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Non avevo capito niente - Diego De Silva - copertina

Non avevo capito niente

Diego De Silva

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Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 11 settembre 2007
Pagine: 309 p., Brossura
  • EAN: 9788806189068
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Non avevo capito niente

Diego De Silva

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Gaia la libraia

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Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.
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    lorenza gentili

    15/04/2019 20:35:48

    Brillante, geniale, risate garantite con un tocco di tragicomica indulgenza per questo personaggio Malinconico, che siamo un po' tutti noi

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    Laura

    02/08/2016 16:02:36

    L'avvocato Malinconico è un personaggio sgualcito dalla vita: una ex moglie di cui è ancora innamorato; una figlia che incontra di nascosto in un fast food all'aeroporto; un figlio strano che non comprende fino in fondo; un lavoro che non gli dà nessuna soddisfazione e poco guadagno. De Silva dà vita ad un personaggio che, purtroppo, è molto ma molto reale, le sue peripezie giudiziarie, il suo ufficio arredato con mobili Ikea, i clienti che hanno preso l'avvocato per uno psicanalista gratuito, non sono, ahimè, frutto di fantasia. Le sue riflessioni su argomenti vari e il suo spaesamento sono quelli di una generazione in agonia... Unica pecca lo stile a volte un po' faticoso da leggere e le continue digressioni che appesantiscono il discorso. Attuale

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    Alessandro Claudio Orefice

    13/06/2016 19:41:51

    La Scrittura ricca di intelligenza e cultura, umanità, umorismo e dosi massicce di auto osservazione del protagonista in combutta fra loro, impegnato questi com'è a rendere prima di tutto a se stesso credibile l'affannarsi a ridisegnare connotati di senso alla propria vita, rendono la storia simpatica, consentendo finanche di fare entrare il lettore in empatia con il protagonista. Riuscito il romanzo: la narrazione è assai piacevole, i personaggi sono ben azzeccati e anche il colpo di scena finale è ben assestato rispetto a psicologia e contesto, nonché coerente riguardo alla sorte che incombe sul personaggio avvocato Malinconico, un po'- ma non troppo - sfigato nella sua storia professionale e nella vita. Dipinto, per le peripezie da criminal mind in cui è coinvolto, con tratti che richiamano alla memoria Marlowe de "Il lungo addio"-un omaggio al suo nume in versione partenopea? - film noir del 1973, interpretato da Elliott Gould e diretto dal regista Robert Altman, tratto dall'omonimo romanzo di Raymond Chandler. Sensazioni da lettore finito il romanzo: compiacimento soddisfatto.

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    Anna

    13/11/2015 15:53:50

    L'inizio un po' incerto...ma poi si è fatto leggere ed alla fine mi è pure piaciuto.Ho fatto anche qualche risata.

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    laguby

    13/07/2015 14:37:19

    Protagonista l'avvocato Vincenzo Malinconico: pasticcione e beffardo, stropicciato e sornione, perdente (ma non troppo): un personaggio simpatico al quale molto si perdona anche per il suo "problema" con la sintassi. Lettura non sempre scorrevole, lo interrompo due volte, ne salto dei pezzi, volo alla fine, esercitando molti di quei "diritti del lettore" tanto cari a Pennac. Aprendo a caso a p. 196 ho la conferma di quel che penso da tempo: qualunque libro, anche non eccelso, ha almeno una pagina "geniale" per la quale valeva la pena di essere scritto, e di essere letto. Il passaggio "assolutorio" allora è questo, secondo me: "Che cos'è un giardino, se non l'stensione virtuale di uno spazio chiuso, un domicilio violabile, una proprietà priva di mura?[? ] Nega il concetto di casa, pur essendone al servizio. [? ] È un'alternativa architettonica alla claustrofobia della proprietà. Soddisfa un desiderio di esposizione." Geniale. E surreale, nel contesto del libro.

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    Daniele B.

    14/05/2015 12:18:13

    Spesso Malinconico si nasce, ancor più spesso ci si diventa. Narrazione assai piacevole e personaggi molto azzeccati, complimenti. Il capitolo successivo è il migliore della "trilogia", ma questo è un ottimo inizio.

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    Monica

    08/04/2015 18:38:48

    Mi è piaciuto e voglio quasi bene all'avvocato Malinconico, la verità.

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    leonardo de chanaz

    06/10/2013 22:43:54

    Frizzante, intelligente, divertentissimo! Solo un napoletano ha questo spirito. Mi ha fatto passare delle ore in vera allegria, con le sue uscite geniali. Grazie!

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    Mariflo

    05/05/2013 17:20:33

    Confesso: non sono riuscita a finire di leggerlo. Di norma, trovo non sia corretto esprimere un giudizio su un libro non terminato, ma stavolta non potevo astenermi. Mi sono dapprima fermata a pagina 80, ma per rispetto nei confronti della persona che me lo ha prestato, ho deciso di riprenderlo. Niente, più forte di me, abbandonato dopo altre 20 pagine. Noiosissimo, inutilmente prolisso, falsamente introspettivo, nemmeno divertente come le altre recensioni mi avevano fatto supporre. Si possono saltare interi capoversi prima di arrivare al sodo di una questione e, talvolta, nemmeno ci si arriva. Non lo consiglierei mai.

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    lory

    19/12/2012 19:37:35

    simpaticissimo personaggio quello dello strampalato avvocato malinconico...forse ha sbagliato mestiere...poteva darsi alla filosofia anziché al diritto!consiglio a tutti i miei colleghi giuristi di farsi due risate con la lettura di questo libro!

