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MAUS - Art Spiegelman - copertina

MAUS

Art Spiegelman

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Traduttore: C. Previtali
Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 29 gennaio 2010
Pagine: 292 p., ill.
  • EAN: 9788806202347

nella classifica Bestseller di IBS Libri Fumetti e graphic novels - Storie vere e non-fiction

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Un graphic novel innovativo e modernissimo dopo venticinque anni, uno sguardo anticonvenzionale e paradossalmente realistico all’Olocausto

La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.
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    Anna

    06/05/2019 20:37:22

    Straordinario...mai avrei pensato che dei topolini potessero farmi commuovere e anche sorridere.Pagina dopo pagina questa storia dolorosa ti prende e ti coinvolge e si resta immersi nella lettura fino all'ultima battuta.

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    Martina

    06/05/2019 09:07:10

    Pur non essendo una lettrice di graphic novel ho amato questo libro dalla prima all'ultima pagina, lettura consigliata ad ogni età

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    Dino T.

    11/04/2019 09:34:47

    Assolutamente da leggere e da tenere nella libreria. Attraverso i racconti del padre,sopravvisuto alla seconda guerra mondiale, l'autore narra e illustra le vicessitudini della propria famiglia, ponendoci al suo fianco nello sviluppo della stessa . Ci sembrerà ,quindi, di essere di fronte ad un uomo scampato alla morte grazie alle sue difficili scelte ed alla complicità non sempre benevola degli altri protagonisti , divenendo noi stessi partecipi all' ineluttabilità di quel tragico vissuto.

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    Maria

    11/03/2019 06:58:54

    Uno dei fumetti più belli in assoluto mai letti, una graphic novel da avere e tenere molto cara nella propria libreria. L'autore riesce a scrivere e disegnare una storia molto dura (lo sterminio ebreo durante la II Guerra Mondiale) sotto forma di intervista autobiografica al padre che ne è stato il protagonista. Consigliato a tutti, addirittura dovrebbe essere usato come testo nelle scuole.

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    Vera

    10/03/2019 23:22:10

    Questo splendido fumetto storico descrive le vicissitudini di una famiglia ebrea durante la seconda guerra mondiale, le paure, i rischi, le sofferenze; coronate alla fine dal ricongiungimento della coppia. La storia inizia dal desiderio del figlio di riuscire a ricostruire quegli anni bui; i personaggi hanno le sembianze di animali. Lo consiglio a chi abbia voglia di immergersi in quel periodo storico e nello stesso tempo di vivere le emozioni provate dai protagonisti.

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    Giubilea

    08/03/2019 09:29:42

    Un modo originale per parlare della Shoah senza rinunciare all'arte. Confesso che prima dell'acquisto ero perplessa, invece storia e resa grafica sono all'altezza dei migliori commenti. Inizialmente risulta un po' faticosa la lingua del padre, voluta cosí dall'autore, ma nel giro di poche pagine ci si abitua e si rimane cosí coinvolti che, una volta cominciato, non l'ho messo giú finché non l'ho finito. Lo consiglio anche agli adolescenti che al giorno d'oggi sono stufi di sentir parlare di questi argomenti, perché é davvero originale e toccante.

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    Simona

    07/03/2019 11:50:16

    MAUS è la storia della famiglia dell'autore Art Spiegelman raccontata attraverso le parole del padre Vladek, sopravvissuto all'Olocausto. Spiegelman ci porta dentro l'orrore dei campi di concentramento rendendo la graphic novel molto intima e personale. Ci mostra gli espedienti usati dal padre per sopravvivere, la paura e l'incredulità delle vittime, ma anche le contraddizioni di chi, nonostante porti sulla pelle tatuati i segni dell'intolleranza, sia a sua volta razzista nei confronti dei neri, degli Schwarzer. Un fumetto che mi ha fatto pensare agli animali negli allevamenti intensivi (campi di concentramento), ai carri bestiame (i treni che portavano le vittime da una parte all'altra dei Paesi), i macellazioni di massa (le camere a gas), la marchiatura, la dignità calpestata, il desiderio di libertà e riscatto, l'ingiustizia. Ciò che è legale è anche moralmente ed eticamente giusto?

