Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 ottobre 2012
Pagine: 218 p., Brossura
  • EAN: 9788845927393
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Descrizione
Pierre Hardelot, erede delle omonime cartiere, ha una fidanzata rosea e grassoccia che la famiglia ha scelto per lui, ma è innamorato di un'altra: una che non gli consentiranno mai di sposare, perché appartiene alla piccola borghesia, e non ha dote. Eppure, alla vigilia del matrimonio, Pierre decide di infrangere quella invisibile ma solida barriera "fatta di buon sangue, di carni robuste e sane e di risparmi investiti in titoli di Stato, una barriera destinata a proteggere per sempre i giovani dalle insidie della sorte e dalle loro stesse passioni", e la legge non scritta per la quale di generazione in generazione accoppiamenti giudiziosi stringono sempre di più i legami tra le poche famiglie che contano della ricca borghesia di provincia - e sposa la donna che ama. Comincia così il romanzo di Irène Némirovsky: trenta capitoli in cui, attraverso la storia degli Hardelot, si percorrono trent'anni di storia francese, da quelli che precedettero la prima guerra mondiale a quelli che vedono (nel momento stesso in cui Irène racconta gli eventi mentre stanno accadendo) l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi.

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Recensioni dei clienti

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    Max

    19/09/2018 14:13:39

    Il romanzo tratta della storia di una famiglia dell'alta borghesia, gli Hardelot, nel periodo che va dal XX secolo al 1940, e si svolge in un paese della Francia del Nord. Ci sono contrasti insanabili tra le varie classi sociali, diverse generazioni di parenti con i loro drammi e le proprie paure. Questa scrittrice riesce a parlare di tutto, a non essere banale e sa essere precisa e delicata, sia per quanto riguarda le descrizioni di quel periodo, sia per quanto riguarda i sentimenti, la profondità degli animi, le sensazioni che non si esprimono a parole. Il linguaggio comunque risulta semplice e scorrevole.

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    Alessia

    19/06/2018 07:05:30

    E' in linea con tutti i romanzi dell'autrice. Lettura piacevole che ha il difetto di assomigliare troppo ad altri libri dell'autrice.

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    Renzo Montagnoli

    12/02/2017 12:50:30

    Non c’è che dire: la Némirovsky sa toccare le corde giuste e ogni pagina riserva una particolare emozione, senza tuttavia mai esagerare, senza scivolare nel melodramma. I doni della vita è un’ appassionante saga di una famiglia dell’alta borghesia, gli Hardelot, lungo un arco di tempo che va dagli inizi del XX secolo, fino al 1940. I contrasti insanabili fra le classi sociali sono ben rappresentati, con il padrone del vapore che vuole comandare in tutto, anche negli affetti, ma per fortuna che c’è un nipote che si ribella per sposare la ragazza dei suoi sogni, un’esponente della piccola borghesia. La rigida presa di posizione del grande vecchio, l’acquisita consapevolezza che qualcosa deve cambiare del figlio imbelle, padre del giovane ribelle, la tenera storia d’amore di quest’ultimo con la delicata Agnes, il dramma della Grande Guerra che travolge ogni certezza, ma che non riesce a sradicare un’ottusa mentalità capitalistica, l’invasione tedesca della Francia nel 1940 scorrono sotto gli occhi del lettore come in una pellicola cinematografica, con descrizioni degli ambienti e approfondimenti psicologici che risultano di grande efficacia, seppure espressi con uno stile per nulla ridondante, anzi semplice, e perciò immediato. La Nèmirovsky riesce a parlare di tutto, a mostrarci la vita come essa è, senza banalità, ma con precisione e delicatezza, tanto che sono frequenti le pagine di vera e propria poesia. Leggetelo, perché I doni della vita finisce con l’essere, esso stesso, un dono della nostra vita.

