Nero ananas - Valerio Aiolli - ebook

Nero ananas

Valerio Aiolli

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Editore: Voland
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 415,14 KB
Pagine della versione a stampa: 346 p.
  • EAN: 9788862433846

44° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Gaia la libraia

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Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto che ha cambiato l'Italia, che ha chiuso l'età dell'innocenza e aperto la strategia della tensione. Il botto del 12 dicembre 1969, Piazza Fontana. Gli estremisti di destra, invisibili, si incontrano, commentano, ricordano, tramano. Un anarchico si trascina di città in città, di nazione in nazione, di sconfitta in sconfitta, in attesa del momento del riscatto. Un politico, così devoto da essere soprannominato il Pio, comincia la sua lenta ma inesorabile scalata al potere. Poi ci sono i servizi segreti che provano a capire, sapere, influenzare. E c'è un ragazzino, che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per riuscire a ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe, ritorni, di amore e di odio. Quattro anni incandescenti della storia d'Italia, dal 1969 al 1973.
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    Leo

    18/06/2019 21:19:25

    Valerio Aiolli fortunatamente per me non è una novità, ho ancora tra le dita il profumo del vento del suo romanzo risalente a tre anni fa e ho letto “Nero Ananas” ancor prima della sua candidatura, sperando vivamente arrivasse così come mi auguro arrivi lo stregato Premio, sebbene i favoriti siano altri. “Nero Ananas” fa luce su un passato oscuro, su un’Italia che purtroppo è stata ma che si conosce poco e merita di essere letto per mille motivi che vanno dallo stile ineccepibile dell’autore al valore storico del romanzo.

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    Francesco M.

    11/06/2019 21:49:21

    Quello di Valerio Aiolli è un caso curioso e sorprendente al contempo. Aiolli è un esempio di scrittura e di voce italiana indispensabile tanto per la letteratura quanto per la cultura dei nostri giorni: laddove documentari e manuali di storia ritraggono in maniera schiettamente oggettiva un contesto come quello di Piazza Fontana, subentra, allora, la voce soggettiva e l’occhio critico di chi deve aver vissuto in prima persona, o attraverso i ricordi dei genitori, quei momenti sconquassanti. A prescindere dai diversi giudizi che, legittimamente, sorgono attorno a Nero Ananas, l’opera in questione è pura letteratura della memoria: con essa si torna a parlare e discutere di fatti scabrosi che hanno segnato l’Italia, episodi che, come una ferita che viene riaperta, generano scalpore, dolore, sofferenze. Ma è necessario affrontare gli scheletri nell’armadio, Aiolli lo sa, ed è per questo che scrive un romanzo forte, cupo, che solleva quei polveroni d’ingiustizie sedimentati nel terreno del silenzio. Oltre al tema d’impegno politico, Aiolli dedica la sua scrittura anche al servizio della parola, donando al racconto una dinamica scorrevole ed intensa. Si prenda, come esempio, una delle prime descrizioni che aprono il romanzo: “l’odore di dicembre: persiane serrate, febbre, naso chiuso, mandorle amare, sangue, polvere, silenzio”. Non è necessario ricorrere a voli pindarici per esprimere le sensazioni: è necessario averle vissute per raccontarle. La narrazione prediletta da Aiolli trascina, così, il lettore in uno spaccato storico d’Italia, ritratto con cinico realismo e brutale verità, dove solo il lettore può portare a termine il compito prefigurato dall'autore: il dovere di non dimenticare. Di non dimenticare mai. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 4

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    Leo

    11/06/2019 21:40:24

    Valerio Aiolli fortunatamente per me non è una novità, ho ancora tra le dita il profumo del vento del suo romanzo risalente a tre anni fa e ho letto “Nero Ananas” ancor prima della sua candidatura, sperando vivamente arrivasse così come mi auguro arrivi lo stregato Premio, sebbene i favoriti siano altri. “Nero Ananas” fa luce su un passato oscuro, su un’Italia che purtroppo è stata ma che si conosce poco e merita di essere letto per mille motivi che vanno dallo stile ineccepibile dell’autore al valore storico del romanzo. Copertina 4 Stile 5 Storia 5