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    Matley

    07/01/2019 06:59:24

    Gigantesco, dovrebbe essere usato a scuola per la sua ikncredibile efficacia.

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    Tommaso

    18/12/2018 21:39:59

    Assolutamente da leggere.

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    n.d.

    26/10/2018 12:54:23

    Un graphic crudo, senza sconti per gli orrori del nazismo e dell’olocausto. Di grande effetto

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    CyberDracula

    22/10/2018 19:28:05

    Uno dei migliori e alquanto rari fumetti che con maestria artigianale ha saputo raccontare con una visione intimistica l'olocausto nella famiglia di un fumettista ebreo. (Mossa ben riuscita di pubblicare tutti i capitoli in un unico volume. Pubblicato per la prima volta nei lontani anni '80 dalla defunta Milano Libri Editore. Peccato che qualcuno non l'abbia compreso.)

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    Gaia @lalettricesegreta

    23/09/2018 14:09:28

    Una storia potente, in ogni senso possiate mai dare a questa parola. Umana, intensa, vera. Non parla solo di Olocausto. Parla della vita. Del dolore. Delle difficoltà. Della forza che serve a superarle. Di chi è troppo debole e lascia che queste vincano. Della Storia e dei suoi orrori. Di chi ha potuto dire "io c'ero". Di chi ha perso tutto per la follia dell'uomo. C'è una cosa che mi ha molto colpita. Art Spiegelman rappresenta una delle grandi macchie del passato mondiale con il più semplice dei binomi "predatori e prede", i Nazisti come gatti e gli Ebrei come topi. Eppure in questo c'è una dura e sottile ironia. I topi da sempre sono animali che creano ribrezzo al pensiero, ci danno di sporco, di fetido, di fogna. Mentre qui è l'animale da compagnia, il fiero e tanto amato gatto, a diventare oggetto della nostra repulsione. Un cambio di prospettiva che prende a pugni lo stomaco e stritola il cuore. Una lettura imperdibile!

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    Alberto

    23/09/2018 09:23:12

    Maus è una graphic novel di Art Spiegelman, vincitrice del premio Pulitzer nel 1992. L'autore attraverso un racconto autobiografico ci narra della storia di suo padre Vladek e della sua famiglia ebrea sopravvissuta al campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Il romanzo attraverso l'allegoria di rappresentare gli ebrei come topi e i nazisti come gatti riesce a raccontare in maniera perfetta l'orrore di quel periodo oscuro che vide lo sterminio di massa di una popolazione perpetrato dai nazisti. Una storia emozionante, in grado di suscitare nel lettore una profonda commozione, grazie anche a dei disegni semplici ma estremamente incisivi. Una delle migliori graphic novel di tutti i tempi che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita per non dimenticare uno dei periodi più oscuri della storia umana e riflettere affinché ciò non si ripeta mai più.

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    Enrico

    23/09/2018 08:53:26

    Non è un fumetto, è un'opera d'arte! Tant'è che rientra nella categoria Graphic Novel. Credo che non si possa restare insensibili al racconto della vita del padre dell'autore e dell'orrore del campo di sterminio. Infilate occhi e mani tra quei topi sporchi, in fuga, impauriti e inermi e tra quei gatti malvagi e razzisti. Lasciate che lo sguardo e la mente vengano catturati dalla cruda ruvidezza dei disegni, dalla narrazione. Quei topi sono umani più delle persone che incontriamo volenti o nolenti tutti i giorni. Maus vi farà ricredere sul vostro concetto di “fumetto”. Vi mostrerà l’Olocausto da un’angolazione mai vista prima. Vi farà sorridere e commuovere pagina dopo pagina e alla fine, vi costringerà a trovargli uno spazio d’onore sulla mensola dei vostri libri preferiti. Un prodotto che consiglio veramente perchè fa davvero emozionare.

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    Anna

    22/09/2018 23:54:41

    Bellissimo fumetto che con delicatezza ma anche con estremo realismo racconta il periodo dell’olocausto. La storia viene narrata dal punto di vista di Spiegelman che intervista il proprio padre partendo dagli eventi che precedettero la seconda Guerra Mondiale fino alla liberazione dai Nazisti. Nel libro viene descritto il complicato rapporto tra Spiegelman e suo padre e come gli avvenimenti del passato tormentino ancora il loro rapporto. Un libro da leggere.

