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Fenomeno

Artisti: Fabri Fibra
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Universal
Data di pubblicazione: 7 aprile 2017

nella classifica Bestseller di IBS CD - Black e Hip Hop

  • EAN: 0602557453294
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione

Edizione in CD.
FABRI FIBRA sta per tornare con il nuovo album in studio “Fenomeno” perché ha nuove cose da dire.
Ad annunciarlo è lui stesso tramite un video-autocitazione postato sui suoi profili social:
«Prova ad essere un fenomeno / Tutti quanti chiedono un fenomeno /
Ti convincono che sei un fenomeno / Se ti vesti come un fenomeno /
Tutti cantano come un fenomeno / Ma al lavoro vogliono un fenomeno /
Ogni donna vuole un fenomeno, un fenomeno...»
[Fabri Fibra/Uomini Di Mare, La Cosa Più Facile , 2004]
Faceva così un brano di Fabri Fibra scritto nel 2003 ed uscito sotto il nome del suo vecchio gruppo Uomini Di Mare nel 2004. Avrebbe già dovuto intitolarsi “Fenomeno”, ma prese poi il titolo “La Cosa Più Facile”. Da lì a poco il gruppo si sarebbe sciolto e Fibra avrebbe intrapreso la carriera solista che lo ha portato nel 2006 a firmare con Universal. In poco tempo il concetto espresso in quelle strofe avrebbe dilagato. Grazie al web e ai social network oggi siamo tutti dei enomeni, anche nostro malgrado. Basta un profilo Instagram aperto per spingerci ad essere fenomenali, oggi come ieri, oggi più di ieri.
Fabri Fibra torna quindi con un nuovo album in studio: “FENOMENO””. Anticipato dall’omonimo singolo, l’album sarà pubblicato in due formati: CD e 2LP. Contiene 17 brani ed alcune collaborazioni di rilievo come Roberto Saviano, TheGiornalisti e Laïoung.
Fibra ha nuove cose da dire e lo fa nell'anno in cui il concetto di fenomeno è più attuale che mai, proprio come il rap.

Disco 1
  • 1 Intro
  • 2 Red Carpet
  • 3 Fenomeno
  • 4 Skit - Il tempo vola
  • 5 Money for Dope (2017)
  • 6 Pamplona (Feat.Thegiornalisti)
  • 7 Equilibrio
  • 8 Skit - Considerazioni (Feat.Roberto Saviano)
  • 9 Cronico
  • 10 Stavo pensando a te
  • 11 Lascia stare
  • 12 Dipinto di blu (Feat.Laioung)
  • 13 Invece no
  • 14 Ogni giorno
  • 15 Le vacanze
  • 16 Nessun aiuto
  • 17 Ringrazio
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Se il rap italiano di oggi ha bisogno di un Fedez solo come bersaglio per divertite prese per il culo (ah, il dissing…) ben diverso è – all’interno di una “scena” sempre più affollata – il ruolo di Fibra. Fabri è la superficie che ha a disposizione l’hip hop italiano per specchiarsi e vedere se esiste davvero, anche con qualche cicatrice e capello bianco in più. E non solo perché è stato il primo ad avere quel successo che la nuova scena ha visto solo nei meme (Magazine della Dark Polo Gang immagina una visibilità che forse mai avranno e ci fa ironia prima che sia realizzata), ma soprattutto perché ha sviluppato un percorso professionale talmente imprevedibile – tra hit e flop – e personale da risultare come uno dei pochi credibili prima come uomo (maschio, ora quarantenne, tormentato) che come rapper.

Senza girarci troppo intorno, Fabri Fibra è il nostro Eminem, nel bene e nel male, fatto a sé stesso e agli altri. Fenomeno è un disco che vince la tentazione omologatrice imperante dal rap marketing, non segue le impronte delle nuove sneaker di tendenza, ma si presenta nudo e in disordine al grande party delle classifiche. Basta ascoltare Ringrazio, forse il pezzo più importante della sua carriera e in generale una delle future pietre miliari dell’hip hop italiano: una base scassata e quasi grime è la stampella per tentare di tenere a tempo uno sfogo che parola dopo parola diventa un racconto – lontano dalla banalità dell’autofiction romanzata – che traghetta il genere dalla CNN del ghetto a quella dell’anima.

Non ci vuole solo coraggio a scrivere un pezzo così, parlando “non bene” della madre, ci vogliono soprattutto esperienza e mestiere per dare valore al rischio, renderlo unico e non solo piccola provocazione (non è un caso se i rapper che rischiano oggi abbiano tutti passato abbondantemente i trenta, ascoltate l’ultimo di Dargen D’Amico). Ringrazio potrebbe bastare per consigliare l’acquisto di tutto l’album, ma ci sono altre due tracce che testimoniano il dono e lo sforzo di Fibra di stare lontano dal banale (e non è semplice scimmia per la provocazione) lasciando intravedere che la sfida di tutto il rap a venire non sarà né nelle basi né nel flow, ma nella scrittura: Stavo Pensando a Te, canzone d’amore all’humor nero, e Le Vacanze, piccola madeleine “senza zuccheri” che cita l’Enzo Jannacci de Lo Zoo Comunale. Poi non dimentichiamo che il rapper è anche un buon artigiano di hit, ne sono la conferma la title track e Pamplona, già promessa di tormentone estivo anche grazie al ritornello dei Thegiornalisti.

Recensione di Giovanni Robertini.