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    kitty17

    11/06/2019 21:34:26

    Romanzo di formazione ambientato in uno dei periodi più bui dell’Italia, che ha il grande merito di riportare in primo piano nella nostra memoria gli eclatanti eventi che caratterizzarono quell’epoca, in realtà misconosciuta a troppi giovani delle ultime generazioni. Purtroppo… Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Vincenzo

    11/06/2019 21:26:25

    "Nero ananas" è un romanzo storico che racconta i quattro anni turbolenti vissuti in Italia tra il 1969 e il 1973. Anni pieni di intrighi, lotte, tradimenti, di attacchi terroristici che cercarono di destabilizzare la nazione. Valerio Aiolli, con estrema accuratezza riesce a catturare l'attenzione del lettore invitandolo a comprendere fino in fondo quegli anni che, molto spesso soprattutto tra le nuove generazioni, vengono dimenticati troppo facilmente. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Febo

    11/06/2019 21:15:43

    Primi anni settanta del secolo scorso: terrorismo bombe, omicidi politici, epoca buia. Un romanzo che ci immerge in un clima che oramai anche la memoria storica del nostro Paese a volte sembra avere dimenticato. La scrittura dinamica rende avvincente una trama che acquista veridicità, credibilità e ritmo grazie alle vicende veramente accadute. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Bibi

    11/06/2019 20:47:46

    1969-1973: quattro anni che hanno aperto una stagione oscura e violenta nella società italiana fanno da scenografia per le vicende narrate da un romanzo che si sviluppa con ritmi e soluzioni narrative interessanti. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    addix

    11/06/2019 19:46:06

    Romanzo corale che raccoglie storie nello sfondo dei tragici eventi di sangue, con ritmo cronologico che scandisce l’evolversi della cronaca, usando trovate stilistiche e di linguaggio molto interessanti. Finalmente un romanzo che appassiona per trama e stile, e che al contempo contribuisce a mantenere viva la memoria storica di un paese, anche di chi quei tragici eventi non li ha visti accadere. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Margherita

    11/06/2019 18:22:43

    Un momento della nostra storia. Raccontato da un io che, fra tanti personaggi reali, nascosti dietro soprannomi da saga popolare, ne sceglie uno, a cui si rivolge col tu. Un uomo in cui un adolescente vede le proiezioni di un’inquietudine che è, insieme, terrore per un mondo minaccioso che incombe con i suoi pericolosi misteri, e fascino per una forma di esistenza clandestina, che cerca nella lotta armata l’espressione del proprio smisurato desiderio di libertà. In questo racconto, fatto di continui cambi di prospettiva, di narrazione frenetica e trasparente come le confessioni di un reality, l’Italia di oggi, con la sua politica intrisa di personalismi, eppure massificata, priva di ideologie e demistificata, è invitata a guardare a quella che era cinquant’anni fa, all’inizio del periodo delle stragi, quando il potere era una entità sfuggente ed inarrivabile, che metteva paura, e della quale, pure, si invocava maggiore protezione. Nessuno, ancora adesso, può pretendere di esaminarla dall’interno, di analizzare quell’intelligenza manovratrice, seguendone le fibre nervose, fino a toccarne il cervello. Ma è possibile vedere quell’anima diabolica incarnata in tante vite umane concrete, che ne parlano attraverso le proprie idee, emozioni, aspirazioni di gente qualunque, che si trova per le mani qualcosa di grosso, e decide di portare avanti quel drammatico gioco. La sfida, per tutti, è riempire un vuoto: l’assenza di una direzione comune che la fine della guerra non ha saputo evitare, frammentando una società lasciata da sola ad inseguire, lungo tante possibili vie, il proprio indefinito progetto di modernità. Copertina: 2 Storia: 5 Stile: 5

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    Bibliofila

    11/06/2019 18:04:40

    Interessante rievocazione della storia italiana più recente da angolature diversi e inusuali. Forse un po’ troppo complicato comprendere appieno tutti i riferimenti ad avvenimenti e personaggi per chi quegli anni non li ha vissuti in prima persona, ma nel complesso sicuramente un libro che vale la pena leggere. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 3

