Nero ananas - Valerio Aiolli - ebook

Nero ananas

Valerio Aiolli

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Editore: Voland
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Pagine della versione a stampa: 346 p.
  • EAN: 9788862433846
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Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto che ha cambiato l'Italia, che ha chiuso l'età dell'innocenza e aperto la strategia della tensione. Il botto del 12 dicembre 1969, Piazza Fontana. Gli estremisti di destra, invisibili, si incontrano, commentano, ricordano, tramano. Un anarchico si trascina di città in città, di nazione in nazione, di sconfitta in sconfitta, in attesa del momento del riscatto. Un politico, così devoto da essere soprannominato il Pio, comincia la sua lenta ma inesorabile scalata al potere. Poi ci sono i servizi segreti che provano a capire, sapere, influenzare. E c'è un ragazzino, che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per riuscire a ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe, ritorni, di amore e di odio. Quattro anni incandescenti della storia d'Italia, dal 1969 al 1973.
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    Mauro

    12/02/2020 12:55:05

    Per me, nato negli anni '50, è un ripercorrere a ritroso avvenimenti ormai sopiti nella mia memoria, quel periodo in cui si intrecciavano le storie di anarchici, neofascisti e servizi segreti americani è emerso lentamente dalla mia memoria. Era un periodo difficile quello, la strategia del terrore me la ricordo bene, non si usciva tranquilli la sera. Ma tornando al romanzo, la storia a detta dell'autore è di pura fantasia, o meglio i personaggi sono di pura fantasia, durante la lettura ho cercato di individuare i vari personaggi politici senza riuscirci, anche se ognuno di loro me ne ricordasse qualcuno, ma non approfondirò la ricerca, più o meno i politici della DC erano come quelli descritti dallo scrittore. In ogni caso ho letto un bel romanzo dalla trama tesa e ricca di accadimenti reali, misti a quelli immaginari, fusi in maniera magistrale. Quello che non mi è piaciuto è lo scrivere in terza persona che appesantisce il romanzo defraudandolo dei dialoghi.

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    Gianmarco

    29/10/2019 21:39:05

    Leggendo romanzi come questo si conoscono vicende e pagine di storia che spesso ignoriamo.

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    pio

    21/09/2019 13:44:07

    Pagine buie come queste non andrebbero mai dimenticate, pagine buie come queste dovrebbero evitare di farci compiere di nuovo gli stessi errori del passato. Vi consiglio Nero Ananas che attraverso le storie personali di carnefici e vittime ripercorre gli anni di piombo con uno stile eccellente e mai banale!

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    ginny

    21/09/2019 13:07:27

    L'opera di Valerio Aiolli parla della storia italiana che si svolge tra il 1969 e il 1973 e lo fa attraverso i suoi protagonisti, carnefici e vittime. La struttura del romanzo è davvero complessa e sicuramente impegnativa per l'autore che l'ha ideata, e che allo stesso tempo è riuscito nell'impresa di renderla davvero comprensibile, in modo che i lettori potessero districarsi facilmente tra i vari personaggi. Aiolli, infatti, utilizza alcune diversificazioni narrative e stilistiche per rendere facilmente riconoscibili nei vari capitoli gli individui che via via si succedono lasciando posto l'uno all'altro per raccontare la propria storia individuale all'interno di una Storia collettiva.

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    @vivechilegge

    20/09/2019 12:12:08

    Il 12 Dicembre 1969 all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano in pieno fermento, intorno alle 4,30 del pomeriggio, esplode una bomba che fa 17 morti e 88 feriti. Inizialmente attribuito agli anarchici, l’attentato si rivelerà opera del gruppo neofascista di Ordine Nuovo. I mezzi e le coperture però, arrivano da molto più in alto. Uomini dello stato, servizi segreti e intelligence straniera. La chiamano “la madre di tutte le stragi”, perché la più feroce e con il maggior numero di vittime, dopo di lei un susseguirsi di attacchi (l’esplosione di Peteano; la bomba di Piazza della Loggia; quella alla Questura di Milano, l’Italicus...) che avranno lo scopo di destabilizzare l’opinione pubblica. Violenza e atrocità per un bene superiore. Ma niente che si ottenga con il sangue può considerarsi un bene. È un capolavoro di stile, un mosaico che si delinea, alternando più registri, attraverso i suoi protagonisti. Tutti hanno la parola: anarchici, fascisti, uomini di potere, che sono esistiti o esistono ancora, ognuno nascosto dietro un soprannome che sollecita l’investigazione. Alcuni sono morti, altri sono fuggiti, pochi stanno scontando la loro pena. È un’inchiesta sulla nostra storia, un’indagine sul come e il perché siamo sempre burattini di qualcuno o di qualcosa, pedine inconsapevoli di interessi occulti. Tra tutte, spicca una voce fuori dal coro, quella di un ragazzino, che non fa parte della Storia con la s maiuscola, che non sa niente di rossi, di neri e di cattivi maestri, capisce solo che, dopo “il botto”, niente sarà più come prima. “La verità, che pure esiste, emergerà, se e quando emergerà, come un reperto rinvenuto nel fango: sporco, rotto, mancante di certe parti.” Da leggere, rileggere e imparare. Applausi!