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    elisabetta

    26/02/2016 09:15:23

    Il mio voto è quattro per la prima parte che, seppur bella, risulta, anche a mio avviso, un po' 'diluita' per via dell'enorme arco temporale che va a coprire. Cinque invece per l'ultima parte, degna della migliore Irène. La guerra, nei libri di questa meravigliosa scrittrice, non è soltanto raccontata, bensì vissuta, sofferta, disegnata con tale intensità da divenire concreta anche per chi, come me, quei drammi non li ha vissuti. Sempre presente, lo stupore di fronte ad una bellissima natura, talvolta placida, talvolta implacabile che, nonostante tutti i dolori e le paure dei singoli uomini o della moltitudine, continua il suo percorso. I personaggi principali, inizialmente un po' sfumati, prendono corpo verso la fine, mostrando una forza di carattere ed un amore per la vita resi ancor più potenti dalla precarietà in cui si trovano ad agire. Il linguaggio, come sempre, è bellissimo, ma a questo, senza nulla togliere all'autrice, contribuisce certamente anche la bravissima traduttrice, il cui italiano non lascia mai a desiderare. Insomma, gran bel libro che, lungi dal lasciare l'amaro in bocca, fa intravedere un possibile futuro fatto di amore e voglia di ricominciare...

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    EMANUELA PAT

    23/09/2015 09:57:22

    Ho letto molti libri dell'autore ma i "Doni della vita", scritto poco prima del suicidio, spiega e anticipa le motivazioni del suo gesto. Quello di un uomo rimasto completamente solo, in terra straniera, anche perchè in nessun luogo ormai si sente di casa. La disperazione traspare fra le righe, nn x sconvolgere ma x arrivare con discrezione solo a chi l'ha provata. Nn cerca compassione, forse neppure comprensione, è solo il suo libro d'addio x i suoi lettori, x spiegare loro il suo gesto, forse inevitabile, nel momento in cui si rende conto che oltre ad essere solo nn è neppure più autosufficiente e nn desidera finire in mani sconosciute. Assolutamente da leggere, da evitare in stato depressivo.

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    lorena

    25/02/2015 13:31:08

    E' una lettura scorrevole ma riduttiva. Non è stato dato il giusto spazio al grande arco temporale che racconta la vita di Pierre e Agnes. Scrivere la saga di una famiglia in così poche pagine è davvero un peccato, soprattutto se toccata da avvenimenti così tragici come le due guerre mondiali.

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    daniela

    23/07/2014 20:06:55

    Lettura dolce e intensa per gli avvenimenti di 50'anni, la storia di un paese della Francia del nord vissuti dal 1900 alla seconda guerra mondiale, le guerre viste con gli occhi di chi attende a casa, dal rancore all'amore, alla continuità. Bello per chi ama la lettura d'altri tempi e non, e per le descrizioni. Consigliato

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    Romolo Ricapito

    04/01/2013 03:37:05

    Con I Doni della Vita, pubblicato da una rivista antisemita sotto falso nome, Irène Némirovsky rompe la serie dei libri "pessimisti" per dare vita a una saga familiare dai contenuti positivi, perché tutto alla fine si risolve bene. In questa saga allora dominano come sempre i "Vecchi", sinonimo di conservatorismo, ricchezza e avidità. E dunque i Giovani, come Pierre, che rompe la tradizione dei matrimoni combinati sposando la diafana Agnes. La prima guerra mondiale si affianca alla seconda in un doppio racconto: Pierre, soldato valoroso, si riconoscerà nel figlio Guy, anch'egli soldato, tanti anni dopo. Del romanzo si è detto che ricorda Suite Francese per i racconti sulle popolazioni francesi che abbandonano le case prima e durante il dominio tedesco. Questo è vero, ma mentre in Suite Francese i protagonisti erano tutti e nessuno, qui la trama s'incentra all'interno della stessa famiglia di industriali di provincia. Il salto di diversità-più che di qualità-dell'autrice sta appunto nel lanciare un messaggio di speranza e non soltanto di cupa desolazione, come nei romanzi quasi contemporanei. La Némirovsky si distingue come scrittrice "fluviale": scrisse molti romanzi quasi in contemporanea, come disperata evasione dalla realtà. In tali romanzi inserì come un marchio indelebile la sua fortissima spiritualità, formata da tragicità unita a schiettezza "solare", seppure icastica ,con la quale rivendicava l'orgoglio di essere un'artista vera,dal talento naturale e davvero originale. ROMOLO RICAPITO

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    Alessandro

    13/12/2012 19:49:03

    Libro scorrevole con prosa semplice e chiara.....la speranza nel futuro e la fiducia sono le caratteristiche di ogni personaggio di questa grande storia

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    giancarlo

    17/11/2012 16:56:37

    definirlo un feuilleton si fa un torto a questo genere letterario.qui manca tutto:ambientazione,personaggi,trama inconsistenti,epilogo scontatissimo.in sintesi una delusione.