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    Francesca

    22/09/2018 06:23:00

    È una graphic novel (Non fumetto) sul tema del nazismo. Lo consiglio!

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    Dario

    21/09/2018 15:53:39

    MAUS è un'opera che chiunque dovrebbe leggere almeno una volta. L'autore racconta l'Olocausto attraverso le parole di suo padre, un ebreo sopravvissuto agli orrori del lager nella Seconda Guerra Mondiale. Vladek racconta al figlio Art i dolori e le sofferenze della guerra, dall'inizio alla fine, ma MAUS non si limita a questo. Attorno al racconto principale, che è quello storico, girano anche tutte le vicende dei giorni nostri, dove il padre dell'autore è diventato un anziano tirchio e scorbutico. In questo fumetto tutto è importante: le vicende prima dei racconti, i piccoli cedimenti di Vladek, i suoi gesti all'apparenza inutili ma che sotto nascondono una storia, e molto altro. Alcune cose di MAUS, però, non si possono descrivere. Bisogna viverle, leggerle.

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    buzzi42

    19/09/2018 16:15:24

    Capolavoro del fumetto mondiale. L'Olocausto raccontato all'autore da suo padre, un sopravvissuto a un campo di concentramento nazista, e dal figlio tradotto in parole e immagini, grazie anche all'uso di personaggi con fattezze animali per rappresentare le diverse etnie (polacchi, tedeschi, ebrei...). Ne risulta un libro incredibile, toccante, angosciante, commovente e a volte divertente, seppure non si possa mai ridere davvero, perché quello narrato è un capitolo terribile della Storia, che già conosciamo ma che non dobbiamo smettere di leggere.

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    Roberta

    19/09/2018 12:19:54

    Maus è un’opera a fumetti che ripercorre la storia vera del padre dell’autore, deportato in un campo di concentramento in quanto ebreo. Nell’immenso panorama delle opere dedicate al tema dell’olocausto, Maus ha il merito di affrontare il tema in maniera tanto delicata quanto originale. È senza dubbio innovativo, per esempio, il fatto che gli ebrei vengano raffigurati come topi e i nazisti come gatti. Altro punto di forza dell’opera è la capacità dell’autore di trasmettere emozioni e di ricostruire in maniera incredibilmente viva i ricordi del proprio padre, e ciò nonostante l’asciuttezza del fumetto, che non consente di proporre dialoghi eccessivamente lunghi o elaborati. Ritengo che quest’opera debba considerarsi imprescindibile per chiunque voglia approfondire il tema dell’olocausto e, soprattutto, per chi intende farlo secondo una chiave di lettura del tutto diversa dalle precedenti.

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    Domenico

    18/09/2018 15:47:14

    Lo consiglio senza ombra di dubbio il miglior fumetto sul tema nazista che io abbia mai letto!!!!

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“Insomma, non riesco neppure a dare un senso al rapporto con mio padre… Come posso dare un senso ad Auschwitz?... All’Olocausto?...”

È difficile commentare un’opera controversa come “Maus – Racconto di un sopravvissuto”, un graphic novel che nell’America degli anni Ottanta si permise di parlare dell’Olocausto. Ai tempi alcuni artisti d’avanguardia usavano il fumetto come medium, ma per il pubblico e l’ambiente accademico i comics erano un mezzo di intrattenimento infantile e superficiale. Poteva essere un flop clamoroso, poteva essere tacciato di mancanza di rispetto per le vittime della Shoah, invece divenne un successo: nel 1992 fu il primo graphic novel a vincere il premio Pulitzer.