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    anna

    19/09/2019 23:26:11

    “Nero ananas" non vuole raccontare una storia, ma la Storia quella con la S maiuscola, quella dei terribili anni di Piombo. L'opera di Valerio Aiolli raccoglie una delle pagine più buie della nostra Italia, quella che si svolge tra il 1969 e il 1973 e lo fa attraverso i suoi protagonisti, carnefici e vittime. • Assistiamo alla scalata politica del Pio, ai rapporti e alle azioni di forza del Dottore, del Samurai, di Vincent, del Triestino e tanti altri anarchici e componenti dell'Ordine Nuovo, ma soprattutto viviamo la storia familiare di un ragazzino senza nome, la cui sorella è scomparsa per via di forti dissidi politici con il padre. • Voi penserete: cosa hanno in comune tutti questi sanguinosi eventi storici con la storia familiare di un normale ragazzino? Tanto, vi rispondo io. Perché, quelli che all'inizio vi sembreranno pezzi di puzzle che difficilmente possono incastrarsi l'uno con l'altro, troveranno la giusta collocazione nella storia di Nero Ananas e finiranno per essere tutti pedine di uno stesso gioco, quello della nostra Storia. Ho apprezzato davvero tanto questo romanzo e spero possa arrivare tra i cinque finalisti del premio Strega.

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    Beatrice

    19/09/2019 15:04:18

    “Occorrerà l’immaginazione dell’artista, oltre che la cura e l’attenzione dell’archeologo, per poter ricostruire la verità di questo periodo buio.” Forse è racchiuso in queste parole il senso dell’operazione che Valerio Aiolli ha compiuto con questo bellissimo libro. È un mosaico che si compone a poco a poco, un romanzo corale a cui non sfugge mai l’individualità dei singoli, su un periodo complesso e travagliato per l’Italia tra il 1969 e il 1973. Per non appiattire il quadro in una visione monocorde, l’autore rinuncia al narratore onnisciente e realizza un intreccio in cui i narratori cambiano e cambia soprattutto il punto di vista, imponendo al lettore non di condividere le ragioni, ma di accostarsi alla prospettiva dei tanti attori sulla scena. Entriamo così nelle stanze in cui si muovono politici di spicco e tramano biechi esponenti dei gruppi sovversivi e terroristici con i loro sfuggenti legami occulti. Soprattutto accompagniamo Calimero nel suo percorso di crescita e di maturazione di una consapevolezza di sé, nel passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza; siamo partecipi degli eventi e dei cambiamenti sociali e culturali di quel tempo attraverso la sua esperienza diretta o mediata dalla televisione e dai giornali, attraverso il suo sguardo interrogante, ma mai ingenuo. Con una scrittura viva, capace di adattarsi straordinariamente a contesti e personaggi, Aiolli ci regala un affresco di un periodo drammatico della nostra storia recente, sul quale siamo obbligati a prendere posizione.

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    Federica

    04/09/2019 08:06:49

    Un bellissimo libro che esplora la nostra storia più recente ma anche la più difficile da capire. Dalla strage di Piazza Fontana all'attentato alla Questura di Milano ripercorriamo questi 5 anni in cui l'Italia è sconvolta da attentati, uccisioni, scomparse, segreti di Stato. Il tutto è raccontato dalla voce di un ragazzino come tanti, la cui famiglia verrà toccata molto da vicino dagli eventi che imperversano in quegli anni. I protagonisti della Storia sono citati con soprannomi, ma ciò non impedisce di capire le dinamiche di una politica fatta di segreti, bugie e mezze verità. Un libro, a mio parere, necessario affinché gli anni di piombo non vengano né dimenticati, né sminuiti. Per me meritava la cinquina finale del Premio Strega 2019. Storia: 5 Stile: 5

