereo non viene collaudato prima di essere usato nei voli di linea?! La parte finale (soprattutto quella ambientata in Russia) è infine una delle parti più stiracchiate del romanzo, trascinata a stento verso una conclusione che dovrebbe dare un senso compiuto a tutta la storia (ancora una volta sul modello, mal imitato, di Cent'anni), ma non ci riesce. Non ho dato il voto minimo solo perché riconosco all'autore una certa abilità nella scrittura, che tuttavia non ha saputo utilizzare adeguatamente, dal momento che pagine innegabilmente ben scritte si alternano ad altre improntate a una sciatteria altrettanto innegabile.

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    Michela

    19/04/2009 19:27:26

    Già durante la lettura mi chiedevo spesso come abbia fatto a vincere lo Strega! E' chiaro che l'autore sente forte la suggestione di Marquez (autore che amo alla follia) e che abbia tentato di portare il "realismo magico" in Italia, ma è altrettanto chiaro che l'operazione non gli è riuscita. Non è possibile accostare fatti e personaggi storici (Bakunin, Bava Beccaris, Adua, le guerre mondiali, ecc) al primo Sole che svanisce dopo il bagno o a Rosa che scompare seguendo il medico dei giocattoli! Vogliamo poi parlare della sfortuna?! I Malavoglia sembrano baciati dalla dea bendata a confronto di questa famiglia! Inoltre il romanzo non è per nulla organico. Può essere una scelta dell'autore dilatare alcuni momenti ed essere più sintetico in altri, ma il lettore non deve avvertire il senso di fastidio che ho avvertito io per questa disomogeneità. Mi ha pure infastidito lo sfasamento temporale, per cui la nascita dei gemelli Bertorelli per molte pagine mi è sembrata quasi contemporanea alla storia d'amore tra il maestro e la vedova Bartoli. Altro particolare assurdo: un aereo non viene collaudato prima di essere usato nei voli di linea?! La parte finale (soprattutto quella ambientata in Russia) è infine una delle parti più stiracchiate del romanzo, trascinata a stento verso una conclusione che dovrebbe dare un senso compiuto a tutta la storia (ancora una volta sul modello, mal imitato, di Cent'anni), ma non ci riesce. Non ho dato il voto minimo solo perché riconosco all'autore una certa abilità nella scrittura, che tuttavia non ha saputo utilizzare adeguatamente, dal momento che pagine innegabilmente ben scritte si alternano ad altre improntate a una sciatteria altrettanto innegabile.

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    diablo

    01/11/2008 01:24:52

    bellissimo, doloroso, vero...in tante pagine ho rivisto la vita della mia famiglia e l'Annina mi ricorda tanto la mia nonna materna, una vita lunghissima piena di poche gioie e tanti dolori, guerre e sacrifici.

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    laura

    12/09/2008 13:18:33

    Il libro trasmette una forte emozione. Dal mio punto di vista è l'unico fattore che conta in una lettura.

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    Raf

    01/09/2008 15:50:13

    Un capolavoro! Inizia con la storia di sole due famiglie, quella del Maestro e quella dell'Ulisse. Si fatica a "decollare" per i primi capitoli, (bisogna avere pazienza) ma poi il libro coinvolge e appassiona. Si intrecciano molteplici storie, le famiglie, i loro amori, tardimenti e inganni. Le nascite sofferte e volute e il dolore....La felicità e l'amarezza è contornata dalla Guerra Mondiale che incombe e si inserisce nella vita di tutte queste persone in modo diverso e doloroso. Le nascite e le morti si susseguono e la vita continua con amore e passione. Attraverso gli occhi dell'Annina si vive la vita e il dolore, un dolore che attraversa tutte le pagine e fa emozionare e un dolore che, a volte, fa commuovere fino alle lacrime. Un ritratto realistico dell'Italia di allora presente anche nel linguaggio e nella maestria nel narrare. Non perdetelo!

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