L’idea base di “Maus” è rivoluzionaria: raccontare l’Olocausto non solo tramite disegni, ma attraverso animali antropomorfi. Gli ebrei sono topi, i polacchi maiali, i tedeschi gatti, gli americani cani. Ma il problema dell’identità culturale è complesso, lo stesso autore se ne rende conto. Da qui la sua indecisione su come disegnare sua moglie, Françoise: una rana francese o una topina ebrea, essendosi lei convertita? E nel campo di concentramento suo padre incontra un ebreo che sostiene di essere un tedesco: forse era davvero un gatto, ma in quel momento i suoi aguzzini lo vedevano solo come un topo.
L’opera è divisa in due volumi, dagli evocativi titoli di “Mio padre sanguina storia” e “E qui sono cominciati i miei guai”. La prima parte tratta della vita del genitore dalla giovinezza fino alla deportazione ad Auschwitz. Nella seconda il padre racconta la sopravvivenza nei campi di concentramento, il ricongiungimento con la moglie, il viaggio in America.

L’opera è d’ispirazione autobiografica: l’autore, Art, è uno dei personaggi principali di “Maus”. La vicenda comincia con una visita di Art al padre, Vladek, che non vede da molto. Dopo qualche pannello che con poche rapide pennellate ci descrive il carattere difficile di Vladek e la convivenza poco armoniosa con Mala, sua seconda moglie, Art comunica al padre la sua decisione di disegnare un libro su di lui.
Vladek non ne è convinto, ma inizia comunque a raccontare com’era la sua vita nella Polonia degli anni Trenta: il lavoro, le ragazze, l’incontro con la madre di Art, Anja. Vladek chiede che Art non scriva su nulla di tutto ciò: non ha niente a che fare con Hitler o con l’Olocausto, è solo la sua vita privata. L’autore ribatte che è proprio questo che sta cercando: materiale umano, reale. Vuole raccontare com’è andata veramente la vita del padre, non scrivere un libro astratto su sopravvissuti dell’Olocausto in generale. In effetti i personaggi ci appaiono vivissimi, nelle loro speranze e nelle loro debolezze. Vladek sposa la milionaria Anja anche per calcolo, la moglie è mentalmente fragile, la famiglia di lei si mostra cieca alle necessità della guerra. Lo stesso autore si disegna in modo impietoso: a tratti insensibile ed esasperato nei confronti del padre, scosso dal successo della sua stessa opera, in cura da un’analista, geloso in modo irrazionale del fratello morto durante la guerra. La difficile situazione polacca ci viene narrata in modo preciso, come poche altre opere sono state in grado di fare: la tensione secolare fra ebrei e polacchi, la spartizione dopo la conquista nazista, l’organizzazione dei ghetti, gli atroci inganni dei nazisti.

La complessità dell’opera è palese fin dalla sua organizzazione temporale: la narrazione si divide fra il racconto di Vladek al figlio e la loro vita nell’America degli anni Settanta. Così pannelli su camere a gas sono seguiti da disegni di passeggiate in quartieri tranquilli, la lotta disperata per la sopravvivenza si affianca alle lamentele futili dell’ormai anziano sopravvissuto. D’altra parte lo stile minimalista ma intenso, l’attenzione per i dettagli, la resa del parlato di Vladek (fluente in polacco o tentennante in inglese), tutto concorre a testimoniare la cura che l’autore ha riservato alla sua opera.

A più di venticinque anni dalla sua pubblicazione, “Maus” si conferma un capolavoro del post modernismo, un graphic novel di rara maturità artistica, uno sguardo anticonvenzionale e paradossalmente realistico all’Olocausto.

  • Art Spiegelman Cover

    Art Spiegelman è nato a Stoccolma nel 1948, ma già nel 1951 la sua famiglia, di origine polacca, si è trasferita a New York. Nel 1962 ha venduto al «Long Island Post» il suo primo disegno, l'anno dopo ha creato fumetti come Garbage Pal Kids e Wacky Packages. Nel 1980, sulla rivista «Raw» da lui stesso fondata, è uscito il primo capitolo del suo capolavoro, Maus: la storia (autobiografica) di una famiglia ebrea internata in un lager, raccolta in volume nel 1986, gli è valsa nel 1991 il premio Pulitzer. Suoi disegni e fumetti sono apparsi su numerosi quotidiani e riviste, dal «New York Times» al «Village Voice» e al «New Yorker», e sono stati esposti in musei e gallerie negli Stati Uniti e all'estero.... Approfondisci
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