Non avevo capito niente

Diego De Silva

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 febbraio 2014
Pagine: 314 p.
  • EAN: 9788806219536
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Descrizione
Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.

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Recensioni dei clienti

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    Fede

    22/09/2018 14:14:48

    Questo è stato il mio primo approccio a Diego De Silva, non avevo mai letto altro prima. E' una storia leggera, divertente. La trama non è granché, ma la lettura risulta scorrevole e piacevole per lo stile molto ironico e leggero dell'autore. Alcune situazioni le ho trovate un po' banali, viste e riviste, come il rapporto difficoltoso con la figlia adolescente o il personaggio dell'ex moglie, un po' scocciante e lunatica, di cui il protagonista sembra ancora innamorato. A parte ciò, come ho detto, è una lettura piacevole e a tratti divertente, e di leggerezza si ha sempre bisogno.

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    Gilberto C

    21/09/2018 18:13:41

    Libro con molte luci e ombre; lo stile è forse la cifra più peculiare, inizialmente francamente scioccante per l’eccessiva semplicità e banalità, finisce con diventare parte del divertimento; le sue riflessioni e le sue espressioni sono le stesse che molti di noi avrebbero in circostanze analoghe, ma che nessuno si sognerebbe di trovare in un libro. La storia è abbastanza inconsistente, ma piacevoli sono i personaggi, anche se forse troppo farseschi. Piacevoli sono le lunghe digressioni semi-filosofiche che Vincenzo fa ad ogni evento importante della storia; divertenti alcune sue definizioni (mi piace ricordare quella dei cantautori, data a pag. 250: “musicisti di livello amatoriale che adattavano dei testi sproporzionatamente lunghi, e comprensibili a sprazzi, a delle partiture riproducibili con un paio di mesi di lezioni di chitarra”). In definitiva un libro che, superata la tentazione delle prime 20 pagine di gettarlo via per la pochezza dello stile e la scarsa salute mentale del protagonista, dà una lettura nel complesso divertente e piacevole. Non sparisce comunque del tutto il dubbio di aver perso del tempo a leggere queste 310 pagine.

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    Marco

    20/09/2018 08:36:43

    Libro molto particolare che però riesce a prenderti, fin dalle prima pagine. Molto scorrevole e non pretenzioso. Offre spunti di riflessione molto interessanti e, pur essendo caratterizzato da un sorta di flusso di coscienza, riesce a proporre temi interessanti. Il personaggio principale è altrettanto particolare e riesce spesso e a strappare un sorriso al lettore, grazie alle situazioni al limite dell’assurdo in cui si viene a trovare o anche solo per i propri pensieri, fisime e simili. Voto: 6.5

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    Anna

    18/09/2018 09:23:30

    Personalmente a me non è piaciuto, perché troppo dispersivo, troppo banale e senza mordente. Finale moscio quasi scontato. L'unica cosa buona sono le rare battute dove si ride un po' dell'avvocato Malinconico. Già il cognome è tutto un programma.

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    Matteo

    17/09/2018 23:13:09

    Con cinismo, brio e semplicità Diego De Silva affronta temi complessi e delicati quali la camorra, la separazione, l’adolescenza. Non avevo capito niente, un libro che riesce a far sorridere continuamente pur affrontando un tempo, una società in cui c’è ben poco da ridere.

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    mara regonaschi

    01/08/2018 09:27:10

    Esilarante, comico, cinico: la storia narrata non la ricordo neppure, ma il ritmo incalzante della scrittura e la sagacia con la quale l'Avv.to Malinconico affronta la vita, giustificano appieno la lettura.