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    Silvana de Luca

    11/06/2019 16:41:08

    Nero ananas. Copertina cupa. Storia cupa. Frasi telegrafiche, sparate a raffica, che rendono perfettamente la frenesia del periodo più buio della storia italiana, quello degli anni di piombo. Troppo poco il testo a disposizione per un giudizio chiaro e puntuale. Comunque, già dal primo rigo, la storia ti prende a cazzotti nello stomaco. Per non dimenticare,

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    Ismaele

    11/06/2019 14:26:55

    Un libro che sa raccontare 4 degli anni più neri della nostra storia contemporanea con una voce diversa. Ingenua ma allo stesso tempo quasi illuminante. I misteri di quegli anni vengono dispoegati con maestria e sapienza. Consigliato sicuramente. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 5

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    Aurora

    11/06/2019 14:18:50

    Sono trascorsi, ormai, quasi cinquant’anni (il triste anniversario cadrà il 12 dicembre) dalla strage di Piazza Fontana, l’episodio che segnò, di fatto, il “botto” d’inizio di quel periodo noto come "strategia del terrore" in cui per così tanto tempo precipitò, nel corso della sua storia recente, l’Italia: nessuno stupore, dunque, che tanto la letteratura di fiction quanto quella di non-fiction se ne stiano occupando. Un egregio esempio di quest’ultima è il recente saggio “Prima di Piazza Fontana. La prova generale” del giornalista Paolo Morando; nell’ambito della fiction, invece, è uscito da pochi mesi (edito da Voland) questo romanzo di Valerio Aiolli, “Nero ananas”. L’approccio di Aiolli è originale nel senso che la trama si sviluppa attorno a un intrigante e ben congegnato racconto corale: c’è così la storia (del tutto romanzata, per quanto verosimile) di “Calimero”, un ragazzino di undici anni la cui amata sorella maggiore, in perenne conflitto politico col padre, scompare improvvisamente per darsi alla clandestinità; ci sono, poi, i conflitti e le manovre dell’allora Presidente del Consiglio Mariano Rumor (qui chiamato sempre e soltanto “il Pio”), intento a preservare più il proprio partito che non il paese; e, infine, i veri e propri responsabili delle stragi (anch’essi chiamati solo mediante soprannomi di fantasia), neofascisti senza morale né scrupoli protetti e manovrati dai servizi segreti (nazionali e non). Con il suo insieme di trame sotterrane, depistaggi e nemici senza né nome né volto, “Nero ananas” potrebbe quasi sembrare, per chi di quegli anni sapesse poco o niente, un noir: purtroppo per tutti noi, si è trattato della realtà. A cui l’Italia è sopravvissuta, certo – ma da cui è stata anche irrimediabilmente cambiata. Giacché come imparerà sulla propria pelle Calimero “sopravvivere a qualsiasi cosa è rassicurante, ma toglie via una grossa fetta di giustizia e forse anche di bellezza”. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4

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    Luca

    11/06/2019 12:55:50

    Perché leggere oggi un libro di storia? "Nero ananas" racconta 4 anni del passato italiano spesso ignorati da chi, nato troppo tardi, non avendoli vissuti in prima persona, non conosce, forse anche per la scarsa considerazione lasciata alla storia nei percorsi scolastici, alcuni degli eventi più bui di fine secolo. Ecco che questo libro può fare luce a tutti quelli che nati dopo gli anni Settanta vogliono conoscere gli avvenimenti del passato per guardare con maggiore consapevolezza al presente e fare in modo che la storia possa davvero essere educatrice: conoscere il passato, saper riconoscere le decisioni errate di un diverso periodo, può aiutare a fare scelte migliori nel presente ma non solo; conoscere il passato può aiutare a comprendere come si sia giunto alla situazione presente. Leggere "Nero ananas" oggi è importante per ridare importanza alla conoscenza storica. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 4

