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Traduttore: C. Previtali
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2000
Pagine: , ill.
  • EAN: 9788806154950

Recensioni dei clienti

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    Lorenzo Panizzari

    25/05/2012 16.17.16

    L'ho letto per la sua fama, ma ne sono rimasto molto deluso. Fumettisticamente scarso per grafica ed impaginazione: vignette a tratto spesso, disegni piccoli e saturi, uso/abuso di nero pieno e linee fitte/incrociate per riempire di tutto e creare atmosfera cupa; tavole statiche, troppo regolari per dimensioni ed allineamento; narrazione lenta e monotòna (tutto allo stesso livello emotivo), littering di un solo tipo ed anonimo caratterizza il passaggio presente-ricordo. Curioso l'abbinamento animali/popoli, ma a differenza degli animali utilizzati l'uomo è "una" razza e la trovata lascia il sapore del razzismo di ritorno (inconscio?) da parte della vittime. La ricerca di proprie radici attraverso quelle del padre, l'ebreo stereotipato (padre avaro e figlio settario), la prima moglie mitizzata che aleggia per il racconto, la seconda come surrogato e svilita, la gravità per Vladek dei banali problemi del presente contrapposta alla normalità narrativa del tragico passato, qualche guizzo ironico nel finale (racconta del gas per gli ebrei e poi l'insetto ucciso con il ddt, il figlio diventa fisicamente bambino con il terapeuta e di fronte ad alcuni problemi) ecc ecc: trucchetti insufficienti a sollevare l'opera dalla bassa mediocrità. Non tutto ciò che parla della shoah deve essere importante (pena l'essere tacciati di antisemitismo): gli eventi sono stati tragici, ma la loro condanna, il rinnovarne il ricordo perché non si ripetano e la partecipazione emotiva, non bastano a fare un capolavoro del fumetto o dell'impegno civile. Ed infatti questo non lo è. Qual'è l'obiettivo del lavoro: la somatizzazione dell'autore o ricordare al mondo? Se è il primo ok, ma è personale e lascia il tempo che trova; se è il secondo, allora molto meglio affidarsi a Shindler's List o Exodus o La freccia del tempo.

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    Giovanni

    23/09/2010 10.55.02

    Semplicemente bello.

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    Francesca

    30/11/2008 14.04.28

    Semplicemente, la miglior storia sull'Olocausto mai raccontata.

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    Enrico

    24/10/2008 15.53.27

    Un libro stupendo, ti prende e non ti lascia più, come disse Umberto Eco...Ne ho letto una versione ridotta venduta insieme al quotidiano Repubblica e ho deciso di acquistare la versione completa...uno dei migliori libri a fumetti che ho letto nella mia vita...sto anche pensando di usarlo per la mia tesina di maturità...auguratemi in bocca al lupo...

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    Cosimo

    17/09/2008 14.22.11

    Venutone a conoscenza da un libro usato per la mia tesi di laurea, in cui appunto si parlava del fumetto di Spiegelman salutato, quando uscì, come mirabile e innovativo mezzo per contribuire a tenere sempre accesa la fiamma della memoria della Shoah, l'ho subito comprato con curiosità. E devo dire che è davvero una bella opera. Anche se una graphic novel, dai disegni nemmeno così evocativi, ti da subito l'idea di un'epopea, una dolorosa odissea di un padre e una madre che scampano allo sterminio nazista in maniera fisica, ma ne rimangono contaminati a livello psicologico, dando vita ad un rapporto non facile con il figlio. E' questo il bello di quest'opera: inserire la storia del difficile rapporto di un padre e di un figlio che non si comprendono nella cornice della narrazione di una strage nazista. La scelta di rappresentare gli ebrei come topi e i nazi come gatti potrebbe far storcere il naso a qualcuno ma dopo un po' non te ne accorgi nemmeno e ti rendi conto che la scelta è azzeccata quando ci sono alcune scene crude che per via della rappresentazione delle persone sotto forma di animali, risultano sicuramente meno truculente. Carino, lo consiglio a tutti, ti fa emozionare, ti cattura, ti mette l'ansia quando narra delle retate naziste e ti emoziona nel finale.

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    mirko

    10/03/2008 19.22.59

    ciao a tutti ho letto da poco questo libro e devo dire che sono rimasto colpito. a me disolito nn pice leggere, ma per eempio il primo giorno ho letto 70 pagine questo è per dirvi cm è entusiasmante. molta gente dice ke i fumetti sono una "cosa"negativa ma invece in questo libro proprio il fumetto ti aiuta ad integrarti in ogni particolare e capire per davvero quello che hanno provato i supestiti a quella strage del 900

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    Andrea Bottura

    03/02/2008 11.24.16

    Ottimo esempio come il fumetto possa elevarsi ad opera letteraria. Epica, oserei dire. Peccato per i nostri bravissimi disegnatori che non hanno ancora avuto il coraggio di impegnarsi in qualcosa di simile.

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    LIDIA

    06/09/2007 11.26.57

    Un libro eccezionale! Mi ha fatto capire per la prima volta veramente la sensazione di angoscia e paura, da 'topo in trappola' che milioni di persone hanno vissuto durante l'Olocausto. Lo consiglio a tutti.