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    Leo

    18/06/2019 21:19:25

    Valerio Aiolli fortunatamente per me non è una novità, ho ancora tra le dita il profumo del vento del suo romanzo risalente a tre anni fa e ho letto “Nero Ananas” ancor prima della sua candidatura, sperando vivamente arrivasse così come mi auguro arrivi lo stregato Premio, sebbene i favoriti siano altri. “Nero Ananas” fa luce su un passato oscuro, su un’Italia che purtroppo è stata ma che si conosce poco e merita di essere letto per mille motivi che vanno dallo stile ineccepibile dell’autore al valore storico del romanzo.

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    Francesco M.

    11/06/2019 21:49:21

    Quello di Valerio Aiolli è un caso curioso e sorprendente al contempo. Aiolli è un esempio di scrittura e di voce italiana indispensabile tanto per la letteratura quanto per la cultura dei nostri giorni: laddove documentari e manuali di storia ritraggono in maniera schiettamente oggettiva un contesto come quello di Piazza Fontana, subentra, allora, la voce soggettiva e l’occhio critico di chi deve aver vissuto in prima persona, o attraverso i ricordi dei genitori, quei momenti sconquassanti. A prescindere dai diversi giudizi che, legittimamente, sorgono attorno a Nero Ananas, l’opera in questione è pura letteratura della memoria: con essa si torna a parlare e discutere di fatti scabrosi che hanno segnato l’Italia, episodi che, come una ferita che viene riaperta, generano scalpore, dolore, sofferenze. Ma è necessario affrontare gli scheletri nell’armadio, Aiolli lo sa, ed è per questo che scrive un romanzo forte, cupo, che solleva quei polveroni d’ingiustizie sedimentati nel terreno del silenzio. Oltre al tema d’impegno politico, Aiolli dedica la sua scrittura anche al servizio della parola, donando al racconto una dinamica scorrevole ed intensa. Si prenda, come esempio, una delle prime descrizioni che aprono il romanzo: “l’odore di dicembre: persiane serrate, febbre, naso chiuso, mandorle amare, sangue, polvere, silenzio”. Non è necessario ricorrere a voli pindarici per esprimere le sensazioni: è necessario averle vissute per raccontarle. La narrazione prediletta da Aiolli trascina, così, il lettore in uno spaccato storico d’Italia, ritratto con cinico realismo e brutale verità, dove solo il lettore può portare a termine il compito prefigurato dall'autore: il dovere di non dimenticare. Di non dimenticare mai. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 4

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    Leo

    11/06/2019 21:40:24

    Valerio Aiolli fortunatamente per me non è una novità, ho ancora tra le dita il profumo del vento del suo romanzo risalente a tre anni fa e ho letto “Nero Ananas” ancor prima della sua candidatura, sperando vivamente arrivasse così come mi auguro arrivi lo stregato Premio, sebbene i favoriti siano altri. “Nero Ananas” fa luce su un passato oscuro, su un’Italia che purtroppo è stata ma che si conosce poco e merita di essere letto per mille motivi che vanno dallo stile ineccepibile dell’autore al valore storico del romanzo. Copertina 4 Stile 5 Storia 5

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    kitty17

    11/06/2019 21:34:26

    Romanzo di formazione ambientato in uno dei periodi più bui dell’Italia, che ha il grande merito di riportare in primo piano nella nostra memoria gli eclatanti eventi che caratterizzarono quell’epoca, in realtà misconosciuta a troppi giovani delle ultime generazioni. Purtroppo… Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Vincenzo

    11/06/2019 21:26:25

    "Nero ananas" è un romanzo storico che racconta i quattro anni turbolenti vissuti in Italia tra il 1969 e il 1973. Anni pieni di intrighi, lotte, tradimenti, di attacchi terroristici che cercarono di destabilizzare la nazione. Valerio Aiolli, con estrema accuratezza riesce a catturare l'attenzione del lettore invitandolo a comprendere fino in fondo quegli anni che, molto spesso soprattutto tra le nuove generazioni, vengono dimenticati troppo facilmente. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Febo

    11/06/2019 21:15:43

    Primi anni settanta del secolo scorso: terrorismo bombe, omicidi politici, epoca buia. Un romanzo che ci immerge in un clima che oramai anche la memoria storica del nostro Paese a volte sembra avere dimenticato. La scrittura dinamica rende avvincente una trama che acquista veridicità, credibilità e ritmo grazie alle vicende veramente accadute. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Bibi

