(Pietroburgo 1865 - Parigi 1941) scrittore russo. Dopo alcune opere di impostazione modernista, fra cui la raccolta di versi Simboli (1893), delineò più chiaramente il suo pensiero nella trilogia di romanzi storici Cristo e anticristo, comprendente Giuliano l’Apostata, o la morte degli dei (1896), Leonardo da Vinci o la resurrezione degli dei (1901) e Pietro e Alessio (1905), la cui idea centrale è l’opposizione fra la concezione greca della santità della carne e la concezione cristiana della santità dello spirito. Fu anche autore di drammi storici (Paolo I, 1908; Lo zarevic Aleksej, 1920) e di romanzi dedicati a personaggi ed eventi della storia russa (Alessandro I, 1911; 14 dicembre, 1917). La sua opera più importante, apparsa a puntate sul «Mondo dell’arte» dal 1901, è un saggio su Tolstoj e Dostoevskij, basato ancora una volta su un’interpretazione antitetica che vede in Tolstoj il poeta della carne, opposto a Dostoevskij poeta dello spirito. Sentendosi chiamato a una missione profetica, M. divenne l’anima di raduni religioso-filosofici durante i quali laici e clero si facevano interpreti della vocazione messianica del popolo russo. Dopo il 1917 si schierò contro il comunismo, emigrò a Parigi dove divenne uno dei capi riconosciuti dell’intellighenzia russa in esilio, pubblicò saggi filosofici e ricerche storiche (Il regno dell’Anticristo, 1920; Napoleone, 1929; Vite di santi da Gesù ai nostri giorni, 1936-38).