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    gilda

    05/04/2018 10:27:42

    Pochissimo mi è piaciuto di questo romanzo. Di certo non il protagonista che invece leggo essere tanto amato. L'ho trovato un mediocre, e questo è condiviso, ma non ho trovato quella profondità poetica, filosofica, ironica della quale tutti parlano, o comunque non ho trovato questo aspetto sufficiente a compensarne l'inettitudine e a renderlo interessante. Mi sembra solo un uomo incapace di fare praticamente qualsiasi cosa, con una percezione adolescenziale del sesso, ma soprattutto spocchioso e arrogante a sproposito, tutte cose che non sopporto. Nessuno degli altri protagonisti del resto lascia in alcun modo il segno. Il ruolo giocato dai figli soprattutto mi lascia perplessa. Essendo il primo di una serie immagino che prenderanno forma nel tempo, ma direi che non lo scoprirò mai. La storia "legale" è gradevole ma trattata anche quella in modo superficiale, sempre in funzione dell'inettitudine del protagonista. Neanche la scrittura fa per me, è sicuramente personale ma per i miei gusti troppo carica senza che questi eccessi trovino ragione d'essere nel conteuto. Insomma non il mio libro, ma comunque un libro che si fa leggere in qualche ora, a mio parere soprattutto se si ama quel tipo di scrittura, altrimenti, nonostante la brevità e la semplicità dell'intreccio, è dura (io ho fatto fatica a arrivare in fondo)

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    Laura

    02/08/2016 16:02:36

    L'avvocato Malinconico è un personaggio sgualcito dalla vita: una ex moglie di cui è ancora innamorato; una figlia che incontra di nascosto in un fast food all'aeroporto; un figlio strano che non comprende fino in fondo; un lavoro che non gli dà nessuna soddisfazione e poco guadagno. De Silva dà vita ad un personaggio che, purtroppo, è molto ma molto reale, le sue peripezie giudiziarie, il suo ufficio arredato con mobili Ikea, i clienti che hanno preso l'avvocato per uno psicanalista gratuito, non sono, ahimè, frutto di fantasia. Le sue riflessioni su argomenti vari e il suo spaesamento sono quelli di una generazione in agonia... Unica pecca lo stile a volte un po' faticoso da leggere e le continue digressioni che appesantiscono il discorso. Attuale

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    Alessandro Claudio Orefice

    13/06/2016 19:41:51

    La Scrittura ricca di intelligenza e cultura, umanità, umorismo e dosi massicce di auto osservazione del protagonista in combutta fra loro, impegnato questi com'è a rendere prima di tutto a se stesso credibile l'affannarsi a ridisegnare connotati di senso alla propria vita, rendono la storia simpatica, consentendo finanche di fare entrare il lettore in empatia con il protagonista. Riuscito il romanzo: la narrazione è assai piacevole, i personaggi sono ben azzeccati e anche il colpo di scena finale è ben assestato rispetto a psicologia e contesto, nonché coerente riguardo alla sorte che incombe sul personaggio avvocato Malinconico, un po'- ma non troppo - sfigato nella sua storia professionale e nella vita. Dipinto, per le peripezie da criminal mind in cui è coinvolto, con tratti che richiamano alla memoria Marlowe de "Il lungo addio"-un omaggio al suo nume in versione partenopea? - film noir del 1973, interpretato da Elliott Gould e diretto dal regista Robert Altman, tratto dall'omonimo romanzo di Raymond Chandler. Sensazioni da lettore finito il romanzo: compiacimento soddisfatto.

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    Anna

    13/11/2015 15:53:50

    L'inizio un po' incerto...ma poi si è fatto leggere ed alla fine mi è pure piaciuto.Ho fatto anche qualche risata.

