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Gianni Mura

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 227 p., Brossura
  • EAN: 9788807720413
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Recensioni dei clienti

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    Giovanni

    05/04/2014 23.25.54

    Ho trovato il libro molto divertente, godurioso per la descrizione della cultura dei luoghi e per la ricchezza degli aneddotti. Mi è rimasta solo una curiosità che forse hanno avuto anche altri lettori: in che modo ha scelto i nomi con i quali ha ribattezzato alcuni corridori arci-noti?

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    Massimo F.

    13/10/2011 23.34.41

    Peccato. Un ottimo giornalista, grande conoscitore della Francia e della sua gastronomia, del ciclismo, del tour de France avrebbe potuto realizzare una vera e propria "chicca", unica nel suo genere. Invece il tutto si riduce ad una scarna cronaca ciclistica (con nomi parzialmente fasulli che abbattono le emozioni e i ricordi del lettore) e a qualche flash goliardico-gastronomico poco coinvolgente: il tutto tenuto assieme da un esilissimo e banalissimo plot (thriller??). Occasione persa.

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    anticonemico

    25/03/2009 19.42.50

    Un romanzo originale ed azzeccatissimo che fa amare il ciclismo e la Francia....Bravo Mura...sei il degno erede di Gianni Brera.....ti pare poco???

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    gmb

    09/12/2008 14.31.34

    Peccato che al posto di nomi di finzione non ci fossero i nomi veri dei ciclisti...tra l'altro riconoscibili per gli esperti. Peccato non essere un gourmet e conoscere poco della geografia e della cultura culinaria francese... peccato perchè tutto sommato il libro è discreto. Voto 3/5

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    lucio

    09/09/2008 13.03.15

    Da vecchio estimatore di Gianni Mura, del suo modo di scrivere e di raccontare la Francia, non potevo non leggere il suo libro, non è certo un capolavoro della letteratura, ma è sempre un libro piacevole da leggere per chi è appassionato di ciclismo e di buona cucina. Confesso che avrei preferito che l'autore avesse chiamato i protagonisti con il proprio nome, anzichè usare dei cognomi francamente a volte improbabili.

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    Filippo

    22/07/2008 15.11.07

    abbastanza entusiasmante, mai banale o scontato. Risente però dell inesperienza romanzesca di Gianni Mura nella parte riguardante gli articoli sul tour (troppo complicati e un pò noiosi). Libro comunque da leggere!

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    l. paoletto

    08/01/2008 14.03.18

    Piu' che essere patiti di sport e thriller bisogna essere cultori della cucina francese, e saper un po' della lingua d'oltralpe per apprezzare le ricette e le grandi mangiate che si fanno i protagonisti.Onestamente mi aspettavo di meglio dal Sig. Giuanni Mura.Comunque si puo' leggere.

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    daniele caiani

    07/01/2008 22.11.07

    il libro mi è proprio piaciuto. intendiamoci non è un capolavoro, non è che ti cambia la vita, non è quello che non è! è un bel libricino che ho letto con molto interesse, divertimento e passione. il ciclismo non mi fa impazzire, non conosco il francese ma ... durante tutta la lettura mi sono sentito "presente" sulla scena. BRAVO GIANNI!!!

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    senna

    24/12/2007 09.32.50

    Non mi ha convinto, giallo poco appasionante. E il cambiare nomi ai veri ciclisti non mi è piaciuto si perde qualche cosa

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    STEVENFAUST

    26/11/2007 12.30.41

    Un buon libro, per chi ama il ciclismo, i viaggi, la buona tavola. Forse mi aspettavo meglio, leggendo da anni il Mura giornalista. Forse nella cronaca delle tappe del Tour poteva anche usare i nomi veri dei ciclisti oppure inventare un Tour che non c'e' mai stato...

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    Tex

    14/10/2007 17.50.59

    A me il libro è piaciuto.Ho 18 anni.E' per chi ama il Tour e conosce bene Gianni Mura e la sua passione per la buona tavola.Per un appassionato di ciclismo la vera sfida è capire a quali corridori reali corrispondano i nomi fittizi che l'autore usa.

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    aristos

    26/09/2007 12.57.10

    Riciclaggio delle cronache del Tour; riciclaggio di expertise da bon gourmet, come ormai è di moda nei libri, soprattutto gialli (Nero Wolfe insegna); riciclaggio di battute abusate e di storielle risapute; riciclaggio di citazioni e di riscritture, come insegna Umberto Eco. Questo e' il libro. La trama gialla e' solo un piccolo pretesto per condire tutto cio'. Ma non regge il racconto, non regge la soluzione, piuttosto artefatta, non regge il commissario, piu' che un personaggio, solamente un banale anagramma. Si legge? Si legge, ma poi si butta via.

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    Picasso

    08/09/2007 16.48.57

    "Giallo su giallo" è un giallo scadente. Non emoziona, non ci sono colpi di scena, la trama è veramente di scarsa qualità e poi è infarcito di nozioni, riferimenti, storielle, aneddoti, nomi, cibi, sigarette, vini e tanto altro materiale che non ha niente a che fare con la trama. Massimo Gatta ha sottolineato (con un malcelato orgoglio intellettuale) su questo sito (6/7/07) che forse siamo troppo piccoli per capire questo “capolavoro” in quanto “per apprezzare appieno la raffinata scrittura di Mura devi avere almeno 50 anni”. Se veramente fosse così (e ne dubito) nessun problema: basta che l’editore aggiunga una fascetta sulla copertina con la dicitura “vietato ai minori di 50 anni”: Almeno si evita che tanta gente come me investa 14 euro in questo prodotto editoriale veramente scadente oltre che numerose ore di lettura estiva invece che orientarsi su libri di tutt’altro livello (ora, ad esempio, sto leggendo il bellissimo “L’ombra del vento” di Zafon) "Giallo su giallo" è un libro consigliato a chi vuol rivivere le cronache ciclistiche del Tour de France 2005 che Mura peraltro ha già pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” e agli amanti di chilometriche digressioni su piatti e vini francesi, di cui personalmente ne ignoravo l’esistenza. “Giallo su giallo” è stato infine certamente un affare per Mura, così come la trovata pubblicitaria di metterne una copia nelle mani del Presidente Prodi mentre, intervistato da un giornalista televisivo appena uscito da una libreria bolognese, si apprestava al suo periodo di ferie estive.