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    Gianluca Cannillo

    11/06/2019 11:55:14

    "Nero Ananas" è un romanzo complesso, esplosivo. Nel cuore di piombo degli anni Sessanta e Settanta, scoppia la bomba che mette in crisi l’Italia intera: le questioni etico-sociali, la politica, l’estrema destra, l’estrema sinistra, l’anarchia, l’anarchia individuale, le stragi. Come una bomba a grappolo, la storia si allontana dal nucleo centrale e tocca e riguarda me, te, lettore, e le vicende di uomini e ragazzi incapaci a vivere in un universo troppo piatto e retrogrado, che porta ancora addosso il peso delle guerre e dei regimi totalitari. Una vita straordinaria e spezzata, sia quella dei diretti responsabili delle stragi, che quella di ogni singolo individuo, una vita degna di essere cantata e raccontata, di essere riportata in un romanzo dal carattere storico. Un'inchiesta sulla verità, sull'apologia del potere e sulla sua effettiva realtà e necessità; il bisogno di diventare uomini forti, capaci di autodeterminarsi, il desiderio di sentirsi qualcuno negando l'altro, eliminando l'altro; l'epitaffio di un'Italia che si apre alla modernità. I toni sono forti, ma si incastrano con la vicenda privata di uno dei protagonisti che, come spettatore attento e distaccato, vive le grandi emozioni di fine secolo all'interno del nucleo familiare, anch'esso esploso. Uno stile asciutto e una struttura labirintica ma chiara. Un libro dotto, con sottesi riferimenti storici, l'incipit che evoca "L'amore ai tempi del colera" con «l'odore delle mandorle amare» che restituisce al romanzo un'atmosfera privata. Un chiaro riferimento alla narrativa novecentesca di Calvino, una tecnica di scrittura feroce e cinematografica. La storia di tutti e di nessuno, la storia di una nazione e delle sue contraddizioni, non la storia delle singole persone, non la storia dei singoli nomi, ma la storia dei loro turbamenti, di tutto il travaglio che portano dentro, la storia del 'fare' o 'non fare': la storia attuale, finalmente cantata da Aiolli. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 5

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    elena

    11/06/2019 09:35:28

    Ho, da sempre, un grande interesse per gli anni di piombo e della strategia della tensione. Ho letto molti saggi sul terrorismo nero e rosso di quel periodo, quindi non potevo non leggere questo bel libro di Aiolli. È un romanzo, ma assolutamente minuzioso nella descrizione di personaggi reali dell’epoca, tanto che, senza difficoltà, si individuano tutti i protagonisti. In un modo abbastanza simile a quello de "Il sentiero dei nidi di ragno" anche qui troviamo come protagonista un tosto ragazzino ribelle, vittima di un mondo crudele come quello degli adulti, il tutto avvolto in un terrificante scenario storico che fa da sfondo alle sue piccole vicende individuali contro ogni cosa. Una tensione strategica regolata dal caos è l'altra protagonista del romanzo. Il curioso titolo riconduce ad un popolare frutto esotico, ma che conosciamo con le proprietà di un altro colore. Un ossimoro che sta ad indicare la famosa “bomba ananas” ma anche qualcosa che impone venga spento anche ciò che è luminoso in natura. Bravo Valerio Aiolli e Voland. Lo Strega ci sta, più qui che al molto più probabile vincitore Missiroli, che ha scritto invece un libro paraculo. Copertina 4 Storia 5 stile 5

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    Elisa

    11/06/2019 09:25:38

    Il romanzo racconta un periodo della storia italiana recente, ma poco conosciuto, soprattutto tra i giovani: si tratta degli anni tra il 1969 e il 1973. La storia si apre, infatti, con l'esplosione della bomba in Piazza Fontana avvenuta il 12 dicembre 1969, e da lì si dipana, anche attraverso flashback, alternando le storie personali di alcuni soggetti coinvolti alla storia vera. Il libro cerca di focalizzarsi non solo sulle vicende storiche, ma anche sulla psicologia e l'interiorità degli attentatori, mettendone in luce la formazione, la personalità e, in alcuni casi, anche le fragilità. Come evocano il titolo e lo sfondo della copertina, si trattò realmente di un periodo nero della nostra storia, in cui spesso era difficile capire, come afferma ad un certo punto l'autore, chi fossero i buoni e i cattivi: una guerra di tutti contro tutti, in cui sembrava che solo l'urlo e la violenza fossero gli strumenti adatti per farsi ascoltare dalla massa e per dare un senso alle proprie esistenze. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 3