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    laguby

    13/07/2015 14:37:19

    Protagonista l'avvocato Vincenzo Malinconico: pasticcione e beffardo, stropicciato e sornione, perdente (ma non troppo): un personaggio simpatico al quale molto si perdona anche per il suo "problema" con la sintassi. Lettura non sempre scorrevole, lo interrompo due volte, ne salto dei pezzi, volo alla fine, esercitando molti di quei "diritti del lettore" tanto cari a Pennac. Aprendo a caso a p. 196 ho la conferma di quel che penso da tempo: qualunque libro, anche non eccelso, ha almeno una pagina "geniale" per la quale valeva la pena di essere scritto, e di essere letto. Il passaggio "assolutorio" allora è questo, secondo me: "Che cos'è un giardino, se non l'stensione virtuale di uno spazio chiuso, un domicilio violabile, una proprietà priva di mura?[? ] Nega il concetto di casa, pur essendone al servizio. [? ] È un'alternativa architettonica alla claustrofobia della proprietà. Soddisfa un desiderio di esposizione." Geniale. E surreale, nel contesto del libro.

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    Daniele B.

    14/05/2015 12:18:13

    Spesso Malinconico si nasce, ancor più spesso ci si diventa. Narrazione assai piacevole e personaggi molto azzeccati, complimenti. Il capitolo successivo è il migliore della "trilogia", ma questo è un ottimo inizio.

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    Monica

    08/04/2015 18:38:48

    Mi è piaciuto e voglio quasi bene all'avvocato Malinconico, la verità.

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    leonardo de chanaz

    06/10/2013 22:43:54

    Frizzante, intelligente, divertentissimo! Solo un napoletano ha questo spirito. Mi ha fatto passare delle ore in vera allegria, con le sue uscite geniali. Grazie!

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    Mariflo

    05/05/2013 17:20:33

    Confesso: non sono riuscita a finire di leggerlo. Di norma, trovo non sia corretto esprimere un giudizio su un libro non terminato, ma stavolta non potevo astenermi. Mi sono dapprima fermata a pagina 80, ma per rispetto nei confronti della persona che me lo ha prestato, ho deciso di riprenderlo. Niente, più forte di me, abbandonato dopo altre 20 pagine. Noiosissimo, inutilmente prolisso, falsamente introspettivo, nemmeno divertente come le altre recensioni mi avevano fatto supporre. Si possono saltare interi capoversi prima di arrivare al sodo di una questione e, talvolta, nemmeno ci si arriva. Non lo consiglierei mai.

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    lory

    19/12/2012 19:37:35

    simpaticissimo personaggio quello dello strampalato avvocato malinconico...forse ha sbagliato mestiere...poteva darsi alla filosofia anziché al diritto!consiglio a tutti i miei colleghi giuristi di farsi due risate con la lettura di questo libro!

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    Lucio

    19/06/2012 09:20:53

    Alcuni passaggi sono anche divertenti. A parte questo, però, il romanzo non si sottrae alla domanda delle domande: perchè scrivere una storia come questa? Contrariamente alla pretesa di "profondità" rincorsa dalle innumerevoli considerazioni con le quali l'autore infarcisce il racconto, al lettore non rimane altro che un retrogusto da telefilm di Italiauno: narrazione scorrevole, a tratti piacevole, ma nulla di più. Insomma, un buon prodotto di consumo. Per non dire, poi, dell'illogicità di alcuni fatti-chiave della narrazione (scelte della cupola camorrista, comportamento di Alessandra Persiano, ecc.). Leggetelo solo se volete ingannare il tempo, magari illudendovi di scandagliare un punto di vista che vorrebbe spacciarsi per alternativo, ma che rimane, tuttalpiù, pseudo-intellettuale.

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    Guia

    22/02/2012 20:15:49

    Complessivamente mi è piaciuto, lo stile è molto piacevole, a tratti comico e molto scorrevole, ma la trama mi ha lasciata un po' perplessa, forse un po' "accelerata" ed a tratti poco verosimile. In ogni modo una lettura piacevole.

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    davide

    21/12/2011 11:16:54

    Intelligente, arguto e ricco di idee. Fabiovolisti astenersi, Grazie.

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    massimo

    27/06/2011 14:36:36

    Avventure molto divertenti di un antieroe dei nostri tempi nella cornice di una napoli non proprio da cartolina. Molto, molto carino, lo consiglio. Buona lettura

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