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    gianni

    04/08/2012 14:20:32

    Non è un capolavoro, ma è un buon libro. Scrittura piacevole, narrazione incalzante, una buona raffigurazione di un certa Francia provinciale che appare come la vera radice portante e vitale di tutto il paese. La speranza è la vera protagonista.

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    Cogitoetvolo

    03/05/2012 19:48:46

    Ci sono romanzi che conquistano per quanto rocambolesche sono le avventure che vi si raccontano. Altri che blandiscono con uno stile ricercato o un lessico originale. Altri ancora si distinguono per la specificità o la profondità degli argomenti che trattano. E poi ce ne sono alcuni, pochi, che hanno la qualità di parlare di tutto, della vita. Sono come delle sintesi e ti danno l'impressione che sì, quella storia parla del tale o del talaltro personaggio, ma in realtà sta parlando di te. Perché, benché la vicenda sia distante intermini temporali o spaziali, i sentimenti sono ceri, il dolore è il tuo, la gioia, moderata o smodata, è la stessa che cerchi tu. E ritrovare la vita varia e lunga da vivere tutta raccolta nelle poche pagine di un libro, poterla ripercorrere con un certo distacco e allo stesso tempo con passione, lo rende affascinante e ti fa dire è proprio così! anche io ho provato queste cose! E' quello che si sperimenta leggendo I doni della vita di Irène Némirovsky. Non voglio rivelare niente della trama, dove le vicende di tutti i personaggi si intrecciano con alti e bassi. Le pagine più belle riguardano la guerra. Arriva da lontano, ognuno la attende con sentimenti diversi, e poi la affronta con animo diverso. Non si raccontano le gesta degli eserciti, le grandi battaglie, ma le storie dei piccoli individui, piccoli atti di coraggio, animi nobili. La scrittura è quella classica dell'autrice, attenta ai moti dell'animo e ai gesti quotidiani. Alla fine del romanzo, quando tutto converge in un abbraccio appassionato non si può non commuoversi. LA RECENSIONE COMPLETA SU cogitoetvolo.it

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    maupes

    11/02/2011 22:43:35

    'I doni della vita' è un romanzo che lascia stupiti per la concisione a confronto della qualità dei temi ed i contenuti che esprime. Ed ancora una volta l'autrice conquista per lo stile e la fluidità nella prosa: piacevolissima, chiarissima, elegante, che sposa magnificamente sintesi e profondità allo stesso tempo, con un linguaggio oltretutto che per nulla risente del tempo trascorso. Irène Némirovsky sembra infatti una scrittrice contemporanea, da come tratta temi anche scabrosi per la sua epoca, con mirabile sensibilità ed apertura mentale. Condensare in poco più di 200 pagine questo splendido racconto che attraversa, descrivendola con le vicende dei personaggi di fantasia che abbiamo conosciuto, la storia di Francia e, se vogliamo, dell'Europa di quegli anni, è un esercizio che sa di miracoloso che però, avendo già conosciuto l'abilità di Irène, non stupisce più di tanto. Quello che traspare chiaramente nei suoi racconti è l'equidistanza che riesce sempre a mantenere rispetto agli avvenimenti ed i personaggi che racconta. Se questi ultimi infatti sono il prodotto della sua inventiva, il contesto nel quale li colloca è reale e potrebbe dar luogo a legittime prese di posizione, che Irène Némirovsky invece evita con abilità, rendendo perciò i suoi racconti ancora più preziosi, credibili ed ammirevoli. I 'I doni della vita' attraversa due guerre e di entrambe conosciamo le cause e, se vogliamo, la distinzione fra buoni e cattivi, ammesso che si possa sempre arrivare ad una divisione così netta e chiara. Eppure nei suoi romanzi non c'è mai una condanna degli uni a favore degli altri, ma solo, si fa per dire, la storia dei suoi protagonisti e della gente intorno calata in quegli avvenimenti. E' il lettore poi che può e deve trarre le sue considerazioni. Se pensiamo a come s'è poi conclusa la sua vita, sembra ancora più incredibile questa sua coerente e perpetua sospensione di giudizio.

