FEBBRE - Jonathan Bazzi - ebook

FEBBRE

Jonathan Bazzi

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: Fandango Libri
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 654,1 KB
Pagine della versione a stampa: 328 p.
  • EAN: 9788860446251

46° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

Salvato in 41 liste dei desideri

€ 9,99

Punti Premium: 10

Venduto e spedito da IBS

EBOOK

Compatibile con tutti i dispositivi, eccetto Kindle

Cloud: Sì Scopri di più

Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Jonathan ha 31 anni nel 2016, un giorno qualsiasi di gennaio gli viene la febbre e non va più via, una febbretta, costante, spossante, che lo ghiaccia quando esce, lo fa sudare di notte quasi nelle vene avesse acqua invece del sangue. Aspetta, cerca di capire, fa analisi, sospetta tutte le malattie del mondo, pensa di avere qualcosa di incurabile, mortale, pensa di essere un malato all'ultimo stadio. La sua paranoia continua fino al giorno in cui il suo medico omeopata non gli suggerisce il test dell'HIV e la realtà si rivela: Jonathan è sieropositivo, non sta morendo, quasi è sollevato...
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,31
di 5
Totale 253
5
130
4
91
3
18
2
10
1
4
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    GiuliaLC

    20/11/2020 21:26:08

    Febbre è un'autobiografia piuttosto brutale. Sento di trovare molto difficile il giudicare il vissuto di qualcuno che - è vero - ha scelto di esporsi ma che comunque rimane un essere umano come me, come mi sentirei se giudicassero la mia vita e le mie scelte? Comunque, Febbre è un'autobiografia di Bazzi, si svolge su due linee temporali: nel 2016 quando Bazzi scopre di essere sieropositivo, l'altra linea segue la sua vita da bambino ad adolescente, in un contesto famigliare complicato e un ambiente, quello delle case popolari, non facile da affrontare, che fa quasi paura. Unica nota negativa. Non ho particolarmente amato lo stile, personalmente non apprezzo i periodi troppo brevi e i frequenti a capo, rendono la narrazione un po' spezzata. Ho amato Febbre perché è crudo e reale, tratteggia una realtà, quella delle zone dell'hinterland milanese più in difficoltà, che esiste, che vive e che troppo spesso viene dimenticata. L'ho amato anche perché è il modo in cui Bazzi prende in mano la sua condizione di sieropositivo e ne diventa "padrone". Non è propriamente un modo per dire "io non mi identifico solo con il virus, non sono l'HIV", è più un modo di uscire dall'ombra, per dire "esisto", noi sieropositivi ci siamo, siamo nelle vostre vite e abbiamo vite normali, conviviamo con l'HIV. È un modo per riportare l'attenzione su una condizione la cui percezione generale è rimasta ferma agli anni Ottanta dove la sieropositività equivaleva a morte. Quindi ringrazio Bazzi per averci regalato la sua esperienza, per aver aperto le porte della sua mente e dei suoi ricordi, anche i più brutali.

  • User Icon

    chry

    12/11/2020 00:34:43

    Libro che parla in modo molto intimo e sincero della sua esperienza personale, e di come sta riuscendo a superare questo ostacolo. Scritto molto fluidamente.

  • User Icon

    Marco

    06/11/2020 16:49:19

    Soprattutto scritto molto bene. A parte la storia personale, allucinante come purtroppo tante altre, penso a quante persone possono rispecchiarsi nelle sue ansie, paranoie, depressioni. Uno spicchio di umanità, fra lacerazioni, contraddizioni, sentimenti confusi ma pur sempre sentimenti in un mondo che li sta perdendo. La sua storia mi fa riflettere quanto è importante, nonostante la crudeltà che la vita gli ha offerto e la conseguente autocommiserazione, "l'anelito" a voler cambiare la propria storia, a dare spazio al positivo.

  • User Icon

    maddalena

    05/11/2020 14:59:50

    la storia è semplice e cruda ma piuttosto piatta e priva di slancio narrativo ed empatia con il lettore. A mio parere più coinvolgente la descrizione dell'hinterland di Rozzano, con ambienti e personaggi reali.