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    Lorenzo Berti

    25/06/2007 09.45.16

    Sono almeno tre i volumi che hanno segnato il nuovo modo di intendere/creare/concepire il fumetto, elevandolo ad arte vera e propria, romanzo e cinema insieme: il Batman di Frank Miller ("Il ritorno del cavaliere oscuro"), "Watchmen" di Alan Moore e soprattutto questo "Maus" di Art Spiegelmann. Il tutto, sulla scia di Will Eisner. Nel caso specifico, siamo di fronte a un (due: Maus I e Maus II, per la verità) capolavoro assoluto, vuoi dal punto di vista dei disegni, del linguaggio (indimenticabile il lavoro sul misto yddish parlato dal padre), della storia, delle soluzioni grafiche o "inquadrature" sceniche che dir si voglia. Un libro da avere assolutamente.

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    Rita

    17/01/2007 19.16.45

    Da leggere.

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    Denise

    04/04/2006 09.25.31

    Non sono una esperta di fumetti (la mia esperienza si ferma a Topolino e Dylan Dog), ma ho letto molto sulla shoa. Negli anni ho letto diversi libri sull’argomento. Non saggi eruditi e storici ma testimonianze reali o romanzi verosimili. Questo per dire che sono avvezza a certe tematiche e ho abbastanza materiale per poter fare paragoni e dare un giudizio. Questa è un’opera autobiografica con molte sfaccettature, che mette in luce molti aspetti dell’essere un sopravvissuto (vedi la storia nella storia della madre). Spesso le testimonianze di questo tipo si fermano al 1945. Qui si mette in luce anche il dopo. La forma del fumetto dà al racconto qualcosa in più, una visività che un libro non dà. Dà maggiore velocità alla storia ma non è un film e quindi dà la possibilità di soffermarsi sui particolari. La divisione delle persone in gatti e topi, è geniale. La metafora uomo-animale è nota in letteratura ma è sempre di grande effetto. Questo fumetto, la cui prima pubblicazione risale al 1973, è stato insignito del prestigioso premio Pulitzer. Non è letteratura classica ma merita veramente di essere letto.

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    Silvio52

    20/03/2006 17.00.27

    Un capolavoro (a fumetti) da leggere e rileggere. Per non dimenticare.

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    Marco

    10/10/2004 17.27.13

    Disegno espressionista, bianco e nero stridente, lampi di luce. Figure abbozzate che sembrano sparire e poi riemergere da una condizione di abissale arbitrio. E dietro una simbologia potente. Gli ebrei topi, i nazisti gatti(tratti spigolosi che invece dei gatti fanno pensare a iene), i polacchi maiali. I topi esseri destinati alle trappole, ma animali resistenti come pochi. Adattabili, riproduttivi fino all'esasperazione. Una perfetta metafora per il popolo ebreo. Da leggere, imperdibile.

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    Taisuke

    27/09/2004 22.59.55

    Veramente un capolavoro!!!

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    SEBASTIANO

    13/07/2004 15.42.25

    E' proprio vero che la realtà hanno più fantasia dell'uomo, ma quando chi la racconta è un Genio non c'è immaginazione che tenga!

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    maria rosaria

    03/06/2004 12.03.10

    Questo fumetto-romanzo mi piace perché è scritto in maniera semplice, perché i personaggi sono semplici, perché il suo messaggio è semplice. Sarebbe bello che gli insegnanti lo leggessero ad alta voce ai loro alunni durante l'ora di storia. Attraverso una storia commovente, Maus racconta un'atrocità.

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    Simone

    23/03/2004 18.55.33

    Un libro che lascia senza parole ... da leggersi tutto d'un fiato. Sinceramente non mi era mai capitato di emozionarmi così leggendo un libro. Per me è un vero capolavoro ed è assolutamente essenziale averlo nella biblioteca personale. Imperdibile.

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    maurizio lapenta

    02/02/2002 15.28.07

    Un capolavoro di umanità. Forse è la cosa più coinvolgente che abbia mai letto. Ho pianto, ho riso, mi sono affezionato ai personaggi, ho "vissuto" il dolore, il disgusto, l'atrocità dell'olocausto.

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    marco mura

    26/08/2001 23.11.30

    Sembrerebbe l'ennesima solfa alla benigni sul "non dimenticare" (formula che mi provoca conati di vomito tanto è stata devitalizzata nel suo ab-uso) e invece , questa di Spiegelman è innanzitutto una storia di famiglia , di un rapporto di un figlio con un padre , quindi privato , contestualizzato in un'immane tragedia storica qual'è l'Olocausto . Si potrebbe discutere sui disegni , non eccezionali , oppure sui dialoghi , apparentemente banali : ma la forza di quest'opera può essre apprezzata a ritroso , a lettura avanzata , gettando uno sguardo d'insieme : e il giudizio difficilmente sarà negativo !

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    Marsetti Luca

    30/07/2001 14.53.53

    L'idea degli animali al posto delle persone (topi, gatti e maiali) ha saputo dare una nuova drammaticità all'olocausto. Ma non c'è solo questo, c'è anche il difficile rapporto tra padre e figlio, tra chi ha vissuto il dramma e rifiuta la realtà di oggi che vuol dimenticare (non resta che suicidarsi...) e chi non ha vissuto il dramma e non riesce a capire la mentalità di uno che ha vissuto in un lager (perchè ti tieni quegli elastici usati? perchè non butti mai via niente?). E' uno dei famosi 10 libri da portarsi su un'isola deserta! Sarebbe un testo meraviglioso da utilizzare a scuola per non dimenticare e per imparare quanta tecnica (sintesi) occorra per riprodurre un genocidio attraverso l'uso di piccole tavole in bianco e nero: il fumetto! Grazie Spiegelman, spero che presto qualche editore pubblichi anche la tua intervista ai tedeschi di oggi, naturale epilogo di Maus I e II.

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