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    Cristina V.

    09/01/2011 11:46:01

    Questo è il primo libro che leggo della Némirovsky, ne leggerò sicuramente degli altri. I doni della vita è un libro molto bello, la scrittura è pulita e scorrevole, la trama è appassionante. Vivamente consigliato.

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    elisabetta

    30/06/2010 14:12:33

    anche questo libro di irene nemirovsky merita il massimo dei voti.... studiato probabilmente in sintonia con l'altro suo capolavoro, suite francese, rispecchia i dolori e le gioie di due generazioni sullo sfondo della prima e seconda guerra mondiale. da leggere!!!!!!!!!!!

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    Giancarlo

    05/01/2010 19:27:39

    Bello e poi leggere la Némirovsky è sempre un grande piacere

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    Luciano

    04/01/2010 12:35:09

    Libro bello e scorrevole, che si legge tutto di un fiato e che ci fa' conoscere pagine vere della borghesia francese tra le due guerre. Con una particolare morale che spesso dimentichiamo: seguire l'amore è importante, ma nella consapevolezza che spesso con le rose arrivano anche le spine. E se, non ne siamo coscienti, le delusioni arrivano e possono far male.

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    vivi

    17/09/2009 14:53:08

    L’anno scorso ho letto per curiosità Suite Francese e da allora è cominciata una passione viscerale per tutti i libri di Irène Némirovsky, tanto è vero che ho letto tutti i libri pubblicati in Italia dalla Adelphi. L’ultimo, I doni della vita, non smentisce le opere precedenti, anzi evidenzia in maniera ancora più evidente la grande capacità di raccontare con parole semplici e un linguaggio scorrevole (l’ho letto in due giorni) le vicende umane della borghesia francese dei primi decenni del Novecento. Quello che mi piace della scrittrice non è solo la capacità di raccontare dei mondi umani e i contrasti che li caratterizzano, ma è il suo riuscire a mostrare la complessità emotiva e psicologica che caratterizza tutti i personaggi. Pierre, Agnes, Guy, Colette, Simone e Rose sono sì personaggi del mondo letterario, ma allo stesso tempo sono profondamente umani perché, ci commuovono e ogni loro gesto o parole ci rende partecipi alle loro vicende umane. Consiglio a chi non lo avesse letto anche Suite Francese nel quale si troveranno elementi in comune (il conflitto mondiale, gli amori e le fughe per la salvezza) a I doni della vita, ma coinvolgenti sono anche tutte le altre opere della formidabile scrittrice perché raccontano universi umani e destini umani da lei ben conosciuti. Da leggere. Vivi

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    claudio

    14/09/2009 09:36:36

    Ancora un grazie all'Adelphi per averci fatto conoscere questa scrittrice straordinaria. Il libro riporta la storia epica di una famiglia della provincia francese seguendola dall'inizi del '900 all'invasione tedesca del '40. La parte finale ricorda molto il libro che ci fatto conoscere la Nemirowsky, la quale, come noto, non ha mai conosciuto l'esito finale della guerra essendo morta ad Auschwitz. Figura chiave è Pierre che riesce a disobbedire al nonno-padrone e sposare una ragazza di un rango economico inferiore, che diventerà coprotagonista del romanzo. Si legge benissimo e si ha voglia di continuare, finendolo così in pochissmo tempo. Da consigliare vivamente.

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    Sarah

    18/07/2009 20:35:41

    iniziato e praticamente terminato, scorre velocemente, tra una guerra e l'altra, tra un sentimento e l'altro, giudizio assolutamente positivo

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