  • User Icon

    Ross

    21/10/2020 15:02:40

    Per essere un romanzo d'esordio lo trovo eccellente. Un'autobiografia che affronta temi difficili, primo fra tutti l'Hiv, con un linguaggio diretto, mai retorico, mai banale. Commuove, fa sorridere, fa tenerezza il Jonathan bambino che vive una realtà difficile, e il Jonathan adulto che si macchia di due "colpe": essere gay ed essere sieropositivo. Sicuramente triste, ma il finale apre la porta alla speranza.

  • User Icon

    Alessandro

    20/10/2020 18:54:04

    Jonathan tratta tematiche molto delicate con tatto ed ironia. Un libro da leggere assolutamente.

  • User Icon

    Rebecca My

    16/10/2020 15:10:32

    "Prendere nota: la mente è più pericolosa di tutto quello che la circonda, i problemi veri sono quelli che lei - artigiana, falegname, burattinaia - si costruisce da sola. Teatro delle ombre. Ogni cosa che viene dall'esterno è risolvibile, la si può scansare, attraversare. Ma se è la mente stessa a diventare ostile, dove te ne vai? Cosa affronti, dove ti sposti? Energie in eccesso: liberarle, condividerle, mandarle nel mondo. Altrimenti ti si ritorcono contro." Sono stata sveglia fino a notte fonda perché avevo fame di questo libro. Il piacere della lettura si è tramutato presto in necessità di conoscere, comprendere, avere più spunti di riflessione. Luogo fondamentale è Rozzano, che è "[...] Sud senza il calore del Sud", luogo ostile, ottuso, soffocante e violento, in cui è bello tornare solo perché non ci si vive più. In contrapposizione a Rozzano ci sarà poi Milano, città di opportunità, libertà e consapevolezza. "Febbre" è un libro duro, è un pugno alla bocca dello stomaco. Ti prende per le spalle e ti scuote, ti costringe ad avere a che fare con delle realtà che normalmente sono taciute: la sieropositività, la periferia, la balbuzie, l'ansia, la paura di fallire e tanto altro. Tutti questi temi sono esposti con uno stile asciutto, i periodi sono brevi e conferiscono alla narrazione un ritmo incalzante, per cui diventa davvero impossibile staccare gli occhi dalla lettura.

  • User Icon

    Virginia

    15/09/2020 11:10:39

    Un esordio sconvolgente. La scrittura di Jonathan Bazzi non usa scorciatoie e arriva dritta e cruda a solleticare i pensieri e il credo del lettore. Il suo percorso autobiografico si scaglia forte contro lo stigma dell’HIV rivelandone tutte le radici e raccontando il dolore con un’intensità che costringe chi legge a porsi tante domande. Consiglio di leggere “Febbre” e di seguire Bazzi sui social e negli articoli che scrive per riviste e giornali

  • User Icon

    Gabriele Della Torre

    23/08/2020 08:43:34

    Libro scritto nel modo giusto che trasmette al lettore l'angoscia e l'impotenza di fronte a una causa sconosciuta. Arrivati alla diagnosi sentiamo la liberazione da questo peso. Finalmente capiamo i motivi e troviamo un equilibrio.

  • User Icon

    xR

    20/08/2020 18:45:29

    Un romanzo particolare e sicuramente atipico. Due fasi diverse della vita che vengono raccontate parallelamente: il Johnathan bambino e poi ragazzo che cerca di trovare il suo posto in una Rozzano che non fa per lui, contro l'uomo ormai trentenne che scopre di avere l'HIV e impara a conviverci. Ciò che ho più apprezzato è sicuramente lo stile adottato da Bazzi: una scrittura rude, diretta, a volte fin troppo esplicita e ai limiti del volgare. Nonostante ad alcuni possa risultare inappropriata, a mio avviso è l'unico registro utilizzabile per poter raccontare con efficacia e in maniera immediata una tematica estremamente delicata e altrettanto taciuta come se fosse ancora un tabù. Nota di merito all'autore che ha saputo mettersi a nudo con coraggio, esponendosi consapevolmente ai pregiudizi ahimè fin troppo frequenti. L'unica cosa che mi ha fatto abbassare il punteggio è che, nonostante all'inizio non riuscissi a staccarmi dal libro, poi un po' sì è perso nel racconto.. ho avuto l'impressione che in alcuni punti abbia "allungato il brodo" in maniera non necessaria, con il risultato che l'impatto del racconto ha perso forza.