    11/06/2019 20:47:46

    1969-1973: quattro anni che hanno aperto una stagione oscura e violenta nella società italiana fanno da scenografia per le vicende narrate da un romanzo che si sviluppa con ritmi e soluzioni narrative interessanti. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    addix

    11/06/2019 19:46:06

    Romanzo corale che raccoglie storie nello sfondo dei tragici eventi di sangue, con ritmo cronologico che scandisce l’evolversi della cronaca, usando trovate stilistiche e di linguaggio molto interessanti. Finalmente un romanzo che appassiona per trama e stile, e che al contempo contribuisce a mantenere viva la memoria storica di un paese, anche di chi quei tragici eventi non li ha visti accadere. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Margherita

    11/06/2019 18:22:43

    Un momento della nostra storia. Raccontato da un io che, fra tanti personaggi reali, nascosti dietro soprannomi da saga popolare, ne sceglie uno, a cui si rivolge col tu. Un uomo in cui un adolescente vede le proiezioni di un’inquietudine che è, insieme, terrore per un mondo minaccioso che incombe con i suoi pericolosi misteri, e fascino per una forma di esistenza clandestina, che cerca nella lotta armata l’espressione del proprio smisurato desiderio di libertà. In questo racconto, fatto di continui cambi di prospettiva, di narrazione frenetica e trasparente come le confessioni di un reality, l’Italia di oggi, con la sua politica intrisa di personalismi, eppure massificata, priva di ideologie e demistificata, è invitata a guardare a quella che era cinquant’anni fa, all’inizio del periodo delle stragi, quando il potere era una entità sfuggente ed inarrivabile, che metteva paura, e della quale, pure, si invocava maggiore protezione. Nessuno, ancora adesso, può pretendere di esaminarla dall’interno, di analizzare quell’intelligenza manovratrice, seguendone le fibre nervose, fino a toccarne il cervello. Ma è possibile vedere quell’anima diabolica incarnata in tante vite umane concrete, che ne parlano attraverso le proprie idee, emozioni, aspirazioni di gente qualunque, che si trova per le mani qualcosa di grosso, e decide di portare avanti quel drammatico gioco. La sfida, per tutti, è riempire un vuoto: l’assenza di una direzione comune che la fine della guerra non ha saputo evitare, frammentando una società lasciata da sola ad inseguire, lungo tante possibili vie, il proprio indefinito progetto di modernità. Copertina: 2 Storia: 5 Stile: 5

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    Bibliofila

    11/06/2019 18:04:40

    Interessante rievocazione della storia italiana più recente da angolature diversi e inusuali. Forse un po’ troppo complicato comprendere appieno tutti i riferimenti ad avvenimenti e personaggi per chi quegli anni non li ha vissuti in prima persona, ma nel complesso sicuramente un libro che vale la pena leggere. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 3

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    Silvana de Luca

    11/06/2019 16:41:08

    Nero ananas. Copertina cupa. Storia cupa. Frasi telegrafiche, sparate a raffica, che rendono perfettamente la frenesia del periodo più buio della storia italiana, quello degli anni di piombo. Troppo poco il testo a disposizione per un giudizio chiaro e puntuale. Comunque, già dal primo rigo, la storia ti prende a cazzotti nello stomaco. Per non dimenticare,

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    Ismaele

    11/06/2019 14:26:55

    Un libro che sa raccontare 4 degli anni più neri della nostra storia contemporanea con una voce diversa. Ingenua ma allo stesso tempo quasi illuminante. I misteri di quegli anni vengono dispoegati con maestria e sapienza. Consigliato sicuramente. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 5

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  • Valerio Aiolli Cover

    Nato nel 1961 a Firenze, dove vive, Valerio Aiolli ha esordito nel 1995 con la raccolta di racconti Male ai piedi, finalista al Premio Assisi per inediti. Con il suo primo romanzo, Io e mio fratello (1999, edizioni e/o), tradotto anche in Germania e Ungheria, ha vinto il Premio Fiesole per narratori under 40 ed è stato ammesso alla Selezione Premio Strega. Sono seguiti Luce profuga, A rotta di collo (del 2002, con cui si è aggiudicato il Premio Giusti), Fuori tempo, Ali di sabbia, Il sonnambulo, Lo stesso vento. Approfondisci
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