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    ant

    27/08/2007 21.52.18

    L'inizio è ad effetto ,così come le storie parallele del tour, poi(secondo me) si scollega un pò il tutto e resta solo il piacere...delle belle descrizioni culinarie e dei vini francesi

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    vivelafrance

    07/07/2007 20.13.41

    Gianni Mura poteva scrivere solo questo libro, nel quale ha messo tutto il suo mondo: il buon cibo e il buon vino, gli eccessi, la moglie, le rubriche, qualche giochetto di parole e 2 righe su Paolo Conte. Il giallo è solo un pretesto e funziona senza grandi emozioni e senza grande talento. Aveva giurato che mai avrebbe scritto un libro, non so chi o cosa lo abbia spinto (l'editore? la moglie? l'età?). Il libro resta simpatico, divertente per chi segue il Tour (o per chi segue il giornalista) ma contiene troppe cose che non servono a nulla se non a raccontare proprio Mura, che rimane molto apprezzabile come cronista. Forse era meglio scrivere un diario...

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    Massimo Gatta

    06/07/2007 11.29.38

    Ho visto che molti dei giudizi espressi dai lettori sono negativi. Ragazzi mi dispiace ma per apprezzare appieno questo libro (non so se sia o meno un romanzo, per me è un gran bel libro), la sua raffinata scrittura e ovviamente l'autore bisogna avere almeno 50 anni e aver letto tante cose e ascoltato certi dischi e amato certi scrittori. In caso contrario vi perdete l'80 per cento di quello che il libro NON dice ma sottintende. Gianni Mura è un grandissimo giornalista e la sua scrittura è figlia del grande giornalismo lettarario italiano, per intenderci Brera, Soldati, un certo Fusco, Bianciardi, gente così. Inutile cercare il capolavoro, prendetevi la scrittura, l'ironia, la raffinatezza di certi passaggi, il sapore e il profumo di una certa Francia, ovvio anche il ciclismo, ma riflettendo su come si possa fare cronaca sportiva e insieme letteraria. Ma ripeto: gli under 50 leggano altro, oppure evitino certi giudizi critici troppo scontati, ma si sa a vent'anni.... C'est tout. Buona lettura a chi sa.

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    Stefano Marzetti

    02/07/2007 10.52.14

    Sufficienza piena per questo romanzo d'esordio di Gianni Mura, ambientato nella più importante delle corse ciclistiche a tappe, il Tour de France, quello della maglia gialla del vincitore. Attenzione: "Giallo su giallo" - con tanto di biciclette da corsa in copertina - non è solo un libro per appassionati di ciclismo. L'autore, infatti, oltre che una raffinata penna nel settore del giornalismo sportivo (calcio e due ruote, per lo più) è anche un maniacale appassionato di cucina, un vero 'gourmet' di ricette e usanze culinarie e internazionali. Non a caso, con sua moglie, cura una specifica rubrica settimanale sull'inserto "Il Venerdì di Repubblica". Nella storia romanzata da Mura c'è lo sport, la vita da suiveurs (coloro che seguono la corsa) ma c'è anche il thriller (il giallo). Ci sono le descrizioni delle sfibranti tappe del Tour de France (ancora il giallo) e quelle dei piatti tipici francesi descritti con minuziosa perizia: dai vini d'ogni regione dell'antica Gallia, ai rinomati formaggi, ai liquori. In questo, il volume è anche una guida per attenti buongustai. Lettura scorrevole, solo qualche intoppo a causa dei tanti nomi contenuti nei paragrafi dedicati alla competizione sportiva.

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    Paolo

    22/06/2007 10.17.44

    Un libro sul ciclismo e sulla Francia. Il giallo e' ininfluente

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    antonella

    09/06/2007 01.02.28

    Non credo che Gianni Mura intendesse scrivere il capolavoro della letteratura del millennio ma un piccolo affresco ricco d'amore per il ciclismo,uno sport bizzarro e contraddittorio,per la francia e tutte le buone tavole e le buone cantine, italiane e francesi. Ma soprattutto è un libro ricco di amore per la gente, per coloro che sensibili alla vita, rimangono affascinati da tutto ciò che entra sotto la pelle e se la cronaca e la morte si incrociano con i nostri sentimenti, non è altro che la fotografia delle nostre vite di tutti i giorni. Peccato tante frasi in francese non spiegate a noi poveri "inglesizzati" da scelte scolastiche (ma lo stimolo a cercare la traduzione è servito ad aprire altre porte della conoscenza)

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    saverio

    25/05/2007 13.22.12

    Gianni Mura è un buon giornalista. Punto. Purtroppo la sua prova narrativa rivela che scrivere romanzi non ha nulla a che fare con il giornalismo. Mi ha fatto la stessa impressione che mi fanno i vari Vecchioni, Guccini ecc quando si improvvisano scrittori: persone sbagliate nel posto sbagliato. Il romanzo di Mura è simpatico, generoso, ma del tutto improponible e debole nei personaggi, nei dialoghi, nella lingua e nella costruzione.

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