  • User Icon

    W77

    12/08/2020 17:31:20

    Stile modaiolo (evviva la paratassi), ma Bazzi ha buon gusto. Finale un po' deludente (non perché sospeso ma perché un po' naif).

  • User Icon

    Sara

    31/07/2020 08:08:18

    Libro che ho trovato fantastico per tre quarti, poi sul finale mi sono un po’ persa, ha perso il mordente iniziale. E’ una lettura che mi e’ piaciuta molto, merita di essere letto.

  • User Icon

    Laura

    22/07/2020 08:48:06

    Febbre di Jonathan Bazzi Fandango editore è un romanzo che ne racchiude due. Uno incentrato sulla scoperta della malattia, o meglio di quello strano malessere che si fa ogni giorno più invadente e destabilizzante, che impedisce di condurre un’esistenza normale, che fa abbandonare le occupazioni e le preoccupazioni giornaliere, per diventare pensiero dominante, ossessivo, unico. Fino alla diagnosi che alla fine rappresenta anche una liberazione, un sollievo. “Il terrore e il panico stanno nello spazio che precede incontri e collisioni.” L’altro è la storia di una bambino nato da una “coppia di nemici”, due persone che non avevano nulla in comune, eppure hanno riprodotto qualcuno. “Io sono il precipitato imprevisto di una storia durata niente” Un bambino cresciuto con i nonni, in una periferia degradata, con una madre giovanissima che cerca di costruirsi una vita, un padre assente, sempre atteso, sempre deludente. Un ragazzino che balbetta, che ama i giochi femminili, che scopre già all’asilo di essersi innamorato di un suo compagno di classe. Fragile, indifeso, incapace di difendersi dalla cattiveria, dalle prese in giro. Un adolescente che abbandona la scuola perché è un mondo che non solo non lo capisce e non lo accoglie, ma nemmeno lo difende. Un giovane che farà del perfezionismo e dell’assoluto il solo nodo per affrontare l’imprevisto, l’incognito, il futuro. Un romanzo che parla di vita vera, duro, eppure autentico, sincero, come la scelta di non nascondere la diagnosi, di dire a viso aperto qual è la malattia, di accettare quella sigla HIV e di farsene in qualche modo scudo e bandiera

  • User Icon

    importante

    20/07/2020 14:04:45

    questo libro porta con sé un messaggio importantissimo sugli stereotipi e sui pregiudizi. non riesco a mettergli la quinta stella perché le esplicitazioni mi sono sembrate non necessarie, visto che la scrittura e la tensione intorno a questa benedetta febbre funzionano bene da sole.

  • User Icon

    giorgio g

    15/07/2020 10:07:54

    È un romanzo su un gay a cui viene trovato l’HIV. Non è un romanzo per me, ma l’ho voluto finire perché avevo voluto vedere se migliorava. Anzi, è stato sempre peggio. Si è detto tutto.

  • User Icon

    Virginia

    14/07/2020 18:25:19

    Il libro più bello e inaspettato di quest’anno. Una scrittura nuova, intensa e intima di cui si sentiva il bisogno. Candidato allo Strega non vincitore effettivo, ma di certo vincitore morale.

  • User Icon

    Ciro D'Onofrio

    10/07/2020 19:37:48

    Febbre è un romanzo pop, dalla scrittura moderna, veloce, accattivante che affronta con rigore, talvolta brutale, la denuncia di una vita all’insegna della diversità e del disagio fin dall’ infanzia. La vita complicata e maledetta di un’adolescente omosessuale che vive nell’hinterland milanese che è perversa miscela di violenza, ignoranza e degrado. E soprattutto la denuncia della malattia, l’HIV. Un racconto coraggioso, mai pedante, mai melenso, condito di una certa ironia e di una grande consapevolezza. Jonathan, il protagonista, trova la forza e soprattutto trasmette la forza di un grande riscatto, insegna la capacità di sapersi rialzare dalle ferite della discriminazione, dalle offese degli uomini e della malattia, riuscendo a recuperare lo sguardo rivolto al futuro. Una forte storia autobiografica che regala ai lettori il grande debutto di Jonathan Bazzi.