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    fiorenza

    11/06/2019 06:27:23

    Post 1968,anni di contestazione,anni di piombo,anni di terrore,periodo di un Paese,il nostro,estremizzato nella e dalla politica che produsse violenza di piazza e lotta armata.Romanzo storico per eccellenza,reale e concreto nei fatti,avvenimenti narrati con meticolosità e precisione. Quella descritta è una nazione che guarda l'orrore con 'annichilismo',una Italia scalfita,incupita,ferita,che assiste impotente alla spietatezza efferata della lotta armata sia essa di destra come di sinistra.Il libro è quindi una memoria scritta per non dimenticare la gravità e il dolore del tempo passato.Le storie dei personaggi spesso si intrecciano per poi reinserirsi all'unisono nel racconto.Piacevole la lettura,scorrevole,senza intoppi,di valore,con alta capacità di tenere alta l'attenzione.Fa nascere quella capacità di trascinarci indietro nel tempo per vivere con forte emozione quei tragici momenti della nostra storia. Copertina 5 / storia 5 / stile 5

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    Melania P.

    10/06/2019 20:58:02

    Valerio Aiolli ha magistralmente ricostruito il vissuto, le coscienze, le motivazioni, le contraddizioni, il disorientamento degli singoli uomini e dell’Italia degli anni di piombo. L’esplosione dell’ordigno terroristico a Piazza Fontana non distrugge solamente oggetti e vita delle persone che ivi si trovavano, ma anche le certezze di una nazione. Scopriamo un caleidoscopio di personaggi noti e ordinari che hanno vissuto quei giorni da protagonista o da mero spettatore, da aguzzino o da martire. I protagonisti “storici” sono figure senza nome o celate da soprannomi. Parallelamente ritroviamo la vita quotidiana della gente comune raccontata dalla voce di un ragazzino fiorentino, prezioso spiraglio di luce in questo periodo buio, la cui purezza contrasta con il “nero” che attanaglia l’anima. Infine ci sono le vittime, le sole indicate con i loro veri nomi, soluzione narrativa che porta alla cruda realtà e fa da barriera contro l’oblio. Aiolli, attraverso ben congeniati cambiamenti di tono e registro, narra le vicende dei protagonisti scavando nella loro psiche, raccontando il contesto in cui si vengono a trovare e sono costretti ad agire. Non giudica la loro crudeltà o benevolenza, mostra solo la loro storia personale nel guazzabuglio di storie che è l’Italia. L’architettura dell’opera è impegnativa ma, attraverso uno stile schietto e accattivante, sollecita la lettura. Dosando sapientemente accuratezza storica, capacità descrittiva e narrazione, ha tenuto in perfetto equilibrio fatti storici e verosimiglianza senza causare incongruenze e far avvertire la pesantezza della cronaca. Non è semplicemente un romanzo storico-politico, perché l’utilizzo di registri stilistici, ritmi, generi letterari e soluzioni narrative differenti permette di identificarlo anche come un noir, un thriller e un romanzo di formazione. Al lettore più maturo si palesano ricordi, il lettore più giovane viene esortato ad indagare oltre le pagine lette. Copertina:3 Storia:4 Stile:4

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    Sophie

    10/06/2019 20:00:53

    Il romanzo è capace di farti provare le emozioni, le ansie e i sentimenti dei personaggi che vivono e percepiscono le violenze e le stragi di un periodo nero per l'Italia. Grazie prorpio alla scrittura che è semplice e fluente, il lettore comprende ed esce dall'oggettività che caratterizza il tema. Copertina:3 Storia:5 Stile:4

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  • Valerio Aiolli Cover

    Nato nel 1961 a Firenze, dove vive, Valerio Aiolli ha esordito nel 1995 con la raccolta di racconti Male ai piedi, finalista al Premio Assisi per inediti. Con il suo primo romanzo, Io e mio fratello (1999, edizioni e/o), tradotto anche in Germania e Ungheria, ha vinto il Premio Fiesole per narratori under 40 ed è stato ammesso alla Selezione Premio Strega. Sono seguiti Luce profuga, A rotta di collo (del 2002, con cui si è aggiudicato il Premio Giusti), Fuori tempo, Ali di sabbia, Il sonnambulo, Lo stesso vento. Approfondisci
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