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    Lucio

    19/06/2012 09:20:53

    Alcuni passaggi sono anche divertenti. A parte questo, però, il romanzo non si sottrae alla domanda delle domande: perchè scrivere una storia come questa? Contrariamente alla pretesa di "profondità" rincorsa dalle innumerevoli considerazioni con le quali l'autore infarcisce il racconto, al lettore non rimane altro che un retrogusto da telefilm di Italiauno: narrazione scorrevole, a tratti piacevole, ma nulla di più. Insomma, un buon prodotto di consumo. Per non dire, poi, dell'illogicità di alcuni fatti-chiave della narrazione (scelte della cupola camorrista, comportamento di Alessandra Persiano, ecc.). Leggetelo solo se volete ingannare il tempo, magari illudendovi di scandagliare un punto di vista che vorrebbe spacciarsi per alternativo, ma che rimane, tuttalpiù, pseudo-intellettuale.

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    Guia

    22/02/2012 20:15:49

    Complessivamente mi è piaciuto, lo stile è molto piacevole, a tratti comico e molto scorrevole, ma la trama mi ha lasciata un po' perplessa, forse un po' "accelerata" ed a tratti poco verosimile. In ogni modo una lettura piacevole.

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    davide

    21/12/2011 11:16:54

    Intelligente, arguto e ricco di idee. Fabiovolisti astenersi, Grazie.

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    massimo

    27/06/2011 14:36:36

    Avventure molto divertenti di un antieroe dei nostri tempi nella cornice di una napoli non proprio da cartolina. Molto, molto carino, lo consiglio. Buona lettura

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    storesa

    20/06/2011 09:16:25

    Alcuni passaggi divertenti, ma per il resto libro inconsistente. Trama povera, personaggi poco approfonditi e stile poco personale.

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    Rossella

    05/01/2011 11:21:00

    Arrivata all'ultima pagina non ho ancora capito se mi è piaciuto. I miei sentimenti, opinioni nei confronti di questo libro sono contrastanti, esattamente come gli umori, le caratteristiche del protagonista avvocato Malinconico. Non so quindi se mi è piaciuto, a tratti si, se l'ho odiato, a tratti no, se mi ha fatto ridere o riflettere, certamente si. Beh vi dirò di più dopo "Mia suocera beve".

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    misselisabethbennet

    01/11/2010 15:55:41

    non sarà alta letteratura ma il modo in cui scrive e le trovare che ha sono tutte da ridere !! non è un romanzo avvincente, è un pò la vita di tutti i giorni ma il personaggio, Vincenzo Malinconico non vi deluderà!!! consigliato !

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    rain

    05/10/2010 16:56:24

    Finito di leggere adesso ...libro davvero molto molto carino, fondamentalmente ironico e cinico in alcuni punti, ma molto commovente in altri. E' una storia semplice, attuale, non ha colpi di scena strani nè altro, direi che è stranamente "normale", ma alla fine, quando ho letto le ultime righe, mi sono commossa per il finale e mi è dispiaciuto che questo libro, tra il leggero e il riflessivo, fosse terminato. consigliato.

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    Ulisse

    09/09/2010 11:48:14

    Non so perchè acquistai questo libro, forse in quel momento mi sembrava piacevole da leggere. Ho faticato ad arrivare alla fine ed a me non è piaciuto; ricalca lo stile di tanti altri autori (vedi anche Carofiglio, che nel confronto, preferisco) e poi troppo riempito di inutili parolacce non giustificabili nè dalla annotazione finale dell'autore nè dal "s'usa così", scusante che mal sopporto.

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    valter guglielmetti

    19/03/2010 10:49:58

    Un genio, un autentico genio, ecco tutto. La storia è semplice, ma tutte le storie sono semplici ed al tempo stesso estreme per il solo fatto che sono gli uomini ad inventarle. Ma la questione non è la storia: le questioni sono la disarmante logica dei ragionamenti, la tremenda, quasi fastidiosa, chiarezza con cui vengono riportati sulla carta ed esposti a noi poveri discenti, quasi che l’autore ci voglia prendere in giro e farci capire che finora non avevamo capito nulla della vita (e ricordate il titolo del libro ?). Leggetelo tutti, con la leggerezza con cui va letto ogni libro, ma con ogni attenzione, perché ci spiega come parlare con il nostro interlocutore in assoluto più importante del mondo: noi stessi.

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  • Diego De Silva Cover

    Scrittore, giornalista e sceneggiatore napoletano, Diego De Silva ha pubblicato diversi libri tra i quali il romanzo Certi bambini (Einaudi, 2001), premio selezione Campiello, da cui è stato tratto il film omonimo diretto dai fratelli Frazzi, con la sceneggiatura firmata a quattro mani con Marcello Fois.Sempre presso Einaudi sono usciti i romanzi La donna di scorta (2001), Voglio guardare (2002), Da un'altra carne (2004), Non avevo capito niente (2007, Premio Napoli, finalista al premio Strega) e la pièce Casa chiusa, pubblicata con i testi teatrali di Valeria Parrella e Antonio Pascale nel volume Tre terzi. Del 2010 un nuovo romanzo, Mia suocera beve, con protagonista Vincenzo Malinconico, già al centro di Non avevo capito niente. Del 2011 è Sono contrario alle... Approfondisci
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