  • User Icon

    Silvia Gaia

    08/07/2020 15:31:52

    L'ho comprato per due motivi: perché parla di Rozzano, un paese un po' malfamato vicinissimo a Milano, e perché mi intrigava l'argomento. Le storie dei gay - e spero di non stare dicendo niente di politicamente scorretto - sono sempre a tinte più forti di quelle degli etero. In particolare i loro amori sono più intensi, il sesso più sfrenato, le vite meno "normali", o almeno sorprendenti quando parlano della quotidianità. Qui c'è poi il tema dell'HiV, una malattia che ancora stigmatizza, benché per fortuna oggi ci si possa convivere. Avevo letto altri libri sul tema, di solito li leggo molto in fretta, mi appassionano. Quanto alla scrittura di Bazzi, in effetti non è niente di nuovissimo né di stupefacente, ma è molto lineare e scorrevole mi sembra che come esordio non sia affatto male. E' un memoir, e c'è chi dice che non è proprio come scrivere un romanzo perché non si inventa nulla, ma si deve ugualmente avere un senso del ritmo, saper catturare il lettore, e questo libro ci riesce. E' stato criticato perché "ci vuole descrivere" tutti i personaggi di Rozzano. In effetti ce ne sono tanti e spesso sono poco più che macchiette, ma non mi è dispiaciuta questa carrellata di tipi umani: per quanto sopra le righe, non sembrano finti. Hanno un'autenticità che dona loro umanità.

  • User Icon

    Anto

    07/07/2020 13:11:58

    Jonathan è nato in un quartiere periferico, costituito da grandi palazzi di cemento che accolgono persone umili. Lui è stato concepito da una coppia giovanissima, la cui relazione probabilmente non sarebbe durata a lungo e non sarebbe sfociata di certo in un matrimonio. Ed è stato in ogni caso un matrimonio durato poco, che ha determinato il trasferimento di Jonathan dai nonni materni. La madre bambina di Jonathan ha dovuto buttarsi anima e corpo nel lavoro ed il bambino, cresciuto dai nonni, ha sempre vissuto con un senso di vuoto, determinato da una madre assente e da un padre che non ha mai avuto voglia di mantenere affetti stabili. In tutto ciò, Jonathan ha sempre manifestato un problema di balbuzie che lo ha ostacolato nello stringere amicizie e ben presto si è accorto di essere attratto dai ragazzi. Nel 2016, quando ormai vive a Milano ed ha una relazione stabile con Marius, una febbre persistente si manifesta, togliendogli pian piano le forze. Questo senso di spossatezza, lo induce a ricercare la causa della febbre, prima su Internet, e poi rivolgendosi al suo medico. Jonathan comincia a pensare di essere stato colpito da una malattia grave, più ricerca e più scopre infinite possibilità, una più terribile dell'altra. La sua ansia cresce e la sua febbre continua a persistere, indebolendolo sempre più. Finché arriva il risultato dell'HIV. Sí, Jonathan è sieropositivo, ma ci sono anche dei nodi psicologici da sciogliere. Bisogna rivivere la propria storia, far pace con sé stesso ed ammettere di non essere un supereroe, ma un essere normale pieno di debolezze, con un'infanzia fatta di mancanze e di silenzi che hanno intaccato la capacità di socializzazione, solo così è possibile ricominciare a vivere con serenità e prendere coscienza di sé e della propria forza interiore. Un libro intimo, senza alcun filtro, che cattura il lettore e loconduce per mano dentro questo viaggio introspettivo che inizia nell'infanzia e finisce in un momento di magica stabilità emotiva.

  • User Icon

    Maria

    04/07/2020 19:17:40

    Quoto la recensione di Giacomo. La storia merita attenzione e l’autore ispira onestà e sensibilità. Ma la letteratura è un’altra cosa. Oserei dire che non basta una storia forte, se non c’è una rielaborazione, uno stile. Ma evidentemente per l’industria libraria ( non uso la parola “letteraria” di proposito) di oggi, basta, avanza e arrivi in finale allo Strega. Più che un libro, sembra la giustapposizione di pagine di un blog scritto senza pensarci troppo. La punteggiatura è usata malissimo, le frasi troppo brevi sono fastidiose. Candidatura inspiegabile.

Vedi tutte le 253 recensioni cliente
Note legali